Final Eight, Sassari fantastico bis

 

E’ Il Banco Sardegna Sassari ad aggiudicarsi l’edizione 2015 delle Beko Final Eight di Desio sconfiggendo l’Armani Jeans Milano in una finale di altissimo livello e piena di capovolgimenti di fronte. E’ stata una tre giorni di grandi emozioni con le migliori otto formazioni del girone d’andata pronte a darsi battaglia senza esclusioni di colpi con la consueta formula consolidata in quella che è ormai una festa dello sport nella sua dimensione più pura senza steccati o barriere divisorie. Riavvolgiamo il nastro degli eventi partendo dai quarti di finale nei quali si consuma la prima sorpresa con l’eliminazione dell’Umana Venezia che cede di schianto contro Brindisi (70-80) dopo due quarti brutti ed equilibrati chiusi sul 33-28 per i lagunari. Nel terzo quarto l’Enel mette la marcia giusta rompendo l’equilibrio difensivo degli uomini di Recalcati in balia di uno scatenato Pullen (27p e 678 dalla lunga) che toglie sicurezza ed energie nervose a Goss (17p) e soci che perdono la bussola nel finale rovinando le percentuali con un misero 2/8 dai 6,75 contro il 12/28 dei pugliesi. Tiratissima e in bilico fino all’ultimo secondo il quarto tra Reggio Emilia e Trento vinto dalla Grissin Bon (80-77) dopo quaranta minuti al cardiopalma e continui rovesciamenti nel punteggio. All’intervallo Kaukenas & co. volano a +10, partita chiusa? Neanche per sogno: Trento impone il suo gioco fisico e grazie ad un ispiratissimo Toto Forray (8p e 2/2 dalla lunga) riapre un match che Owens (19p e 8r) e Mitchell (14p e 10r) hanno il merito ti tenere sempre vivo. Nell’ultimo quarto sale in cattedra il Professor Kaukenas che con 6 punti e un 4/4 dalla lunetta detta la strada del successo coadiuvato da un perfetto Cinciarini (16p 100% dal campo e 9ass) e dalla mano calda Diener (14p e 4/7 dalla lunga)e Trento perde un po’ di lucidità complice anche l’inesperienza in una rassegna del genere.

Altro quarto inaspettatamente  tirato è quello tra Milano ed Avellino, partita scontata sulla carta, ma vinta con estrema sofferenza dalle irriconoscibili scarpette rosse (60-58) contro un avversario tostissimo seppur orfano dei chili di Anosikee. Partita sotto ritmo e pessime percentuali, equilibrio sostanziale fino alla terza sirena, poi nel finale Hackett (8p) si ricorda di essere chi è e insieme ad un ottimo Samardo (19p e 12r) crea le situazioni giuste per prevalere sugli irpini che lottano fino all’ultimo possesso grazie alla vena di un concretissimo Harper (19p) e del vice-Anosikee Hanga (15p e 8r) anche se le lancette della benzina segnano il rosso a causa delle differenti possibilità nelle rotazioni. Ha il suo bel da fare anche Sassari per sbarazzarsi di una coriacea Vanoli Cremona (74-63) che ha venduto cara la pelle, come è giusto che sia in gare del genere. Partenza puto a punto e 34-31 all’intervallo per gli isolani. Nel terzo quarto salgono in cattedra Jeff Brooks (11p e 7r) ed Edgar Sosa (14p)che alzano l’intensità del match portandolo sui binari preferito da coach Sacchetti chiudendo la terza sirena sul +8. Nell’ultimo quarto Cremona tenta una difficile rimonta con l’ottimo Clark (16p), ma le pessime percentuali del fallosissimo Haynes (4p e 2/11) permettono a Dyson e soci di chiudere i conti senza particolari patemi. Archiviati i quarti largo alle semifinali con Milano, attesa al riscatto dopo il pessimo esordio, che prevale senza eccessivi problemi su una Brindisi (76-65) un pò stanca dopo il tour de force contro Venezia. Milano scende in campo col piglio giusto chiude 26-16 la prima frazione mostrando un discreto equilibrio nelle scelte di tiro coinvolgendo tutti gli effettivi, ma nel secondo quarto Brindisi riesce a imbrigliare l’orologio di Luca Banchi e grazie ad un ispirato Denmon (17p) ricuce lo strappo chiudendo all’intervallo sotto di tre. Nel secondo tempo Milano riprende l’inerzia approfittando del calo fisiologico della Bucchi Band con Pullen (12p e 2/8 dalla lunga)e Harper (10p) in giornata no, un Delroy irriconoscibile sovrastato da Samardo (13p) crea un solco rassicurante che Kleiza (10p tutti nell’ultimo quarto) mette al riparo in cassaforte. Milano in finale con la sedicesima vittoria consecutiva tra campionato e coppa, chi sarà la sfidante destinata ad un’inevitabile sconfitta? Sassari e Reggio Emilia hanno entrambe le carte in regola per dar luogo ad uno spettacolo di alto contenuto cestistico e il piatto è servito sin dall’inizio con un perfetto equilibrio e un’adrenalinica intensità tra le due più belle tifoserie d’Italia, degno contorno di una gara che promette scintille fino in fondo. Nel terzo quarto Sanders (13p) e Kadji (12p) rompono gli indugi traghettando per mano il Banco che in un amen si ritrova a +9 approfittando del calo fisico di Kaukenas (21p) e della totale assenza di Drake Diener (4p) ex di turno e oggetto misterioso della serata. Sassari va in fiducia e il duo Logan (16p e 4/6 dalla lunga) Dyson (15p) completano l’opera nonostante il tentativo disperato di Reggio Emilia di tenere vivo il match e il 77-65 finale punisce eccessivamente gli uomini di Menetti costretti a cedere alle improvvise fiammate degli isolani. La finale è Sassari-Milano, la più giusta e senz’altro la più spettacolare e affascinante. Sassari ha già beffato due volte Milano che ha mal digerito sia la sconfitta interna nelle Final Eight del 2014 sia quella in SuperCoppa di inzio stagione, ma il leitmotiv di questa finale non cambia e Sassari strapazza un’abulica Armani sin dalle prime battute portandosi in un amen a più 15. Milano è travolta dallo tsunami, ma riesci a riassestare il match con Hackett e un ritrovato Ragland (21p e9/13 dal campo) Sassari cala inevitabilmente le sue fantasmagoriche percentuali e all’intervallo Milano è sotto di quattro 47-51. Equilibrio fino al termine? Neanche per sogno perché nel terzo quarto il trio della meraviglie Sanders-Logan-Dyson (72 punti in tre) mette a ferro e fuoco la retina avversaria costringendo le scarpette rosse a boccheggiare per rimanere ancora in gara, ma il 77-66 della terza sirena orienta il match verso un finale già scritto e ratificato da un 101-94 risultato che certifica una gara ad altissimo ritmo in cui il Banco ha saputo gestire alla perfezione i ritmi levando costantemente ossigeno e punti di riferimento agli uomini di Banchi costretti ad arrendersi per tre volte di fila alla loro bestia nera numero uno. Inizia la festa tra champagne e foto di rito, Sassari bissa il successo dell’anno scorso dimostrando ancora una volta un killer istinct implacabile nelle partite dentro o fuori con Milano dietro la lavagna sconfitta ancora una volta e costretta a leccarsi le ferite.

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Fabio Bandiera