Festa in Val Gardena

 

Per interminabili secondi l’atleta rimane immobile nelle protezioni tanto da far temere un danno serio. Vederla così in difficoltà e vulnerabile ci ha ricordato che la Vonnder Woman delle 57 vittorie è una ragazza in carne ed ossa (come le sue colleghe) che corre sul filo di un rischio sempre molto elevato. Vince Lara Gut imponendosi sull’americana Leanne Smith. Sul terzo gradino del podio c’è l’altra elvetica Nadja Kamer. La francese Marchand-Arvier e la Fenninger sono ai piedi del podio mentre le statunitensi Mancuso e Mc Kennis sono rispettivamente sesta e settima. Tutte indietro le azzurre la migliore delle quali risulta Elena Fanchini che finisce quindicesima, poi la Stuffer ventunesima Francesca Marsaglia ventitreesima e quindi Nadia Fanchini venticinquesima. Finalmente la più forte delle Fanchini torna a gareggiare nelle discipline veloci dopo un pò di tempo e all’arrivo fa cenno di aver avuto paura. La comprendiamo ma ci auguriamo che le passi e che torni ad essere quella che era prima dell’infortunio e che la decisione di mollare nen venga mai presa. Buona notizia è poi il trentesimo tempo della Agerer che a nostro avviso può diventare competitiva nelle discipline veloci. Niente da fare per Elena Curtoni, Cipriani e Borsotti che finiscono nelle retrovie e per la Merighetti che esce dal tracciato.
In classifica di specialità è cambiato poco con la Vonn saldamente al comando con 200 punti seguita dalla connazionale Cook con 189, terza la Gut con 124 e quarta la Riesch con 122. La migliore delle nostre come sempre è Daniela Merighetti undicesima a quota 81.
In classifica generale la Maze allunga sulle rivali dirette e guida la classifica con 701 punti seguita dalla Riesch con 465 e dalla Vonn con 414, poi Zettel 360, Gut 309 e Mancuso 291. La prima delle azzurre è Irene Curtoni a quota 125.
Tirando le somme: nella velocità le azzurre, ancora molto giovani, non sembrano essere competitive per i piazzamenti che contano. Con l’infortunio della Schnarf ad inizio stagione abbiamo perso una atleta che ci poteva garantire piazzamenti degni di nota. Le nostre speranze di podio quindi sono nelle mani dell’esperta Daniela Merighetti in discesa e della promettente Elena Curtoni nel super G. Inoltre con l’infortunio di Federica Brignone, a nostro avviso mal gestita, perdiamo l’atleta di punta della nazionale non solo in funzione Coppa del Mondo (dove non siamo competitivi, punto) ma soprattutto in previsione dei Campionati del Mondo, insomma la vediamo un pò grigia.

VAL GARDENA- Tutt’altra musica suona invece la squadra maschile di velocità con due atleti sul podio in Val Gardena. E’ da un po’ che i nostri velocisti si sono messi in testa di fare gli austriaci e dando uno sguardo alle classifiche per nazioni scopriamo che in super G siamo secondi a solo sette punti dal Wunderteam, precisamente 491 a 484.
Venendo a ciò che è accaduto stamane in super G, la vittoria va al norvegese Svindal che ha saputo mettere a frutto la tracciatura del suo tecnico interpretando la pista al meglio e facendo quasi gara a sè visto il distacco impartito all’immediato inseguitore. Quindi i nostri Marsaglia ed Heel rispettivamente secondo e terzo a riempire il podio di premiazione di una gara che teoricamente sarebbe dovuta essere ostica per i nostri atleti. Il norvegese Jansrud è quarto, Theaux quinto seguito dagli austriaci Kroell e Mayer. Bene anche gli altri italiani a partire da Innerhofer decimo, Paris tredicesimo, Fill diciannovesimo e Klotz ventiduesimo. Varettoni e Pangrazzi non entrano nei trenta.
In classifica di specialità Svindal è in testa con 280 punti seguito dagli italiani Marsaglia con 209 e Heel con 150 quindi il francese Theaux con 131 e L’austriaco Mayer a 116.
Svindal guida anche la classifica generale con 540 punti sull’americano Ligety a 408 poi l’austriaco Hirscher a 380 il norvegese Jansrud a 261 il nostro Manfred Moelgg 224 e Matteo Marsaglia 209.
Se dare una scorsa alle classifiche dello sci alpino al femminile mette un po’ di angoscia dare uno sguardo a quelle maschili ci fa sfregare le mani.
Tanti fattori combinati hanno portato a questi risultati. Partiamo da Innerhofer che non si è allenato per il mal di schiena. Si prevedeva per lui un inizio difficile di stagione è invece non solo ha vinto la discesa di Beaver Creek ma sta macinando punti anche nelle gare in cui non fa benissimo (come questa mattina), il suo stato di forma migliora proprio ora che il calendario si fa più fitto e noi continuiamo a sfregarci le mani. Poi nel team azzurro è esploso Marsaglia. Come lui stesso ha detto, ha acquisito consapevolezza e con la maturità arrivano (eccome!) i podi ed i punti. Dominik Paris con i suoi ventitrè anni ed i suoi risultati in ascesa (prima nella velocità pura ed ora anche in super G) è sempre lieto argomento per gli appassionati di sci: l’anno scorso con i più esperti e quotati azzurri in piena crisi è stato questo ragazzone a caricarsi sulle spalle la responsabilità di fare piazzamenti in discesa. Aspettiamo la sua prima vittoria convinti che i tempi siano maturi. Peter Fill dal canto suo non brilla particolarmente ma ottiene con continuità buoni piazzamenti in attesa di un acuto che potrebbe arrivare in ogni gara. Ma forse il motivo di maggior soddisfazione lo da Werner Heel. L’anno scorso alle prese con i problemi di materiali era letteralmente scomparso dalle classifiche finendo invariabilmente oltre la trentesima piazza. Semplicemente è rinato! Come se la stagione 2011-2012 non fosse mai stata. Si ritrova terzo in classifica di super G con due quinti ed un terzo posto nelle tre gare della disciplina disputate fin’ora.

Domani mattina super G femminile con la sfida a tre tra la Maze la Riesch e la Vonn in chiave classifica generale e più di un occhio puntato su Elena Curtoni e perchè no anche su Nadia Fanchini. Per gli uomini sarà invece il turno della discesa libera e lì di occhi bisognerà tenerne puntati tanti per vedere che combineranno i nostri uomini jet.VAL D’ISERE-La notizia della giornata nel super G femminile della Val d’Isère è l’uscita della Vonn dopo poche porte. L’americana scivola fuori dal tracciato in una curva con pendenza a sfavore e finisce nelle reti in un lampo. Per interminabili secondi l’atleta rimane immobile nelle protezioni tanto da far temere un danno serio. Vederla così in difficoltà e vulnerabile ci ha ricordato che la Vonnder Woman delle 57 vittorie è una ragazza in carne ed ossa (come le sue colleghe) che corre sul filo di un rischio sempre molto elevato. Vince Lara Gut imponendosi sull’americana Leanne Smith. Sul terzo gradino del podio c’è l’altra elvetica Nadja Kamer. La francese Marchand-Arvier e la Fenninger sono ai piedi del podio mentre le statunitensi Mancuso e Mc Kennis sono rispettivamente sesta e settima. Tutte indietro le azzurre la migliore delle quali risulta Elena Fanchini che finisce quindicesima, poi la Stuffer ventunesima Francesca Marsaglia ventitreesima e quindi Nadia Fanchini venticinquesima. Finalmente la più forte delle Fanchini torna a gareggiare nelle discipline veloci dopo un pò di tempo e all’arrivo fa cenno di aver avuto paura. La comprendiamo ma ci auguriamo che le passi e che torni ad essere quella che era prima dell’infortunio e che la decisione di mollare nen venga mai presa. Buona notizia è poi il trentesimo tempo della Agerer che a nostro avviso può diventare competitiva nelle discipline veloci. Niente da fare per Elena Curtoni, Cipriani e Borsotti che finiscono nelle retrovie e per la Merighetti che esce dal tracciato.
In classifica di specialità è cambiato poco con la Vonn saldamente al comando con 200 punti seguita dalla connazionale Cook con 189, terza la Gut con 124 e quarta la Riesch con 122. La migliore delle nostre come sempre è Daniela Merighetti undicesima a quota 81.
In classifica generale la Maze allunga sulle rivali dirette e guida la classifica con 701 punti seguita dalla Riesch con 465 e dalla Vonn con 414, poi Zettel 360, Gut 309 e Mancuso 291. La prima delle azzurre è Irene Curtoni a quota 125.
Tirando le somme: nella velocità le azzurre, ancora molto giovani, non sembrano essere competitive per i piazzamenti che contano. Con l’infortunio della Schnarf ad inizio stagione abbiamo perso una atleta che ci poteva garantire piazzamenti degni di nota. Le nostre speranze di podio quindi sono nelle mani dell’esperta Daniela Merighetti in discesa e della promettente Elena Curtoni nel super G. Inoltre con l’infortunio di Federica Brignone, a nostro avviso mal gestita, perdiamo l’atleta di punta della nazionale non solo in funzione Coppa del Mondo (dove non siamo competitivi, punto) ma soprattutto in previsione dei Campionati del Mondo, insomma la vediamo un pò grigia.

VAL GARDENA- Tutt’altra musica suona invece la squadra maschile di velocità con due atleti sul podio in Val Gardena. E’ da un po’ che i nostri velocisti si sono messi in testa di fare gli austriaci e dando uno sguardo alle classifiche per nazioni scopriamo che in super G siamo secondi a solo sette punti dal Wunderteam, precisamente 491 a 484.
Venendo a ciò che è accaduto stamane in super G, la vittoria va al norvegese Svindal che ha saputo mettere a frutto la tracciatura del suo tecnico interpretando la pista al meglio e facendo quasi gara a sè visto il distacco impartito all’immediato inseguitore. Quindi i nostri Marsaglia ed Heel rispettivamente secondo e terzo a riempire il podio di premiazione di una gara che teoricamente sarebbe dovuta essere ostica per i nostri atleti. Il norvegese Jansrud è quarto, Theaux quinto seguito dagli austriaci Kroell e Mayer. Bene anche gli altri italiani a partire da Innerhofer decimo, Paris tredicesimo, Fill diciannovesimo e Klotz ventiduesimo. Varettoni e Pangrazzi non entrano nei trenta.
In classifica di specialità Svindal è in testa con 280 punti seguito dagli italiani Marsaglia con 209 e Heel con 150 quindi il francese Theaux con 131 e L’austriaco Mayer a 116.
Svindal guida anche la classifica generale con 540 punti sull’americano Ligety a 408 poi l’austriaco Hirscher a 380 il norvegese Jansrud a 261 il nostro Manfred Moelgg 224 e Matteo Marsaglia 209.
Se dare una scorsa alle classifiche dello sci alpino al femminile mette un po’ di angoscia dare uno sguardo a quelle maschili ci fa sfregare le mani.
Tanti fattori combinati hanno portato a questi risultati. Partiamo da Innerhofer che non si è allenato per il mal di schiena. Si prevedeva per lui un inizio difficile di stagione è invece non solo ha vinto la discesa di Beaver Creek ma sta macinando punti anche nelle gare in cui non fa benissimo (come questa mattina), il suo stato di forma migliora proprio ora che il calendario si fa più fitto e noi continuiamo a sfregarci le mani. Poi nel team azzurro è esploso Marsaglia. Come lui stesso ha detto, ha acquisito consapevolezza e con la maturità arrivano (eccome!) i podi ed i punti. Dominik Paris con i suoi ventitrè anni ed i suoi risultati in ascesa (prima nella velocità pura ed ora anche in super G) è sempre lieto argomento per gli appassionati di sci: l’anno scorso con i più esperti e quotati azzurri in piena crisi è stato questo ragazzone a caricarsi sulle spalle la responsabilità di fare piazzamenti in discesa. Aspettiamo la sua prima vittoria convinti che i tempi siano maturi. Peter Fill dal canto suo non brilla particolarmente ma ottiene con continuità buoni piazzamenti in attesa di un acuto che potrebbe arrivare in ogni gara. Ma forse il motivo di maggior soddisfazione lo da Werner Heel. L’anno scorso alle prese con i problemi di materiali era letteralmente scomparso dalle classifiche finendo invariabilmente oltre la trentesima piazza. Semplicemente è rinato! Come se la stagione 2011-2012 non fosse mai stata. Si ritrova terzo in classifica di super G con due quinti ed un terzo posto nelle tre gare della disciplina disputate fin’ora.

Domani mattina super G femminile con la sfida a tre tra la Maze la Riesch e la Vonn in chiave classifica generale e più di un occhio puntato su Elena Curtoni e perchè no anche su Nadia Fanchini. Per gli uomini sarà invece il turno della discesa libera e lì di occhi bisognerà tenerne puntati tanti per vedere che combineranno i nostri uomini jet.

 

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