F1: Rosberg profeta in patria

Erano sessant’anni che una Mercedes non vinceva il Gran Premio di Germania, e questa volta è riuscita nell’impresa anche con un pilota tedesco.

La gara di Rosberg è stata liscia come l’olio, sin dalla partenza. E dire che già alla prima curva è successo di tutto. Bottas, scattato secondo, subisce l’attacco di Massa, che però entra in rotta di collisione con Magnussen. Risultato, l’ex ferrarista cappotta e termina anzitempo la gara, anche se fortunatamente è uscito illeso dall’incidente. La terza piazza diventa appannaggio di Vettel, e un altro che approfitta della vicenda è Alonso, partito settimo e ritrovatosi quarto. {ads1} Intanto Hamilton, partito in ventesima posizione dopo i problemi in qualifica, inizia una faticosa ma esaltante rimonta, condita da un doppio sorpasso clamoroso su Raikkonen e Ricciardo. Bello anche il duello tra Alonso e Vettel. La rimonta di Hamilton prosegue fino alla terza piazza. La Williams di Bottas riesce a restargli davanti, malgrado il pilota britannico abbia tentato davvero il tutto per tutto montando le gomme super soft a quindici giri dal termine. Ancora una gara molto positiva per il finlandese, che chiude meritatamente secondo.

Alonso, frenato da fastidiosi problemi tecnici, dopo aver resistito a lungo agli attacchi di Vettel deve cedere la posizione al campione del mondo in carica, oltre che a Hamilton. Riesce però quantomeno a respingere l’assalto di Daniel Ricciardo, chiudendo quinto e recuperando qualche punto proprio sull’australiano della Red Bull. L’altro ferrarista, Kimi Raikkonen, chiude all’undicesimo posto, dopo essere partito dodicesimo. Per lui niente zona punti.

In classifica generale, quando si è appena superata la metà della stagione, Rosberg riallunga dunque su Hamilton, mentre al terzo posto Ricciardo perde punti nei confronti di Alonso, Bottas e del compagno di squadra Vettel. Tra una settimana si torna in pista in Ungheria, dove sul circuito dell’Hungaroring ci saranno in palio punti cruciali prima del mese di vacanza. 

 

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Alessandro Paparella

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