GP di Baku: le pagelle di una delle gare più incredibili dell’anno

GP DI BAKU, UNA GARA INCREDIBILE – Incredibile. Non ci sono altre parole per descrivere quello che è andato in scena ieri nel GP di Baku, in Azerbaijan. Vince Ricciardo, ultimo al via, seguito da Bottas, ultimo al via e dal giovane Stroll al primo podio in carriera. Vettel e Hamilton danno vita a un duello durissimo, fatto di colpi proibiti e reazioni veementi, alla fine del quale la spunta per un soffio il ferrarista. Ecco nel dettaglio le pagelle della gara:

VOTO 10: STROLL – Il pilotino della Williams è il vero vincitore di questo GP di Baku. Dopo mesi di prese in giro, di sentirsi ripetere di essere un figlio di papà ogni 5 minuti, di atti di nonnismo di Massa, di delusioni ed errori, ecco finalmente il primo podio. Lo conquista in una gara pazza che finisce per premiare i piloti più abili nel restare calmi e non farsi coinvolgere dalle continue bagarre. Peccato per il sorpasso subito da Bottas nel finale, ma questo non sposta di un millimetro la grande impresa compiuta oggi. Coulthard lo obbliga a bere dalla scarpa di Ricciardo, unendosi alla carovana di bullizzatori, ma questo è il prezzo da pagare per diventare definitivamente parte del gruppo dei piloti veri. NAJA

GP di Baku RicciardoVOTO 9: RICCIARDO – La formichina Ricciardo continua la sua opera di raccolta punti. Viene coinvolto nella bagarre al via ritrovandosi addirittura in diciassettesima posizione, ma non si perde d’animo, cambia le gomme e si mette in modalità guida sicura. Resta lontano da tutti i duelli, dalle emozioni e questa scelta di prudenza paga. Mentre ai rivali succede di tutto lui si ritrova primo e porta a casa la prima vittoria Red Bull di questa stagione. Il suo merito più grande è quello di essere costante e non perdersi mai d’animo, cavando sempre qualcosa di buono da ogni gara. OTTIMISTA

VOTO 8: ALONSO – Fernando finisce il GP di Baku senza rompere il motore della sua McLaren-Honda. Già questa sarebbe una motivazione più che sufficiente a giustificare il voto 8 in pagella. Aggiungiamoci anche una gara portata a termine con il solito piglio da combattente, ricca di sorpassi, staccate e lotte serrate. Il modo in cui prova a resistere al sorpasso di Vettel è stoico, quasi eroico, però Nando, un consiglio da amico, quando vedi rosso non ti imbizzarrire come un toro. MATADOR

VOTO 7: SAUBER – Giornata positiva per le due Sauber, con Wehrlein che conquista la decima posizione davanti al compagno di squadra e porta a casa punti preziosissimi in ottica costruttori. Non si può chiedere molto di più a questa monoposto e i nostri complimenti sono d’obbligo. PUNTI PREZIOSI

VOTO 6: RAIKKONEN E VERSTAPPEN – Discorso simile per le due seconde guide di Ferrari e Red Bull. La sfortuna sembra accanirsi contro questi due piloti in modo davvero fantozziano. Il talento belga viene tradito dal sistema elettrico della sua monoposto che lo costringe al quarto ritiro delle ultime sei gare. Per Raikkonen, invece, il GP di Baku è un vero e proprio calvario. Prima viene centrato dalla Mercedes impazzita di Bottas che gli distrugge parte della macchina e del fondo. Poi fora gli pneumatici passando sui detriti dell’incidente tra Ocon e Perez. Durante la bandiera rossa, mentre sta ripartendo per sdoppiarsi si accorge che uno strumento dei meccanici è rimasto sull’ala, lo fa togliere e questo gli costa una penalità, la cosa buffa è che la penalità sarebbe arrivata ugualmente anche senza intervento per un safe release, della serie come fai sbagli. NUVOLA DELL’IMPIEGATO

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Il momento incriminato nel quale Vettel tampona Hamilton

VOTO 5: VETTEL – Ennesima grande prova del pilota tedesco che avrebbe meritato un voto ben più alto oggi. Con una Ferrari non al top della forma riesce subito a prendersi due posizioni al via, incollandosi agli scarichi di Hamilton e aspettando il momento giusto per provare un under-cut. La lotteria delle Safety Car gli toglie questa possibilità e al pilota tedesco non resta che provare a ripartire nel modo migliore. Le tattiche di Hamilton però lo disorientano, nella prima ripartenza resta quasi fermo, arrivando a doversi difendere dagli attacchi degli inseguitori. Nella seconda succede l’episodio di giornata. Hamilton lascia scappare la SC e all’uscita della curva 14, invece di accelerare, frena passando da 80 a 50 km/h. Vettel non si aspetta una manovra del genere e tampona il pilota inglese, poi in preda alla rabbia lo affianca e lo sperona. Un gesto di reazione non bello che gli costa uno stop & go di 10 secondi fatale per la vittoria finale. Il resto della gara è fatto di grandi sorpassi fino alla quarta posizione e una stoica resistenza su Hamilton che prova in tutti i modi a superarlo. Peccato per quei cinque secondi di follia, inaspettati e non giustificabili per un quattro volte campione del mondo. NERVOSO

VOTO 4: FERRARI – Credo che per la scuderia di Maranello sia giunto il momento di fare una scelta. Finché Ecclestone è stato a capo della F1 abbiamo sempre avuto il sospetto che ci fosse un po’ di riguardo extra per un pilota inglese come Hamilton (ricordo nettamente una gru rimettere in pista solo lui mentre 5 o 6 macchine finivano nella ghiaia accanto a lui), o che team anglosassoni fossero tenuti in considerazione maggiore di altre squadre. Ora che il tutto è passato nelle mani degli americani, la Ferrari deve far valere il suo potere commerciale e politico per chiedere e ottenere il dovuto rispetto. Non possiamo assistere a un GP di Baku in cui i diretti avversarsi commettono 4/5 scorrettezze e alla fine essere gli unici a scontare due penalità. Questo trattamento la Ferrari non lo merita e credo sia giusto farsi valere. Se la F1 ha deciso di premiare certi comportamenti poco sportivi lo renda noto, sono certo che un pacchetto F1 con o senza Ferrari cambi completamente le prospettive di guadagno e visibilità e questo è bene che lo sappiano e lo ricordino tutti. CORNUTA E MAZZIATA

VOTO 3: HAMILTON – Non ci siamo proprio. Hamilton, in una gara, riesce a tirare fuori tutto il peggio del proprio repertorio. Scatta primo al via, ma quasi subito chiede dove sia Bottas, forse infastidito che il compagno non sia alle sue spalle a proteggerlo dalle rosse. Durante i regimi di Safety Car rallenta e accelera in modo malizioso e pericoloso, lasciando più delle dieci macchine di distanza e finendo per farsi tamponare dal rivale. Tornato in pista dopo la bandiera rossa lo abbiamo visto correre con le protezioni sganciate per alcuni giri, tenendole giù con le mani a 350 km/h. Giri pericolosi per lui e per i rivali, ma che, ovviamente, nessuno ha sanzionato. Alla fine, la ciliegina sulla torta, negli ultimi giri, quando era dietro a Vettel ha chiesto al team di far rallentare Bottas in modo da fermare Vettel per poterlo attaccare. Non proprio un esempio di grande sportività. Una volta di più Lewis dà l’idea di essere un pilota infallibile solo quando tutto va per il verso giusto. ANTISPORTIVO

VOTO 2: OCON – Il sesto posto finale premia Ocon ben oltre i suoi meriti. Il sorpasso a dir poco azzardato sul compagno di squadra Perez è follia pura e finisce per rovinare ben due gare, quella del messicano e quella di Raikkonen che con la puntualità e la fortuna che lo contraddistingue finisce sui detriti dell’incidente e vede esplodere la sua posteriore destra. In Force India saranno tutt’altro che contenti di questa follia e ci si aspetta una sonora lavata di capo. KAMIKAZE

GP di Baku Arrivabene

Arrivabene parla con Vettel dopo la bandiera rossa

VOTO 1: LA DIREZIONE GARA – Charlie Whiting e i giudici di gara palesano tutta la loro inadeguatezza per uno sport moderno. Anche volendo sorvolare sulle decisioni, cosa che in questo GP di Baku risulta davvero impossibile, le tempistiche sono, se vogliamo, anche peggiori. Tre SC consecutive per ripulire una pista, ogni volta permettendo al pilota di testa di frenare o accelerare in modo pericoloso. Il non fermare Hamilton per giri e giri mentre corre con una mano sola cercando di spingere giù la protezione della sua monoposto. La puntualità della sanzione a Vettel che arriva proprio quando il rivale è costretto a fermarsi, come in un salomonico pareggio di conti. La non sanzione delle scorrettezze di Bottas che alla fine sale sul podio. Il tempo esagerato per analizzare non si sa quali dati su dinamiche abbastanza palesi. Kafkiano quanto successo a Raikkonen. Il pilota della Ferrari sta ripartendo e si accorge di avere un pezzo sull’ala. Questa situazione, nella mente contorta e bacata di questa F1 cervellotica, porta una penalizzazione per aver messo mano a una macchina quando non era più possibile. Penalizzazione che sarebbe arrivata ugualmente se Raikkonen fosse partito con un pezzo sull’ala, pronto a volare via e magari a colpire qualcuno alle sue spalle. Insomma, una situazione dalla quale non si poteva uscire senza penalità, follia pura. Credo sia giunto il momento che gli americani caccino tutta questa casta obsoleta e inseriscano persone nuove, fresche, in grado di prendere decisioni puntuali e immediate, uguali per tutte, basate su un regolamento snello e chiaro. Basta ore di attesa per investigare un incidente, o decisioni che arrivano a gara finita. C’è bisogno di imparzialità e puntualità. ROTTAMATELI

VOTO 0: BOTTAS – L’unico termine per descrivere il podio del Finlandese Bottas nel GP di Baku è vergognoso. Sono un po’ di gare che sottolineiamo come l’avventura in Mercedes stia rovinando l’immagine di questo pilota, troppo asservito alle logiche di scuderia e poco concentrato sulla sua carriera. Anche oggi al via tira una staccata killer alla prima curva, nella speranza forse di far tamponare le due Ferrari (vero giudici? Avete controllato la telemetria? O siete troppo impegnati a cercare di scagionare Hamilton?) viene infilato dallo stesso Raikkonen e avrebbe tutto lo spazio per evitare il cordolo, invece ci finisce sopra, perde il controllo e si schianta contro la Ferrari, rovinando la gara del rivale. Risultato? Nessuna penalità, possibilità di sdoppiarsi con la SC, e secondo posto conquistato in barba a ogni lealtà sportiva. Mi spiace per Bottas ma non ci siamo proprio. La ciliegina sulla torta sarebbe stata quella di rallentare come ordinato da padron Lewis, invece la possibilità di prendere Stroll almeno gli risparmia questa umiliazione. MIRACOLATO

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.