Empasse Juve, Lazio e Napoli ci credono

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum: il day-after della ventesima giornata di campionato della Juventus capolista è perfettamente in linea con quella che è una delle più conosciute locuzioni latine. Sì perché dopo l’incredibile sconfitta interna patita contro la Sampdoria, i bianconeri subiscono un altro brusco stop a Parma, dove non vanno oltre l’1-1. Il problema della Juventus è evidente: serve un uomo d’area capace di concretizzare le innumerevoli occasioni da rete, il tanto acclamato top player che garantisca un bottino di almeno 15-20 gol stagionali. Anche perché il pensiero che il miglior marcatore juventino sia Giovinco con 10 reti lascia più che perplessi. Ora spetta alle alte sfere della società bianconera non deludere le aspettative dei tifosi, soprattutto in vista dell’attesissimo impegno europeo contro il Celtic Glasgow.

Ad approfittare dell’imprevedibile frenata della capolista è in prima battuta la Lazio, capace di rosicchiare cinque punti nelle ultime due giornate, ed ora a sole tre lunghezze dai bianconeri. Un ennesimo capolavoro della vera sorpresa di questo campionato, Vladimir Petkovic, allenatore di assoluto livello, arrivato tra lo scetticismo generale ma capace di infilare un filotto di quattordici risultati utili consecutivi. Certo, il gol di Floccari che sblocca la partita è viziato da un fallo di mano ad un metro dalla porta che, per quanto involontario, non può passare impunito. Ma il merito dell’allenatore serbo è quello di esser riuscito, dopo un primo tempo passato a soffrire e a tamponare le scorribande dei bergamaschi, a leggere la partita, adottando un cambio di modulo che nel secondo tempo ha permesso ai biancocelesti di dominare in lungo e in largo. E dire che a livello di rosa la Lazio potrebbe ambire al massimo ad un quarto, quinto posto, ma, grazie soprattutto alle qualità del suo allenatore, ora i biancocelesti si trovano a poter coltivare un sogno al quale sarebbe un delitto non credere.

Sogno nel quale può credere anche il Napoli, che senza penalizzazione avrebbe gli stessi punti della Lazio. Gli uomini di Mazzarri si sono sbarazzati facilmente di un Palermo sempre più nell’oblio. Rabbia e polemiche ad Udine, dove la Fiorentina perde 3-1 ma si lamenta, giustamente, per lo scandaloso arbitraggio di Romeo che impedisce ai toscani di mantenere il passo delle prime. Cade ancora anche la Roma, affondata a Catania da Gomez e dagli incredibili errori di Destro. La linea verde del Milan non va oltre il pareggio in casa della Samp che, dal canto suo, conferma ciò che di buono si era visto contro la Juve. In chiave salvezza, vittorie fondamentali per Cagliari e Torino, rispettivamente contro Genoa e Siena.

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Cristian Policella

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