Edberg sta a Roger come Becker sta a Djokovic

Un movimento di panchine non consueto per questo sport, ma che indica la crescente dipendenza del successo dalla solidità fisica e mentale di ogni atleta, questo vuol dire che per presentarsi in condizione ottimale a ogni appuntamento bisogna affidarsi alla persona giusta. Talento chiama talento e la novità più recente che fa sperare i tifosi sognatori di Roger Federer è la scelta di Edberg. L’elvetico che torna in campo a Brisbane è sottotorchio, in tanti si chiedono come sarà la sua annata. Stefan Edberg vorrebbe allungare la vita del re, lui che aveva nel rovescio la sua forza e, in perfetto stile anni ’80, era un mago della rete, potrebbe dirottare Federer sulla spettacolarità che tutti attendono. Non è quello che oggi Roger preferisce fare, ma la nuova coppia potrebbe architettare qualcosa di veramente interessante e, se pure non tornasse il vincente di un tempo, il divertimento dovrebbe essere assicurato. A dispetto delle apparenze il neo-allenatore dovrà essere paziente perchè  le storie dello svizzero e dei suoi allenatori non sono storie a lieto fine, tant’è che si pensa che il coach più apprezzato da Roger sia stato un finto coach, suo partner in una nota pubblicità…

 Gli immortali anni ’80 diventano il presente del tennis. La prima miscela così targata, fu quella voluta da Andy Murray che l’anno scorso si fece affiancare da Ivan Lendl. Un connubio che ha fatto scuola perchè con Lendl lo scozzese ha alzato quest’anno l’agognatissimo trofeo di Wimbledon. Se Edberg sta con Roger, Becker sta con Nole. Ecco la coppia più gossipata delle vacanze invernali. Questa strana partnership, per cui Marian Vajda  è stato un pò messo in disparte, è la più attesa. Novak Djokovic con l’esordio nell’esibizione di Abu Dhabi ha già convinto tutti sulla sua condizione brillante ed è iniziata la caccia ai meriti di Boris. Sono state già spese righe dagli esperti su una seconda di servizio che sarebbe migliorata e divenuta già determinante. E’ di certo presto per vedere gli effetti dell’equazione, ma tutto gira bene e anche la faccenda Vayda, che inizialmente era apparsa non limpida, è andata sistemandosi. I due saranno co-allenatori del serbo e si sono dunque spartiti i tornei. E’ stato lo stesso Vajda a dichiarare: “Ho capito che Novak ha bisogno di un nuovo allenatore capo per migliorare il suo gioco in alcuune parti, così io avrò più tempo per dedicrmi alla mia famiglia”.

Tutti in ballo: Wawrinka ha deciso di affidarsi a un altro pezzo di storia del tennis: Magnus Norman, lo svedese ex numero 2 del mondo che vede nel duro lavoro e nell’assiduo esercizio la soluzione ad ogni problema di Stanislas.  Il giapponese Nishikori, attuale numero 17 dell’Atp, ha chiesto l’assistenza di Chang per raggiungere l’obiettivo di essere fra i primi 10 posti del 2014. Gasquet dopo una lunga riflessione ha divorziato da Piatti e ha scelto di affidarsi a Sergi Bruguera, lo spagnolo ha già fatto chiaramente sapere che quello che intende fare è lavorare sulla tenuta mentale del tennista francese. Il connazionale Jo-Wilfred Tsonga rimane in casa e si lascerà guidare da  Nicolas Escudé e Thierry Ascione. “Sono triste perchè era come una famiglia”: in questa frase c’è tutto il dispiacere di David Ferrer che non si sottrae al vento di cambiamento e interrompe dolorosamente dopo 15 anni l’idillio con Pilas, per lui arriva Josè Altur.

Agli angoli dei campioni la gara nella gara sta per cominciare, se il sanguigno Becker sarà dalla parte di Djokovic, il distinto Edberg visionerà Federer e l’imperturbbile Lendl seguirà Murray, qualcosa non cambierà. I movimenti d’anima e di panchine varranno per quasi tutti: c’è un atleta che non ha alcuna intenzione di rischiare e di spezzare un connubio assolutamente rodato e testato in quanto vincente: Rafa Nadal – Zio Tony. Loro sono la strana coppia del tennis che si incastra alla perfezione, sono quelli che seguono correttamente questa formula: ‘squadra che vince non si cambia’.

 

 

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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