Djokovic e Williams di casa a Miami

Novak Djokovic e Serena Williams si confermano i dominatori del tennis. Quinto titolo in Florida per il serbo, che passa da uno spavento negli ottavi ma esce alla distanza in finale. Ottavo successo per l’americana, impegnata severamente solo dalla Halep. Nadal chiamato alla prova terra, Pennetta sfortunata.

Senza rivali. Djokovic e Serena stanno attraversando il 2015 da padroni. Al serbo è riuscita per la seconda volta la tripletta Australian Open-Indian Wells-Miami. Ha perso solo da Federer nella finale di Dubai, ma al meglio dei cinque set lo svizzero non può più impensierirlo. I tifosi di Nadal temono che il declino fisico dello spagnolo sia ormai giunto, la terra per smentirci. Murray si è riproposto da piazzato, non ancora da contendente. Wawrinka si è eclissato, Dimitrov in confusione, Nishikori troppo leggero.
Malgrado l’età, non si vede chi possa contrastare la Williams. Sharapova è in un momento negativo, Halep è on fire, ma ha limiti di gioco, Kvitova alle prese con problemi vari, Azarenka ancora in rimonta.
Entrambi possono puntare al Grand Slam, Parigi sarà lo scoglio più alto, Nole non l’ha mai vinto ed avrà di fronte il muro dei 9 successi di Nadal, sulla terra i colpi di Serena fanno un po’ meno paura.

Il cammino di Djokovic a Miami è stato non privo di rischi. Ha ceduto un set di distrazione con Klizan, in ottavi ha rischiato di uscire. Un padrone si combatte con la fantasia e Dolgopolov è un artista. Per un set e mezzo ha mandato in confusione il re del tennis, costringendolo ad inseguire palle sempre diverse, traiettorie imprevedibili. Ha vinto la prima frazione al tie break, è salito 3 a 0 con due opportunità per il 4 a 0, ma poi si è spento. Nole ha faticato inizialmente anche nei quarti con Ferrer, ha controllato Isner in semi prima di ritrovare Andy Murray.
Lo scozzese ha perduto due set, uno negli ottavi contro Anderson ed uno in quarti con Thiem. Anche il 21enne austriaco ha estro da vendere e nella prima frazione lo ha dimostrato, giocando profondo, incantando con il rovescio. Alla lunga è crollato, ma lo rivedremo. In semifinale, Andy ha battuto Berdych, attore non protagonista del circuito, incapace di guizzi.
L’ultimo atto è iniziato forte, Murray propositivo, è andato due volte avanti di un break. Ma nelle partite fra i due migliori ribattitori il servizio non è mai stato determinante. Djokovic si è riportato in parità, ha reimpostato la partita sui binari preferiti, ha dominato gli scambi di media lunghezza, si è aggiudicato il tie break. Lo scozzese ha reagito nel secondo set ma poi è sparito. Il serbo ha chiuso 6-0 al terzo, un epilogo per Murray sinistramente simile a quello australiano, allora fu 6-0 al quarto.
Isner ha esaltato gli americani estromettendo Dimitrov, Raonic e Nishikori ed arrivando in semifinale. Federer era in Europa ad allenarsi sulla terra, Nadal lo ha raggiunto presto, eliminato da Verdasco. Sono rientrati Tsonga e DelPotro, ci vorrà un po’ per rivederli ai loro livelli e chissà se l’argentino potrà riprendere a colpire senza provare dolore.
La Williams ha travolto in finale Suarez Navarro, che con questo risultato riporta la Spagna nelle prime dieci dopo più di un decennio. Serena ha faticato in quarti con Lisicki, finalmente in grado di concretizzare le potenzialità del proprio repertorio. Perso il primo set al tie break, la tedesca ha dominato il secondo per poi cedere solo al terzo. E’ stata però la semifinale con la Halep il vero ostacolo per Serena, che ha conquistato la prima frazione, ha perduto la seconda e nella terza è stata costretta ad un’autentica battaglia, con la rumena capace di rimandare di là qualunque palla. L’ultimo sforzo ha portato la Halep dal 3-5 al 5-5, ma negli ultimi due games ha pagato la fatica.
Buon torneo della Errani, in ottavi pure la Pennetta, beffata dal tabellone. Tra California e Florida ha eliminato due teste coronate come Sharapova ed Azarenka salvo trovare una Lisicki in stato di grazia e qui la Halep. Speriamo che da ora i sorteggi siano per lei più benevoli.

Tennis: Miami Open-Djokovic v Dolgopolov

Vuoi commentare l'articolo?

michele sarno