Differenze tra Cash Game ed MTT. Come essere vincenti in torneo

Interessante questo titolo vero? Sembra promettere vincite milionarie in maniera relativamente facile, basta seguire le mie dritte e il più è fatto. Se fosse davvero così pensate che condividerei questi magici segreti con voi? Come i presunti maghi che si vantano di conoscere i numeri che usciranno sulle ruote del lotto , pensate che se avessero la certezza di aver ragione verrebbero a raccontarlo ai quattro venti? Con questo non sto dicendo che vi riempirò di idiozie, anzi, ma vi darò delle semplici indicazioni su come impostare il vostro gioco nelle varie fasi di un torneo di poker.

Innanzitutto chiariamo le differenze che intercorrono tra Cash Game e MTT (Multi Table Tournament), in modo da darvi la possibilità di scegliere la disciplina che più si avvicina alla vostra indole. Il Cash Game è molto più simile al vecchio Poker all’Italiana giocato dai nostri nonni, perché si gioca con soldi veri. Negli MTT si paga una quota di iscrizione che dà diritto ad un numero determinato di chips, uguale per ogni giocatore. In un tavolo cash game ogni giocatore può decidere con quanti SOLDI entrare in gioco, partendo da un minimo ad un massimo, in base al livello a cui si decide di giocare. Di solito il massimo è 100 BB, il minimo 20 BB, ma alcune poker room possono adottare limiti diversi. Nell’eventualità che vengano persi tutti i soldi che si hanno davanti, il giocatore ha la possibilità di ricaricare quante volte vuole, fin quando il suo portafoglio glielo permette. Nei tornei standard, una volta perse le chips a disposizione, si è fuori dal gioco. Un’eccezione è costituita dai “tornei rebuy”, nei quali è possibile effettuare un rebuy di chips in un determinato lasso di tempo.

Altra differenza fondamentale che dovete considerare è che nei tornei non è consentito smettere di giocare quando si vuole, si deve continuare fin quando non si è eliminati o si vince il torneo. Può succedere che spendiate 8 o più ore della vostra vita seduti al tavolo, per uscire in bolla e senza nemmeno un euro in tasca. Nel cash game, invece, non sono rari casi di rush iniziali strepitosi, che possono soddisfare il giocatore tanto da farlo alzare anche dopo 45 minuti. Ovviamente il guadagno che otterrete da un’ottima sessione di cash raramente potrà essere paragonabile al premio che riceverete arrivando al tavolo finale di un torneo.

Nel cash game il livello dei bui non si alza mai, per questo potrete trovare ai tavoli numerosi giocatori chiamati in maniera dispregiativa“Nitty” che non fanno altro che aspettare mani molto forti per entrare in gioco. Negli MTT il livello dei bui aumenta per tutta la durata del torneo, quindi inevitabilmente arriva il momento in cui si è costretti ad agire se si vuole sopravvivere. Inoltre anche gli stack degli avversari aumentano via via che vengono eliminati gli altri concorrenti.

Queste sono le differenze basilari fra le due discipline, se c’è ancora qualcuno che vuole avventurarsi nella tortuosa giungla dei tornei, continui a leggere.
Come ci si prepara ad un torneo di poker, che se tutto va bene, può durare anche 2 o più giorni? Canoniche sono le almeno 8 ore di sonno da fare la notte prima del vostro esordio, non vorrete iniziare con il piede sbagliato e commettere errori già dai primi livelli a causa della mancanza di concentrazione dovuta alla stanchezza? Di solito i tornei più prestigiosi aprono i battenti nel primo pomeriggio, non sedetevi MAI a digiuno, credetemi, la fame condiziona il gioco in maniera incredibile. Non dovette abbuffarvi, vi consiglio un secondo con della verdura, in maniera da non appesantirvi troppo. Portatevi uno snack per placare i morsi della fame durante la maratona di almeno 8 ore che vi attende.

Anche oggi vi lascio in sospeso, rimandando il vero succo del discorso all’editoriale della prossima settimana, come si affronta dal punto di vista tecnico un torneo di poker?

GOOD LUCK GOOD PLAYERS!

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Marco Fabio Ceccatelli

Classe '85, shark dei tavoli da poker e delle tavole imbandite, scrivo per dare libero sfogo ad una follia neanche troppo latente. "Se perseverare nel gioco è diabolico, potete chiamarmi Belzebù".