Del Potro prima gioia Mille!

Epilogo a sorpresa nel primo Mille dell’anno. Del Potro annulla tre match point a Federer e lo batte al tie break del terzo in una bellissima finale. Sorpresa Coric, risale Raonic, preoccupa sempre più Djokovic. Osaka vince la finale Next Gen con Kasaktina, il tennis femminile sembra pronto a voltare pagina.

Meglio così, francamente. Se Federer avesse vinto anche Indian Wells, a 36 anni e mezzo ed esprimendo un tennis molto lontano dal suo migliore, i suoi colleghi avrebbero dovuto davvero allarmarsi. Lo svizzero aveva sofferto già all’esordio con Del Bonis, era stato impegnato da Chardy, stimolato in un bel primo set da Chung, ma nella semifinale con Coric si era trovato sull’orlo del cornicione. Poco fantasioso ma ordinato e intelligente malgrado i 21 anni, il croato si è spinto avanti un set e 4-2 nel secondo, poi smarrito il parziale è salito ancora 4-2 in quello decisivo. Tutte le scelte corrette effettuate per andare in vantaggio hanno poi perso di efficacia. È subentrata l’emozione e a Federer, disastroso per gran parte del match, è bastato ritrovare un minimo di consistenza con il dritto per ribaltare la situazione.

Reduce dal titolo di Acapulco, Del Potro era il favorito per giungere in fondo nella parte bassa del tabellone, ma anche lui ha fornito risposte contrastanti. Ha lasciato qualcosa nel secondo set con Ferrer, rischiato grosso con Leo Mayer, che ha vinto il primo ed è giunto al tie break nel secondo. Kohlshreiber in quarti gli ha a sua volta preso il primo set salvo calare nel momento culminante, mentre il servizio depotenziato di Raonic nulla ha potuto contro l’argentino in semifinale.

Del Potro trionfa a Indian Wells

Del Potro trionfa a Indian Wells

La finale è stata a volte diseguale, troppo nervosa in certi tratti ma bella: forse il migliore match del 2018 sinora. Abbiamo avuto emozioni e ribaltamenti, gran ritmo, dritti al fulmicotone e scambi spettacolari. Del Potro è stato perfetto nel primo set, Federer ha avuto sul 2-2 un game no al servizio, lo ha perduto a zero e l’argentino si è involato verso il 6-4 non concedendo nulla alla battuta. Il secondo set ha vissuto momenti di grandiosa intensità, Federer si è salvato in apertura ma ha continuato a latitare in risposta fino a procurarsi sul 5-4 le prime due palle break della partita, set point nella fattispecie. L’argentino ha difeso il servizio e si è giunti al tie break. Acquisito il vantaggio con un dritto vincente al settimo punto, Roger sale 6-3 e sul 6-5, col set point in battuta, piazza un ace. Si andrebbe al terzo ma Del Potro chiama hawk eye: la palla risulta fuori e sulla seconda lo svizzero fa doppio fallo. La tensione è alle stelle, i due difendono i servizi, c’è un altro set point svizzero e un match point argentino, poi sul 9-8 una volèe lunga di Del Potro porta il match, stavolta sì, al terzo.

Malgrado i sette anni in meno sembra l’argentino il giocatore più stanco e quando sul 4-4 Federer piazza un rovescio vincente e il break, nessuno si sorprende. Il numero 1 va a servire per il match e sale 40-15, epilogo vicino. È invece l’avvio di un lungo game nel quale lo svizzero spreca tre match point e che Del Potro conclude con una botta di dritto a 100 miglia all’ora. L’inerzia è tornata in suo favore, si arriva di nuovo al tie break, ma stavolta non c’è storia, due doppi falli di Federer indirizzano il punteggio verso un inequivocabile 7-2.

È il primo Mille della carriera di Del Potro, dato incredibile spiegato solo con le sue innumerevoli sventure. Ora sta bene, è salito a n.6 e promette, se la salute lo assisterà, di togliersi ancora numerose soddisfazioni, forse anche a livello Slam. Quanto a Federer, è per lui la prima sconfitta dell’anno, confermato il suo scarso cinismo al momento di chiudere. Con Nadal ancora assente, a Miami gli basterà comunque giungere in quarti per mantenere la vetta della classifica.

Raonic ha ottenuto una semifinale sorprendente, date le circostanze, ma il suo tennis ha ovviamente bisogno del servizio di un tempo. Cilic ha stavolta mancato l’occasione di far strada mentre Thiem si è infortunato con Cuevas, almeno stavolta non patirà i pericoli di una programmazione troppo ricca. Male Dimitrov, battuto da Verdasco, e c’è ormai un caso Zverev. Lasciato da Ferrero, che lo ha accusato di scarsa serietà, il tedesco ha incassato all’esordio da Sousa l’ennesima sconfitta sconcertante. Djokovic è rientrato troppo presto, l’1-6 al terzo patito con Daniel dimostra come tanta strada divida ancora questo Nole da quello imbattibile.

del potro osaka

Osaka si impone nel femminile

Il torneo femminile sarebbe dovuto essere quello della restaurazione, ma già al primo turno, quando Osaka ha sconfitto Sharapova, abbiamo iniziato a sentire un’aria nuova. La giapponese di padre haitiano non si è fermata e a suon di vincenti, tirati da ambo i lati e anche con il servizio, si è fatta strada dominando Radwanska, Pliskova e Halep e lasciando paradossalmente un set solo alla Sakkari. In finale ha trovato Kasaktina in una sfida tutta classe ’97 che promette di vivere numerosi importanti capitoli negli anni a venire. La russa di Togliattigrad ha superato in due set le vincitrici degli ultimi due Slam, Stephens e Wozniacki, la ex n.1 Kerber per poi dare 7-5 al terzo a Venus Williams nel match femminile del torneo.

La finale non ha avuto storia, Kasaktina non è riuscita a proporre i cambi di ritmo e le variazioni viste in tutta la settimana e ha dovuto soccombere alla potenza della Osaka, che si è imposta 6-3 6-2. La russa è oggi 11 del mondo, la giapponese 22 ma sono numeri destinati a cambiare presto. Al rientro dopo la annosa questione dell’affidamento del figlio, Azarenka ha perduto al 2° turno da Stephens, mentre Serena Williams ha vinto due partite salvo cedere alla terza 6-3 6-4 alla sorella Venus.

Il tabellone di Miami, sorteggiato ieri, ha proposto subito una sorpresa: primo turno Serena Williams contro Osaka, storia del tennis opposta al suo possibile futuro. Mercoledì sapremo.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno