Favola Del Potro: Davis Argentina!

L’Argentina vince la prima Coppa Davis della sua storia superando 3 a 2, a Zagabria, la Croazia. Decisivo il successo di DelBonis nell’ultimo incontro, Del Potro protagonista con due punti nei singolari. Rimpianti croati, giunti con Cilic a un set dal traguardo.

Il fascino della Davis, definizione spesso abusata. Non ha più l’importanza di un tempo, non è centrale nella stagione dei migliori, al di là delle dichiarazioni ufficiali. Si dice che nei suoi incontri la classifica non conti e non è vero. La sua bellezza sta nell’unicità di una competizione a squadre insita dentro lo sport più individuale che esista. È con gli Slam l’ultimo avamposto del tre set su cinque, dà l’opportunità a giocatori medi di raggiungere una gloria che mai potrebbero provare in un altro contesto.

È il caso di DelBonis. Il regolamento prevede che nell’ultima giornata scendano in campo prima i n.1 delle rispettive squadre e poi i n.2. Sull’eventuale 2 a 2 sono dunque i comprimari a determinare l’esito, in una partita che in uno Slam può valere un primo turno. Così è stato ieri: DelBonis e Karlovic si erano incontrati in apertura degli Australian Open 2016 e degli US Open 2015. I precedenti davano ragione al croato, ma 37 anni si sono fatti sentire, l’argentino ha letto sin da subito il celebre servizio avversario e il match non ha avuto storia, 6-3 6-4 6-2. DelBonis ha avuto gran merito in questa Coppa, basti pensare ai due punti di Pesaro con Seppi e Fognini, ma anche ai cinque set ai quali ha costretto Cilic venerdì.

La Davis 2016 porterà però per sempre impresso il marchio di Juan Martin Del Potro. La sua storia con la competizione è lunga e non lineare. Fu assai criticato, specie da Nalbandian, per la sconfitta casalinga del 2008 nella finale con la Spagna priva di Nadal. Stesso avversario e altra delusione tre anni dopo. Poi i noti infortuni, la rottura con la federazione, quattro anni senza giocare in nazionale.

È rientrato a luglio contro l’Italia, vincendo in cinque set il doppio con Pella. Del Potro è risalito in classifica, ha ottenuto risultati, ma ha dato il meglio di sé nei due eventi che non assegnavano punti e nei quali ha rappresentato il suo paese. Ha iniziato con l’argento olimpico a Rio, ma la vera impresa è giunta a settembre in Gran Bretagna. La torre di Tandil ha sconfitto Murray nel match dell’anno, cinque set di gran lotta contro un avversario che non ha più perso da allora, chiudendo l’anno da n.1. A Zagabria ha esordito superando in quattro set Karlovic, poi è sceso in campo nel doppio e, assieme a Mayer, ha ceduto in tre parziali a Cilic e Dodig. Risultati in linea con la previsioni, gli esperti valutavano come sarebbe stato opportuno risparmiarlo sabato – le previsioni davano sconfitta – per averlo fresco alla domenica, considerati i suoi trascorsi fisici.

Il dubbio stava diventando certezza ieri, quando dopo quasi due ore lo score della partita con Cilic recitava 7-6 6-2 per il croato. Già avanti 2 a 1, i padroni di casa erano a un solo set dalla conquista della loro seconda Davis. Marin era partito forte, rimontato aveva suggellato il tie break con un bellissimo passante stretto di dritto. Dominato nel secondo set, l’argentino ha saputo aggrapparsi al servizio cogliendo l’occasione sul 6-5 30-40 del terzo: venuto a rete ha chiuso la volèe di dritto. Molto più centrato rispetto al recente Masters e anche alla partita con DelBonis, Cilic ha comandato il gioco: chiuderà con il doppio dei vincenti anche se con 31 gratuiti in più. Sull’1 a 1, quarto set, ha avuto palla break ma sono stati gli ultimi due giochi del parziale a decidere la contesa. 4-4: il croato è risalito da 40-0 ai vantaggi con due colpi eccezionali, l’arbitro ha richiamato Del Potro per perdita di tempo, ne è seguita discussione, ma sull’orlo del precipizio l’argentino ha mantenuto la concentrazione per poi liberare due gran dritti nel game seguente, 6-4. Oltre quattro ore di partita, nel quinto set la stanchezza si faceva sentire da entrambe le parti. L’early break conquistato da Cilic veniva subito restituito. Pur ai limiti delle forze e con un mignolo rotto a seguito di un recupero, Del Potro guadagnava campo mettendo pressione al croato, che sul 3-4 15-40 steccava un dritto portando l’argentino a servire per il match, 6-3.

Lui non aveva mai vinto una partita rimontando due set, solo la Francia nel 2001 aveva alzato la Coppa disputando quattro incontri in trasferta. Il tifo degli argentini, da Pesaro a Zagabria passando per Glasgow, non ha mai però lasciato soli i propri beniamini: erano 3500 sugli spalti della finale. È stata sanata un’ingiustizia tennistica: un paese di tale grande tradizione ha finalmente vinto la Davis.

Il tennis va in vacanza, ci ritroviamo il 2 gennaio per i tornei in preparazione all’Australian Open.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno