Davis: Fognini esausto alla meta

Al termine di quattro maratone, l’Italia supera il Giappone e si qualifica ai quarti di Coppa Davis. Ospiterà la Francia a inizio aprile. Decisiva l’abnegazione di un pur non brillante Fognini, bravo anche Bolelli. La necessità di ricambi. Nessuna sorpresa dagli altri campi, buono spettacolo solo a Brisbane. Il gran ritorno di Petra Kvitova.

I seri problemi fisici di Nishikori, ma anche l’incidente del talento Nishioka avevano semplificato un sorteggio che, per via delle difficoltà tecniche e logistiche, era parso in un primo momento piuttosto complicato. L’Italia avanza dunque al turno successivo di Coppa Davis per la quarta volta negli ultimi cinque anni, confermandosi una delle squadre che maggiormente tiene a una competizione un tempo gloriosa e ora invece confinata nelle pieghe del calendario. Malgrado la superficie molto veloce, il tifo avverso, le discrete doti di Sugita, si sarebbe potuto vincere più facilmente. La qualificazione sarebbe potuta arrivare anche dopo il doppio, se venerdì Seppi avesse sfruttato il match point a disposizione, ma va anche detto, a onor del vero, che le due maratone vittoriose alle quali si è sottoposto Fognini avrebbero potuto anche concludersi diversamente.

Fabio è il rappresentante più degno del nostro tennis, nel bene e nel male. In questo weekend nipponico si è presentato in condizioni precarie, ha giocato un tennis mediocre, soprattutto nel primo incontro. Ha litigato, protestato, lanciato racchette. Però non ha mollato mai e ha vinto, portando due punti e mezzo alla causa. Semmai va ripensato il ruolo del secondo singolarista, Seppi non sembra più affidabile, Lorenzi ha i suoi anni. Sarà il circuito ad aiutarci a comprendere se dal gruppetto dei ’95-96 (Berrettini, Donati, Sonego, Quinzi, Napolitano) uscirà almeno giocatore in grado di poter diventare entro non più di un anno titolare di questa squadra di Davis.

Tornando alle partite, Fognini ha offerto la prova peggiore con Daniel, soprattutto nei primi tre set, quando si è trovato a inseguire. Spettacolo poverissimo, 112 gratuiti per il ligure, condizionato da un fastidio alla spalla. È stato bravo a salire di rendimento quanto bastava negli ultimi due parziali ma è stato graziato a inizio quinto quando Daniel ha sbagliato in modo grossolano una volèe facilissima che lo avrebbe portato avanti di un break. Costellata di errori anche la partita fra Seppi e Sugita. L’Altoatesino ha rimontato nel quinto, messo pressione nei due games in cui il suo avversario ha servito per rimanere nel match, avuto l’opportunità di chiudere, ma è stato dominato (1-7) nel tie break decisivo.

Bolelli è stato il migliore in campo del doppio sabato, la sua buona prestazione ha sorretto anche Fognini, mentre da parte giapponese McLachlan ha coperto finché ha potuto le manchevolezze di Uchiyama. Quattro long sets, fondamentale il successo nel tie break del terzo, durante il quale gli azzurri sono passati da 2-3 a 7-3. Una volta servito senza successo sul 5-4 nel quarto, il doppio italiano è riuscito a chiudere 7-5 grazie a due belle risposte di Bolelli.

2-1 importante ma senza certezze, considerato l’andamento dei primi due singolari. Opposto a un avversario decisamente superiore a Daniel e sempre limitato dal problema fisico, Fognini ha ancora una volta vinto rimontando da un set a due. Sugita ha servito per il match sul 5-3 nel quarto, avuto match point nel tie break, è salito 4-1 nel quinto ma si è puntualmente sciolto nei momenti decisivi a differenza di Fabio, che, malgrado la stanchezza e i consueti atteggiamenti, ha saputo far valere la superiore classe ed esperienza finendo per imporsi 7-5 al quinto.

Quarti 6-8 aprile, a Genova contro la Francia. Come nella finale di novembre, Noah ha azzardato e gli è andata bene. Preferito a Pouille, Mannarino ha perduto con DeBakker e rischiato anche con Haase, mentre Gasquet e il doppio Herbert-Mahut hanno compiuto il proprio dovere. I transalpini hanno grande ricchezza, bisogna vedere se in Liguria si aggiungeranno Tsonga e magari Monflis, il migliore specialista del rosso. Le chances italiane dipendono soprattutto da scelte e disponibilità degli avversari.

Zverev ha portato due punti alla Germania a Brisbane battendo in una splendida sfida conclusa 7-6 al quinto il giovane australiano DeMinaur, che ha confermato tutto il suo talento e poi un menomato Kyrgios nell’ultima giornata. I tedeschi andranno ora in Spagna, uscita vittoriosa con la Gran Bretagna malgrado il clamoroso flop di Carreno con Norrie. È stata una sfida delle assenze, speriamo ora che Nadal dia seguito alla sua manifestazione di interesse in modo da vederlo ad aprile contro Zverev. Il Kazakistan ha approfittato della Svizzera depotenziata dalle consuete assenze e se la vedrà con la Croazia. Reduce da Melbourne, Cilic ha giocato e vinto solo il doppio, ma è bastato Coric a battere il Canada privo di Raonic e con Shapovalov poco a suo agio sulla terra. Agli americani sono bastate tre partite per eliminare la Serbia priva ovviamente di Djokovic. In quarti ospiteranno il Belgio di Goffin e potrebbe essere più complicato.

Quando Petra Kvitova gioca in questo modo, è su un altro pianeta”. Queste le parole di Kiki Mladenovic, schiacciata dalla ceca nella finale di San Pietroburgo. Non possiamo che concordare: la migliore Kvitova esprime una qualità, una varietà, un’efficacia di tennis che nessuna nel circuito tranne Serena può raggiungere. La vedremo più spesso sui livelli di questa settimana?

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno