Contador: il Giro si inchina al suo Re

Volata finale per la novantottesima edizione della Corsa Rosa dopo sedici tappe corse a tutta senza un attimo di tregua e un susseguirsi di emozioni che hanno accompagnato la carovana in lungo e in largo attraverso lo stivale. Emozioni che solo questo sto sport sa dare a partire dalle imprese del dominatore assoluto di questo Giro venuto in Italia per onorarlo e vincerlo per poi tentare l’epica doppietta tra le strade del Tour. Stiamo parlando di Alberto Contador che ha mal digerito la squalifica che gli era costata l’edizione del 2011 ripresentadosi al via di Sanremo in splendida forma e più determinato che mai. Il pistolero della Tinkoff Saxo guida la generale con più di quattro minuti sul sorprendente Mikel Landa, altro giovane del Team Astana che ha saputo regalare emozioni, e quasi cinque sulla stella nascente Fabio Aru che a soli ventiquattro anni sta gettando le basi per un successo futuro in un grande giro soffrendo e stringendo i denti tra crisi di gambe e di freddo senza mai mollare del tutto, sintomo che il campione c’è e questa esperienza contro Contador gli sarà di sicuro utile.

Il tiranno asturiano ha dovuto lottare contro non poche disavventure tra le due cadute di Castiglion delle Pescaia e Jesolo con la perdita della maglia rosa prontamente recuperata nella crono, troppo lunga, di Valobbiadene che di fatto ha spostato l’inerzia della corsa traghettandolo verso un margine rassicurante sui suoi diretti rivali. Si era partiti alla vigilia con i quattro tenori, Contador, Uran, Porte e Aru tutti allineati e ambiziosi, ma un destino cinico e baro fatto di cadute e squalifiche per un cambio ruote non autorizzato ha estromesso dai giochi il tasmaniano del Team Sky che ha mollato la presa salutando la carovana, mentre una condizione approssimativa ha beffato i sogni di gloria di Rigoberto “Ciccio” Uran che ha mollato sin dalle prime salite appenniniche cedendo definitivamente sulle prime rampe alpine. Saltati due tenori l’Italia del ciclismo ha creduto per un attimo al miracolo Aru ben supportato da una squadra formidabile, capitanata dal sempreverde Tiralongo, che ha provato in tutti i modi ad isolare una deludente Tinkoff Saxo forte di gente come Basso, Kreuziger e Rogers che non hanno mai avuto la gamba giusta sulla lasciando Alberto isolato in tutte le salite più impegnative. Il ciclismo però ha sempre delle sorprese in serbo perché ogni minimo dettaglio può far scatenare la bagarre e riaprire i cassetti che dopo Campiglio sembravano chiusi. Nel tappone dell’Aprica si fà la storia con il Tonale, il doppio passaggio sull’Aprica e la regina delle salite, il mitico Mortirolo salita durissima e giustamente dedicata al mai dimenticato Pirata. Poco prima dell’inizio della terribile ascesa un incidente meccanico mette fuori gioco Contador nella terribile discesa dell’Aprica, l’Astana compatta coglie l’attimo e in un amen el Pistolero si ritrova con cinquanta secondi di ritardo limitando i danni grazie al tempestivo intervento di Ivan Basso che gli porge la sua ruota.

All’inizio della salita che porta dai 500m di Mazzo di Valtellina ai 1.852m -12,5 km con pendenza media del 10,45% e punte massime al 18%- si scrive una pagina degna del miglior Pantani: il Team Astana forte del vantaggio inizia la salita a tutta, Contador resta solo e inizia la sua incredibile rimonta superando come birilli tutti i corridori che gli si parano davanti, mentre Landa scandisce un passo che Fabio Aru fa fatica a reggere. A metà salita la maglia rosa raggiunge i due Astana rimasti in compagnia della nuova maglia blu Kruiswijk e rilancia il contrattacco compiendo un’impresa da vero fuoriclasse. Da qui in poi inizia il calvario di Aru che rimasto solo viene sfilato anche da Amador, Hesjedal e Trofimov scollinando con 1,40” sul Gpm. Prova a rientrare in discesa, ma una foratura lo costringe a dover affrontare tutto solo gli ultimi 12km dell’Aprica dove arriverà stravolto con oltre due minuti di ritardo dal suo compagno di squadra, quel Mikel Landa che scavalca Aru nella generale vestendo ufficialmente da questo momento in poi i gradi di capitano del Team. Contador paga la straordinaria rimonta nel finale cedendo una quarantina di secondi al neo-capitano dell’Astana che compie una doppietta straordinaria dopo il successo di Campiglio, la sua maglia rosa è più salda che mai e francamente si fa fatica ad immaginare ipotetici stravolgimenti in classifica, nonostante le tante le montagne di questi ultimi cinque giorni terreno ideale per chi ha voglia di lasciare un segno negli arrivi di Cervinia e Sestriere. Siamo certi che la battaglia non mancherà e che se Contador avrà la gamba giusta non si farà scappare l’occasione per dare ancora una zampata nel suo ultimo Giro d’Italia, corsa che adora nella quale ha scritto delle pagine indelebili a futura memoria.

 

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Fabio Bandiera