Conferma Djokovic sorpresa Kerber

Djokovic batte in tre set Murray e conquista il suo sesto Australian Open, eguagliato Emerson. Dopo lo spavento in ottavi, il serbo ha dominato tutti i suoi rivali. Epilogo inatteso nel femminile, dove la Kerber ha avuto la meglio sulla Williams portando alla Germania il primo mayor del secolo.

Secondo set della finale, cinque pari 40-0. Un colpo di Murray termina nei pressi della riga, lo scozzese chiama il falco, la palla è di poco larga. Nulla di grave, il game sembra assicurato. Scontato con tutti, non con Djokovic. Due punti più tardi i due ingaggiano un intenso duello, uno scambio di 36 colpi quasi pugilistico. Nole lo vince e di slancio ottiene il break andando 7-5. Non è stata una grande finale. La giocavano il numero 1 ed il 2, ma mai come in questo momento nel tennis il divario fra questi due ruoli è stato così marcato.

Il primo set ha ricordato quello di giovedì con Federer, un 6-1 ottenuto in un lampo con la sola emozione di una palla break Murray nel game di apertura. Da quel momento lo scozzese non ha potuto far altro che rincorrere e va a suo merito averci regalato una seconda frazione che è stata la migliore di questo invero non entusiasmante Australian Open.Un’ora e venti di battaglia, nella quale Andy ha dovuto difendersi già dal terzo lunghissimo gioco, 12′ e quattro ace per lui, quattro palle break per Nole. Due giocatori di risposta, lo hanno dimostrato nella porzione centrale del set, Djokovic capace di andare avanti di un break e Murray di riprenderselo grazie al rovescio, prima di cedere nell’epilogo citato. Due set a zero e 3-1 sotto, Andy è risalito sul tre pari giungendo al tie break, ma lo ha giocato in modo pessimo, due doppi falli nei suoi primi tre servizi. Djokovic ha piazzato un ace sul match point chiudendo 7-3.

E’ l’ennesimo capitolo del dominio del serbo. Gli avversari invecchiano o hanno limiti definiti o non crescono. Ha avuto una sola giornata no, contro Simon in ottavi, ma da lì in è andato in sicurezza. Contro Federer in semifinale ha giocato fra i migliori due set della sua carriera e solo la classe dello svizzero ha impedito la soluzione più breve. Quello di oggi è l’11° Slam di Djokovic, come Laver e Borg, il sesto Australian Open, raggiunto il primatista Roy Emerson. Record anche per Murray, assai meno lusinghiero, 5 finali perse su 5 all’Australian Open. Il guaio dello scozzese è stato il non aver sfiorato il successo in nessuna di quelle edizioni. Ma, come scritto la settimana scorsa, se il torneo maschile ha un vincitore designato, quello femminile è sempre aperto alle sorprese.

Angelique Kerber ha rinverdito una tradizione dei primi anni ’90, resa celebre dal suo connazionale Becker, concedendosi stamattina un tuffo nello Yarra, il fiume che lambisce Melbourne Park. Ne ha ben donde, ha provocato una grossa sorpresa diventando il primo giocatore tedesco a vincere uno Slam dopo il Roland Garros 1999 della Graf. Si è parlato molto di Steffi in questi giorni, per i consigli che avrebbe dato ad Angelique, per il fatto che vincendo Serena l’avrebbe raggiunta a quota 22 mayors.

A differenza di quella maschile, la finale femminile è stata incerta e dall’esito imprevedibile. Certo l’ha decisa in negativo la Williams, estremamente contratta specie nel primo set chiuso 6-4 dalla Kerber a seguito di una sarabanda di gratuiti dell’americana. Serena ha reagito nel secondo e quando lo ha vinto 6-3 tutti pensavano che quello fosse l’inizio del suo monologo. Invece la tedesca è partita meglio nel terzo e sul 3 a 2 a suo favore, servizio Williams, le due hanno giocato un sesto game di 12′ che ha di fatto deciso la partita, palle break e due vantaggi interni, nei quali la sfavorita ha giocato due perfette e per lei inusuali smorzate. Ha avuto la meglio, è salita 5-2 ha resistito al ritorno della numero1, che però sul 4-5 trenta pari, al servizio, ha sbagliato prima un dritto e poi una semplice voleè.

E’ la consacrazione di una ragazza che da quando battè la Pennetta nei quarti di NY 2011 si è sempre mantenuta nelle dieci. La rivincita dei difensori, Kerber ha conquistato la gloria Slam sempre mancata a specialiste quali Wozniacki e Jankovic. Con questo risultato salirà al secondo posto WTA e pensare che all’esordio nel torneo aveva annullato un match point alla Doi: “avevo già una gamba sull’aereo di ritorno” ha dichiarato incredula e felice alla premiazione. Altra delusione per Serena, ma alla sua età le giornate storte saranno sempre più frequenti, i 46 gratuiti a 13 lo dimostrano.

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michele sarno