Confederations Cup: Italia, buona la prima

Momenti che ti riconciliano con il calcio. E’ il minuto 27 di Italia-Messico, gli azzurri si apprestano a battere una punizione dal limite dell’area e, mentre Balotelli e Pirlo confabulano sul pallone per decidere chi debba tirare, il Maracanà fa la sua scelta, ed inizia ad intonare il nome del regista di Prandelli. “Pirlo..Pirlo..Pirlo” è il coro che accompagna i momenti che precedono la battuta della punizione, poi il silenzio che precede il fischio dell’arbitro, Pirlo calcia il pallone che scavalca la barriera e si va ad insaccare inesorabilmente sotto la traversa. Quel pallone era destinato ad entrare, e da l’impressione di capirlo anche il portiere messicano Corona, che sembrerebbe poter arrivare sul pallone, ed invece abbozza solamente l’intervento, battezzando probabilmente fuori la punizione. Ma non importa perché il Maracanà voleva il gol del giocatore che più si avvicina allo stereotipo del calciatore brasiliano per poter esplodere in un boato degno di una finale dei Mondiali. Meraviglioso…{ads1}E sicuramente anche Prandelli avrà apprezzato, soprattutto perché il gol è arrivato a coronamento dei primi 25′ minuti di gioco, nei quali l’Italia ha dato spettacolo, giocando bene nello spazio e sfruttando al meglio le corse dei centrocampisti, sempre pronti ad inserirsi tra le maglie, molto allegre a dir la verità, della difesa messicana. Un inizio quindi molto incoraggiante quello degli azzurri, considerando soprattutto le ultime uscite deludenti dell’Italia, che sembra però aver smaltito bene i carichi di lavoro. Il 2-1 finale, con la rete di Balotelli a rispondere al momentaneo pareggio messicano di Hernandez su rigore, non rispecchia comunque l’andamento della partita, tenuta sempre sotto controllo dagli azzurri.

Ora ci aspetta il Giappone di Zaccheroni, partita che può nascondere insidie, ma che gli azzurri potranno affrontare comunque con una certa serenità, forti di una condizione fisica in crescita che ha permesso di ritrovare quegli automatismi di gioco che sembravano persi. Ma una tempesta rischia di rovinare il clima di questa Confederations Cup: in molte città del Brasile si stanno accendendo focolai di protesta contro il governo brasiliano, reo di aver stanziato fondi pubblici sia per l’organizzazione di questo torneo sia per i Mondiali. Anche ieri, prima di Italia-Messico, all’esterno del Maracanà si sono registrate cariche della polizia contro un corteo di protesta. “Me ne frego della Coppa del Mondo, voglio sanità ed istruzione”, questo lo slogan principale dei manifestanti, e sinceramente viene difficile dargli torto.

 

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Cristian Policella

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