Come smascherare i bluffatori incalliti: scopri i tells fisici e verbali più comuni

“Strong means weak and weak means strong” cit. Mike Caro

Cari lettori affezionati, oggi e nel prossimo editoriale, toccheremo un argomento che vi permetterà di difendervi dai cosiddetti “simulatori” e di “bluff catchare” quei birbantelli che attentano alle vostre chips. Impareremo a conoscere i tells fisici e verbali più comuni.

Ricordate il leggendario film “The Rounders”, dove Teddy KGB (interpretato da un immenso John Malkovich), viene sconfitto dal pivellino Mike ( interpretato da uno sbarbato Matt Damon) che scopre un tell particolare dell’avversario? Il temibile Teddy KGB armeggiava con dei biscotti “stile ringo” quando si trovava in una mano importante, finiva con il mangiarsene uno se possedeva un punto forte, lo riponeva nella scatola se, invece, stava bluffando. Scoperto questo, Mike potè sfruttarlo a suo vantaggio e riuscì a vincere i soldi per partire alla conquista delle World Series Of Poker. Difficilmente potrete capire la mano del vostro avversario in base a come sorseggia una birra o divora un tramezzino, ma ci sono metodi più semplici per smascherare chi avete di fronte.

Sono 3 le cose fondamentali a cui dovrete prestare attenzione: le espressioni del volto, i movimenti del corpo, i movimenti delle mani. Vediamone insieme alcuni:

1. Fondamentale è osservare come il vostro avversario dispone le chips e come le muove: se vi trovate di fronte un individuo che crea castelli di chips di una simmetria quasi irritante, molto probabilmente si tratterà di un giocatore chiuso e riflessivo; se, invece, oppo terrà le sue chips in maniera disordinata, avrete a che fare con un giocatore amatoriale, con una scheggia impazzita che folderà la propria mano raramente. Contro quest’ultimo tipo di giocatori evitate di bluffare, sarebbe inutile. Altra indicazione che posso darvi riguarda il momento in cui il vostro avversario andrà All-in: se nel dichiararlo non muoverà tutte le sue chips verso il centro del tavolo possono esserci due ragioni: o sono troppe oppure si sente talmente invincibile da ritenere inutile spostare le sue chips.
2. Il movimento delle carte: se oppo tiene le carte in maniera precisa davanti a sé, significa che ha intenzione di entrare in gioco con quella mano; se le tiene in maniera disordinata probabilmente vorrà foldarle. Una regola semplice da seguire è questa: “il giocatore prova fastidio per le brutte carte e tenderà a toccarle il meno possibile, le metterà sin da subito “da parte”, tenderà invece a toccare e a proteggere con le mani una starting hand forte”. Quante volte avrete visto dei tizi che fanno passare una carta sopra l’altra in maniera quasi frenetica, il motivo è che stanno aspettando di chiudere un punto forte.
3. Se non vi trovate di fronte un ultraottantenne malato di Parkinson o un ubriacone, state certi che se la sua mano trema, nel momento in cui punta, avrà un punto forte. Se starà bluffando, cercherà di non tradire l’emozione, e quindi rimarrà rigido nel momento in cui metterà le sue chips al centro del tavolo.

Questo è solo un assaggio degli innumerevoli trucchi che potete utilizzare per smascherare anche gli avversari più spacconi e presuntuosi, seguitemi nel prossimo editoriale e arricchirete  il vostro arsenale di giocatore di poker fino a diventare quasi invincibili.

GOOD LUCK GOOD PLAYERS!

 

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Marco Fabio Ceccatelli

Classe '85, shark dei tavoli da poker e delle tavole imbandite, scrivo per dare libero sfogo ad una follia neanche troppo latente. "Se perseverare nel gioco è diabolico, potete chiamarmi Belzebù".