Champions:Milan out, avanti Bayern, Barca e PSG

Per prima cosa la differenza è in panchina. Seedorf è alle primissime armi come allenatore, e non ha minimamente avuto idea di cosa sia la gavetta. Simeone è tra i migliori allenatori emergenti d’Europa. Con i Colchoneros ha già vinto un’Europa League e da quest’anno sta riuscendo prepotentemente a lottare contro il duopolio Barca-Real. Il suo Atletico è una squadra molto ben organizzata, ricca di giocatori di talento. Il nome più altisonante è quello di Diego Costa, centravanti davvero moderno, in grado sia di realizzare gol da rapace d’area, come quelli contro il Milan, sia di fornire prestazioni a tutto campo come visto nel derby contro il Real Madrid. Anche qui il confronto con la stella del Milan, Mario Balotelli, è impietoso. E guardando ruolo per ruolo il divario complessivo è imbarazzante.{ads1} Il Milan ha fatto tutto sommato ciò che poteva. All’andata ha disputato un buonissimo incontro, ma l’ha perso, al ritorno ha provato a ribaltare la sfida pareggiando con Kaka la rete di Diego Costa, ma ha finito per inchinarsi ai gol di Arda Turan, Raul Garcia e ancora Diego Costa.

 

L’Atletico entra tra le prime otto d’Europa e sarà una bella mina vacante nel sorteggio per i quarti di finale, dove non essendoci limiti territoriali potrebbe anche incrociare le rivali spagnole. Il Milan chiude la sua campagna europea, e saluta momentaneamente la Champions, che di sicuro non giocherà il prossimo anno.

Ha staccato il biglietto per i quarti anche il Bayern Monaco, che ha amministrato senza soffrire troppo in Baviera lo 0-2 inflitto all’andata all’Arsenal. I Gunners, oggettivamente inferiori, hanno fatto tutto il possibile per tentare la clamorosa rimonta, ma non sono andati oltre il gol di Podolski, che ha pareggiato quello segnato due minuti prima da Schweinsteiger. Anche qui la qualificazione era già stata opzionata all’andata, dove gli episodi hanno fatto senz’altro la differenza. Difficile dire cosa sarebbe potuto succedere se quel rigore calciato da Ozil fosse entrato, o se l’Arsenal non fosse stata costretta a giocare più di metà gara in dieci contro undici. Guardiola e i suoi in ogni caso continuano il loro cammino, mentre per Wenger è la quarta eliminazione consecutiva agli ottavi di finale.

Il PSG, dopo lo 0-4 di Leverkusen, era atteso da una semplice passeggiata al Parco dei Principi. I tedeschi ci hanno anche provato nel primo tempo, andando in vantaggio con Sam in avvio e sprecando dopo l’1-1 di Marquinhos un rigore con Rolfes, ipnotizzato da Sirigu. Nella ripresa Lavezzi segna il definitivo 2-1. PSG ai quarti per il secondo anno consecutivo, la scorsa stagione si arresero al Barcellona solo per la regola dei gol in trasferta, quest’anno promettono di essere ancor più battaglieri.

Il Barcellona, in barba a un periodo negativo in campionato, batte anche al ritorno il Manchester City, disputando un buon match e qualificandosi al turno successivo. Dopo il successo in Inghilterra i catalani si confermano ancora superiori ai Citizens, vincendo 2-1 con gol di Messi e Daniel Alves, buono solo per le statistiche il mmentaneo pareggio di Kompany. Il Barca di Martino è ancora tra le favorite per la vittoria finale, il City in tre giorni vede sfumare un altro trofeo, dopo l’FA Cup persa contro il Wigan. Non dovesse arrivare la vittoria in Premier non è escluso che a Pellegrini vengano chieste spiegazioni. Del resto i piani alti del City non si fecero problemi a esautorare Mancini l’anno scorso. Pellegrini ha alzato la Capital One Cup, ma come salvagente potrebbe anche non bastare. Come non bastò a Mancini lo scorso anno il Community Shield. 

 

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Alessandro Paparella

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