Champions League: molte ombre e poche luci per le italiane

Altro anno stessa storia. Parte la Champions League ed alle squadre italiane impegnate in Europa bastano due giornate per rischiare di compromettere il passaggio del turno nel girone. Ma come, e tutti i proclami di inizio stagione, gli annunciati e sbandierati assalti alla coppa dalle grandi orecchie, i sogni di gloria accompagnati dall’arrivo di presunti top player, che fine fanno?! Bè, affacciatevi in bagno e buttate un occhio nella tazza, perché li potreste trovare lì. Certo, è pur vero che siamo alla seconda giornata e i giochi sono ancora aperti, ma se andiamo a paragonare le prestazioni offerte dalle vere pretendenti alla vittoria finale con quelle messe in campo dalle squadre italiane, c’è da strapparsi i capelli.{ads1}Basti pensare al gruppo della Juventus, dove il Real Madrid ha messo a referto due vittorie facili contro il Galatasaray ed il Copenhagen, con 10 gol fatti ed 1 subito, mentre i bianconeri, dopo aver affrontato le stesse squadre si ritrovano con soli due punti, e con il doppio scontro con il Real Madrid alle porte. Se gli uomini di Conte dovessero uscire sconfitti da entrambe le partite contro i madrileni, si ritroverebbero già con un piede e mezzo fuori dalla Champions. Il tutto a confermare ancora una volta quanto sia ampia la forbice che separa le squadre italiane dalle big d’Europa. E questo ormai è un dato incontrovertibile, ma che puntualmente ogni anno i dirigenti italiani cercano di offuscare, gettando fumo negli occhi pieni di speranza dei tifosi, imbonendoli e raggirandoli con chiacchiere buone si e no per passare una mezzora in compagnia degli amici al bar. A questo punto è meglio mettersi l’anima in pace, ed ammettere a se stessi che, allo stato attuale delle cose, non ci sono possibilità che una squadra italiana possa portare a casa la Champions, ne quest’anno, ne il prossimo, e probabilmente neanche quello dopo. Anzi, se la tendenza del campionato italiano rimarrà questa, è molto più probabile che nel corso degli anni continueremo ad assistere ad un graduale e continuo decadimento, con la concreta possibilità di perdere un’ulteriore piazza per la qualificazione alla Champions, a favore del campionato francese o di quello portoghese.

Ma non bisogna però nascondersi dietro al solito discorso della questione economica che, per quanto importante, non può risultare sempre decisivo. Basti pensare al Borussia Dortmund, che con un progetto magistrale, fatto di idee buone, acquisti mirati e sviluppo impressionante del settore giovanile, e sotto la guida di un abile tecnico, al quale, va detto, non è mai mancata la fiducia dell’ambiente neanche nei periodi più bui, ha costruito una realtà capace di imporsi sia in Bundesliga che in Europa: chapeau.

 

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Cristian Policella

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