Epico Atletico

La vittoria, a volte, può essere amara come la sconfitta, a volte, può essere dolce. E a volte entrambe nello stesso momento. Così è successo in Baviera ieri sera. L’Atletico perde 2-1 contro il Bayern ma vola in finale. Per i tedeschi si tratta della terza eliminazione consecutiva in semifinale mentre per i Colchoneros si apre la concreta possibilità di vendicare la finale persa, due anni fa, contro il Real Madrid, impegnato stasera contro il City.

L’Allianz Arena si fa teatro di una delle partite più emozionanti dell’anno: il panzer tedesco, costretto a recuperare la sconfitta subìta all’andata, contro la corazzata Atletico, costretta a conservare il piccolo vantaggio maturato all’andata.

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Capitan Gabi

I primi 35 minuti sono un assoluto predominio baverese. Gli uomini di Guardiola appaiono indemoniati e come una pressa chiudono, schiacciano l’Atletico nella sua metà campo senza lascargli un attimo di respiro. Tutto ciò viene ripagato al trentesimo quando Xabi Alonso trasforma una punizione, aiutato dalla fatale deviazione di Gimenez. Quest’ultimo, probabilmente in completa balìa delle emozioni pensando a quella maledetta deviazione, qualche minuto dopo, commette un grave errore: strattona in piena area Javi Martinez e l’arbitro comanda la massima punizione. Dunque tutto il vantaggio, seppur minimo, costruito, guadagnato, sudato al Vicente Calderon potrebbe sciogliersi come neve al sole nel giro di 5 minuti. Sul dischetto va Müller (grande assente all’andata) ma Oblak respinge: si resta sull’1-0. La spinta teutonica comunque non si esaurisce e continua a martellare incessante sbattendo contro un muro, blu scuro per l’occasione, eretto dagli uomini di Simeone. Fino a che, verso il decimo della ripresa, l’aggressività spropositata del Bayern diventa un’arma a doppio taglio: rapido contropiede dei Colchoneros, triangolo tra Griezmann e Torres che manda il francese a tu per tu con Neuer. Come una vipera, Griezmann colpisce i tedeschi ed è 1-1.

Trafitti, i bavaresi allentano impauriti la pressione ma, venti minuti dopo, Vidal si avventa su una palla vagante in area e serve di testa Lewandowski che insacca indisturbato. Il 2-1 è un sussulto, una scossa che riapre il discorso qualificazione. Alla disperata, di nuovo, il Bayern Monaco si getta in avanti lasciando qualche spazio nelle retrovie. Torres ne approfitta e si invola verso l’area avversaria ma viene steso da Javi Martinez proprio appena prima di entrarci. Nonostante ciò l’arbitro fischia e indica il dischetto del rigore. Inutili le proteste dei bavaresi. Dunque l’Atletico, a 5 minuti dalla fine, avrebbe la possibilità di frantumare le speranze dei tedeschi. Ma come prima Müller, anche Torres si fa parare il rigore.

Negli ultimi minuti, comunque, il risultato rimane invariato e consegna all’Atletico Madrid il biglietto per la finale di Milano. La garra, Simeone, Koke, Gabi, Godin, Griezmann hanno vinto, hanno battuto un altro colosso. Il cholismo, che si apprezzi o no, ha dimostrato, ancora una volta, la sua efficacia. E ora manca un passo, il più difficile, il più grande, per farlo entrare nella storia … d’Europa.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).