Champions: la garra dell’Atletico graffia il Barcellona

Garra dallo spagnolo, sostantivo femminile, significa artiglio. Ma questo termine è conosciuto maggiormente per il suo significato figurato: grinta. Fu usato per la prima volta nel 1935, nel calcio, per identificare l’Uruguay. Precisamente era accostato al termine “charrua”. La sua origine però è ancora più antica. Era un’espressione che veniva utilizzata nelle lotte di resistenza dai primi popoli che abitavano nella zona corrispondente all’odierno Uruguay. Dunque lotte di resistenza come quella che hanno compiuto gli uomini di Simeone, ieri sera, al Vicente Calderon: Atletico Madrid 2 Barcellona 0.

atletico griezmann

Griezmann

I colchoneros al grido “Garra Charrua” del loro comandante Diego Simeone hanno retto e tirato fuori gli artigli. Per il Barcellona, detentore della coppa, arriva l’eliminazione ai quarti di finale. La garra, o meglio, l’artiglio dell’Atletico, ieri sera, ha preso il nome di Griezmann, autore di una doppietta. Dietro al terminale offensivo francese, due vere e proprie dighe a formare due linee a quattro che si muovevano come un sol uomo senza lasciare spazi ai talentuosi funamboli catalani. A guidare la prima linea capitan Gabi. La seconda, nelle retrovie, spetta al condottiero Godin. A fomentare sicuramente gli animi, già surriscaldati, dei colchoneros è la divisa indossata dal Barcellona: righe verticali gialle e rosse a richiamare e identificare i colori della Catalogna. Ma a favorire l’Atletico ci si impegnano gli stessi blaugrana. Continuando un periodo non troppo felice, infatti, il Barcellona appare fiacco e poco brillante. I suoi singoli, soprattutto i tre davanti, sono spenti, opachi, quasi stanchi e arrendevoli. Solo nel finale c’è un sussulto d’orgoglio catalano che costringe l’Atletico a chiudersi e a indietreggiare ma non basta. Anzi, in un contropiede eroico di Filipe Luis arriva il fallo di mano di Iniesta in area di rigore. Rizzoli comanda la massima punizione, dovrebbe espellerlo ma lo ammonisce soltanto. Griezmann dal dischetto realizza. Nonostante il doppio svantaggio, al Barcellona basterebbe un gol per proseguire la gara ai supplementari. E l’occasione arriva poco dopo. Su un cross di Iniesta, Gabi tocca di mano al limite dell’area. Rizzoli comanda punizione ma il replay smentisce l’arbitro italiano: il tocco di mano era avvenuto dentro l’area di rigore. Finisce così: Atletico 2 Barcellona 0.

Nell’altro quarto qualche problema per la corazzata Bayern all’Estadio da Luz. I lusitani, infatti, passano in vantaggio con un colpo di testa di Jimenez (complice un’uscita avventata di Neuer). Ma, come all’andata, rimedia Arturo Vidal pareggiando poco dopo. Nella ripresa Muller completa la rimonta e poi Talisca ferma il risultato sul 2 a 2.

Così ad affiancare Manchester City e Real Madrid nel sorteggio, previsto venerdì, arrivano Atletico Madrid e Bayern Monaco.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).