Brindisi e Cantù al giro di boa

Ultima di andata in legabasket e dopo quindici turni di grande battaglia, Cantù e Brindisi chiudono al comando a quota ventidue, inseguite da Siena, Milano e Roma a venti. Grande incertezza sin dall’inizio e grande bagarre al vertice con almeno sei squadre a passarsi lo scettro del comando, emozioni garantite fino all’ultimo con un livello di intensità che nobilita finalmente la bellezza di questo sport. L’ impresa della settimana la realizza proprio Cantù espugnando la Unipol Arena di Bologna (69-78), dopo quaranta minuti condotti sempre in testa, senza attimi di cedimento anche quando la rimonta felsinea sembrava a portata di mano. Merito di un collettivo di alto livello e dell’esplosione di Adrian Uter (18p con 8/9 dal campo – foto in basso) vero dominatore dell’area pitturata, con i soliti Ragland, Aradori e Jenkins pronti a martellare sugli aiuti difensivi degli uomini di coach Bechi. Bologna, dopo una partenza al vertice, sta pagando a caro prezzo l’inconsistenza di una panchina corta appoggiandosi totalmente ai talenti di Hardy e Walsh costretti a sobbarcarsi l’intero peso offensivo oltre il limite consentito. Chiude un giorno andata favoloso anche Brindisi che nello scontro diretto del PalaPentassuglia è riuscita a superare la resistenza di Sassari (89-80) relegandola in sesta posizione a quota diciotto, grazie ad un grande ultimo parziale in cui gli uomini di coach Bucchi hanno asfaltato gli la Dinamo grazie alle triple di Lewis (22p) e alla sostanza di un Campbell (15p) sempre più valore aggiunto di un team ricco di talento. Sassari, dopo tre ottimi quarti, si è aggrappata all’esperienza di Drake Diener (19p) e ha inserito il nuovo innesto Gordon Drew autore di un’ottima prova con 13p e 11 rimbalzi, ma ha subito la fisicità brindisina perdendo la bussola nel momento decisivo del match. L’altro attesissimo big match ha visto prevalere l’Armani Jeans Milano, con Daniel Hackett (foto in alto) per la prima volta contro i suoi ex, sulla Montepaschi Siena (66-56). Partita intensa e bruttina, con Milano pronta a sfruttare la scarsa vena dell’attacco senese e abile a creare il solco decisivo nel terzo quarto chiuso sul 22 a 11. Il solito monumentale Langford (20p) e l’altro ex di turno Moss (16p) sugli scudi, sopportati da un Hackett diligente e fondamentale nella gestione degli ultimi possessi, mentre Siena ha avuto un rendimento al di sotto di tutti i suoi effettivi pagando a caro prezzo l’assenza di un leader pensante difficilmente sostituibile nonostante l’elevato talento.

Non smette di stupire Roma, incostante e incerta a PalaTiziano, ma sempre più corsara e sicura di se fuori casa. A farne le spese la Cimberio Varese sconfitta impietosamente dagli uomini di Dal Monte, in cui esordiva Szymon Szewczyk, (78-86) in un match equilibrato solo nei primi due quarti, seguito da una impietosa terza frazione stravinta dai capitolini (23-3). Taylor (19p), Hosley (17p) e Baron (22p) sono apparsi giocatori di un’altra categoria per gli uomini di Frates, sempre più confusi e in balia di una classifica a dir poco preoccupante. Sempre più vicine alla salvezza Reggio Emilia e Venezia che raggiungono la tranquillità a quota sedici. La Grissin Bon asfalta Avellino (96-73) mai in partita e già sotto di 24 dopo la prima sirena (32-8). Cinque uomini in doppia cifra per coach Menetti e tanti minuti a disposizione per i duecentoquattordici centimetri di Riccardo Cervi (15p e 7/8 dal campo), promessa ventiduenne che aspettiamo al più presto in azzurro.

Continua la rincorsa dell’Umana di Zare Markovski che ha cambiato l’inerzia della stagione lagunare: dopo l’exploit del Palatiziano Venezia ha regolato agevolmente Pesaro (89-65) raggiungendo insieme a Reggio Emilia gli ultimi due posti per le Final Eight di Milano. Titanico Andre Smith (21p e 13r) e chirurgico Nate Linhart (17p e 8r) autori dell’allungo decisivo nel terzo quarto, con Pesaro impotente e incapace di reggerne il ritmo. Vittoria importante per Caserta che raggiunge Avellino e Bologna a quota quattordici sbarazzandosi della resistenza coriacea della Giorgio Tesi Group Pistoia (80-74) dopo quaranta minuti di dura lotta. Decisivo Michele Vitali (13p) che nel finale ha piazzato un 4/5 dal campo rispondendo colpo su colpo alla rimonta toscana capitanata dallo scatenato Wanamaker (17p). In chiusura un colpo importante in chiave salvezza con la Vanoli che espugnando Montegranaro (90-95) raggiunge gli uomini di coach Recalcati in penultima posizione a quota otto, avvantaggiandosi nel computo degli scontri diretti. Woodside (24p) e Jackson (26p) hanno seminato il panico scardinando l’impacciata difesa di una Sutor in evidente affanno e ala quarta sconfitta consecutiva.

Prossimo turno, si ricomincia il girone di ritorno con Milano Brindisi, Siena sarà di scena a Cremona, Cantù a Pistoia, con Roma che attende Montegranaro.

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Fabio Bandiera

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