Boxing Day: il Leicester si ferma, l’Arsenal pure

La leggenda narra che i tifosi della Kop possano risucchiare la palla in rete quando i Reds attaccano verso la porta sotto l’omonima curva. E solo una leggenda tale, nel Boxing Day, poteva far cadere il fiabesco Leicester di mister Ranieri. Così si sgretola l’imbattibilità in trasferta dei Foxes.

long southampton

Long

La partita sembrava destinata a un non troppo entusiasmante pareggio a reti inviolate ma il Boxing Day decide di intervenire correggendo le scelte di Klopp: Origi al ’38 del primo tempo è costretto a lasciare il campo per infortunio, al suo posto entra Benteke, l’escluso eccellente. Il match prosegue senza tante emozioni. Nelle fila del Leicester non brilla nessuno. L’uomo del momento Vardy e il suo fido compagno Mahrez appaiono stanchi e poco lucidi. Emerge, invece, il piccolo Kanté, agile e inesauribile, onnipresente in ogni zona del campo. Il Liverpool, da parte sua, non riesce a imporsi. Dunque nessuna delle due squadre prevale ed è qui che il Boxing Day rivela il suo disegno. A mezz’ora circa dalla fine Firmino, fino a quel momento inesistente, s’inventa un dribbling sulla sinistra dentro l’area avversaria, alza testa e mette in mezzo per Benteke che si allunga, tira e i tifosi della Kop risucchiano la palla in rete. Il Liverpool, così, vince di misura sul Leicester offrendo la possibilità all’Arsenal, ospite del Southampton nel match serale, di portarsi in vetta alla classifica. Ma al St. Mary’s Stadium i Gunners disputano probabilmente la peggior partita della stagione. Apatici, assenti e svogliati come se fossero sotto l’effetto di un incantesimo, si eclissano davanti alla marcia dei Saints. Ma anche questa volta sembra decisivo l’intervento magico del Boxing Day perché fino al ’20 non c’era nessun indizio che potesse far credere a un predominio del Southampton. All’improvviso, dal nulla, un lampo celestiale: l’esterno destro da fuori area di Martina, terzino dei Saints, porta in vantaggio i biancorossi. Da qui in poi solo Southampton che legittima la supremazia sul campo nella ripresa con la doppietta di uno scaltro Long e il gol di Fonte. Mentre tutto ciò accade, in sottofondo, lo stadio intona When the Saints go marching in, come fosse un rito propiziatorio senza soluzione di continuità, una preghiera ascoltata ed esaudita nel giorno di Santo Stefano.

Il Boxing Day, dunque, ha mietuto vittime illustri coerentemente alla causa per cui è nato. Infatti si tratta di una festività, legata ai paesi del Commonwealth, basata sull’offerta di doni ai membri meno fortunati della società. Non tutti, però, l’hanno rispettata come, per esempio, il Manchester City che ha annientato il Sunderland. Si è portato così, approfittando dei passi falsi delle principali concorrenti al titolo, a soli tre punti dalla prima della classe … Che ancora rimane il fiabesco Leicester City.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).