Capocannoniere e leader “mostruoso”: è Funky Gallo … Belotti

Tre gol al Palermo. Fanno 22 in Serie A. In questo momento bisogna inchinarsi al Gallo. Andrea Belotti è nuovo capocannoniere della Serie A. Lassù in cima, da solo. Più in alto di Higuain, Dzeko e Icardi. A comandare tra i bomber c’è un italiano, l’attaccante della Nazionale: cose che non accadevano da anni. Migliore in Italia e in Europa. Da solo a comandare … ah no, vero. In Spagna, ce n’è uno che si chiama Messi e che guarda tutti dall’alto. Ne ha realizzato solo uno in più. Lui “è un mostro”, ma vicino, vicinissimo c’è il Gallo e parlare di Scarpa d’Oro non è più una bestemmia. La proiezione a fine anno lo porterebbe oltre i 30, magari a 36 come il Pipita lo scorso anno. Per adesso sono lo stesso numero di reti di Immobile, allora con la maglia del Toro … ma a fine stagione.

“Sto facendo tutto il possibile per realizzare i miei sogni”. Parla da leader a fine partita. Leader del Toro e capitano, per una volta, ma anche leader della propria carriera. Belotti sente che è il suo momento. Un momento da vivere a cresta, alta, altissima. Come ogni Gallo che si rispetti. Tre gol al Palermo in tre modi diversi. Dal 73’ al 81’. Gli sono bastati otto minuti: è la tripletta più veloce in Serie A dal gennaio 2000 (Shevchenko in Perugia-Milan). Prima di testa. Poi bacio di destro e infine ancora con la cresta. Seconda tripletta stagionale che si aggiunge a quattro doppiette. Monumentale. Ma una nota dolente c’è: i rigori. Tre trasformazioni sbagliate. Ah se solo li avesse segnati … sarebbero 25. Numeri da attaccante mondiale. Numeri da Lionel Belotti.

“E pensare che quando abbiamo inserito questa clausola di cento milioni ci appariva come una cifra pazzesca. Oggi invece sembrano addirittura pochi”. Ride sotto i baffi Cairo. Sa che si trova un tesoro in casa. Una pepita blindata solo pochi mesi fa con quella clausola che sembra bassa: Oggi la clausola la metterei a 150 milioni. Si fanno i paragoni con i gol che ha segnato Messi? Belotti è anche più giovane. Quindi vale anche di più”. Così, secco. Belotti più di Messi. Follia? Perché c’è qualcosa di normale nel Gallo?

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.