Bayern autoritario anche a Torino, Juve eliminata

Nella doppia sfida la Juve non è stata quasi mai capace di dare fastidio al Bayern, dimostratosi nettamente superiore proprio negli aspetti che hanno permesso ai bianconeri di tornare sul tetto d’Italia: forza fisica, solidità, compattezza. E se a Monaco c’era la sensazione di aver lasciato qualcosa d’intentato, di non averla proprio giocata la partita, nella gara di ritorno la Juve ha probabilmente fatto il massimo, ma non c’è stata storia ugualmente. Forte del successo dell’andata il Bayern ha aspettato la Juve nel primo tempo, senza peraltro mai farsi schiacciare, e anzi rendendosi molto pericoloso nelle ripartenze. Nel secondo tempo poi il gol di Mandzukic al 64’ ha completamente tagliato le gambe alla Juve, che per passare avrebbe dovuto segnare quattro gol. Da lì in poi è stata accademia, la Juve ha accusato il colpo e il Bayern entrava sulla tre quarti bianconera come e quando voleva. Il gol di Pizarro nei minuti di recupero è stato l’epilogo di questo dominio.

I sogni di gloria della Juve si sono fermati sulla parata di Neuer sulla punizione di Pirlo nel primo tempo e sul palo esterno scheggiato da Quagliarella a inizio ripresa. Se vogliamo sullo 0-0 due palle gol ancora più clamorose le aveva avute proprio il Bayern, nel primo tempo con Mandzukic (stoppato da Padoin) e nella ripresa con il palo di Robben.

La Juve comunque esce a testa alta, in un torneo dove ha ben figurato. Impossibile dimenticare i tre gol rifilati al Chelsea Campione d’Europa, così come le vittorie sul campo dello Shakhtar e a “Celtic Park”. In zona mista Conte e Marotta hanno ribadito giustamente che per una squadra due anni fa incapace di qualificarsi all’Europa League essersi piazzata tra le prime otto è già un successo non indifferente. Va però ricordato come la linea di confine tra essere nelle prime otto o tra le prime quattro è più netta di quello che possa sembrare. La Juve probabilmente se la sarebbe giocata contro il Psg o il Borussia ( più fortunato che bravo contro il Malaga), ma il gap tecnico (e economico) con Real Madrid, Barcellona e ovviamente Bayern è evidente. Quello che ha fatto la Juve nella gestione Conte è davvero significativo, ma per fare un ulteriore passo in avanti in Champions serviranno necessariamente almeno un paio di giocatori importanti. Non è detto che saranno sufficienti, come ha giustamente detto Conte, ma forse sono davvero indispensabili. Il Bayern si permette di tenere in panchina giocatori come Robben e Gomez, il Real Madrid alterna continuamente Higuain e Benzema, e rinuncia dal primo minuto a Modric, il Barcellona spesso tiene fuori David Villa. Alla Juve in poche parole manca dalla tre quarti in avanti gente che ti fa davvero la differenza, e lì bisognerà cercare di intervenire in estate. Ora la testa deve per forza andare al campionato, l’obiettivo reale. Lì fallire ora farebbe molto più male di qualsiasi 0-2 per mano del Bayern.

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Alessandro Paparella

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