Balotelli pallone d’oro?? Ma casomai Pisacane

Balotelli al suo esordio con la maglia del Nizza, solo una settimana fa, ha segnato una doppietta. Non che sia una notizia clamorosa, di mestiere fa l’attaccante. Milik del Napoli, arrivato per non far rimpiangere Higuain, approdato alla Juventus, aveva un compito ben più arduo. Ma ha segnato tre doppiette in tre partite e la cosa ha fatto un certo scalpore. Scalpore doveva in caso fare il fatto che Balotelli, sempre professione attaccante, negli ultimi due anni abbia segnato la miseria di due goal. Ma non

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La famosa esultanza contro la Germania

si può che essere lieti se uno dei talenti più sprecati di sempre si ravvede e dimostra finalmente di essere quel che il suo enorme potenziale faceva supporre. E, cosa ancor più bella, per noi romantici, dopo i due goal siglati ha riso. Sorriso. Insomma cose normali. Perché è indubbio che tra le varie cose che non lo rendono propriamente simpatico c’è anche che sembra sempre che non si diverta. E non può che far rabbia allo spettatore, che in genere ha sognato per l’intera infanzia ed oltre di fare il calciatore, che a lui sembra che di giocare non vada, che non si diverta. Nemmeno riesce a esultare. A chi esultava segnando nel corridoio di casa con una palletta di carta non sembra possibile che si possa segnare e non esultare, visto che poi noi correvamo a tuffarci sul lettone della mamma urlando come dei pazzi. E da soli. Ma il problema, come abbiamo detto, s’era risolto. Non segnava. Quindi faceva bene a non ridere. Eppure Balotelli 4 anni fa, che sembrano due secoli, era la stella della Nazionale agli Europei. Schiantò con una memorabile doppietta la Germania, con un’esultanza in quel caso un po’ sopra le righe ma comunque simpatica. Poi in finale non fece nulla, e poi scomparve. Tra narghilè, modelle, auto sportive dagli improbabili colori e prestazioni in campo penose. Poi quest’estate si parla di lui al Napoli, alla Lazio, al Crotone addirittura, poi si accasa al Nizza. Non uno squadrone. Ma può andare bene, perché farebbe bene al calcio italiano se finalmente diventasse un campione, perché un talento simile non si può sprecare, perché se abbandonasse quegli atteggiamenti insopportabili e diventasse forte e sorridente in fondo

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Balotelli finalmente sorridente

gli perdoneremmo tutte le spacconate passate. Che poi gli spacconi, il calcio li perdona. Ma se sono forti o se danno l’anima. George Best, Cantona, Ibrahimovic. Loro sì, se lo potevano permettere. Ma se fai il personaggio senza potertelo permettere allora sei un Osvaldo qualunque, che finalmente ha capito che ha sì talento, ma nemmeno troppo, ma non la testa per lo sport, e dopo l’ultimo fallimento al Boca dei suoi sogni, ha appeso gli scarpini al chiodo per dedicarsi al rock. Ma Balotelli è tornato, porta il Nizza alla vittoria, segna, sorride. Forse, ma forse, ha capito. Forse ha imparato a conoscere l’umiltà, forse ha capito i suoi errori e non vuole ripeterli, forse non avrà più quegli atteggiamenti odiosi che … No, finita la partita concede le interviste di rito, del resto è l’uomo del giorno. E lui dichiara che in due tre anni può anche aspirare al Pallone d’oro. Ma no! Ma tu attaccante da un goal a stagione negli ultimi anni per una volta ne segni due e spari così alto? Dopo una sola partita? Che è meglio stare attenti, nel calcio di oggi si gioca in continuazione. E infatti il Nizza gioca in Europe League. E stavolta non va bene. Perde in casa 0-1 contro lo Schalke 04 e Balotelli è il peggiore in campo. In pagella prende 2, che corrisponde al nostro 4. Durante la partita cammina e non fa nulla. Forse anche in questo caso dovremmo dire Balotelli è tornato. Tornato quello del Milan, o del Liverpool. Quello inutile, da un goal a stagione. Quello che ha fatto Twittare a Carragher: Balotelli gratis al Nizza? Sempre troppo caro.
Ieri non ha giocato proprio, è andato in tribuna. E il Nizza ha pareggiato. Se al prossimo goal non si candiderà al Nobel ha comunque speranze di fare una buona stagione. Ma non deve mai dimenticare quanto è fortunato. Perché lui col talento c’è nato e, finora, l’ha sprecato. Ma c’è chi invece non lo ha mai avuto. Eppure …

 

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Fabio Pisacane

Nella domenica di Icardi e di Borriello è un altro il nome più importante della domenica. Non che abbia segnato, ma del resto è un difensore, non perché abbia fatto una prestazione da ricordare anche fra molti anni. Ha giocato bene, decorosamente, ha causato un rigore sì, ma gli avversari lo hanno sbagliato. Insomma, è stata la domenica di Fabio Pisacane. Difensore del Cagliari che ha esordito in serie A. A 30 anni suonati. Nulla di straordinario si dirà. Invece lo straordinario c’è, lo straordinario è lui. Perché una mattina di tanti anni fa, quand’era ancora bambino, una mattina Fabio si svegliò ed era paralizzato dalla testa ai piedi. Completamente. Una diagnosi tremenda: Sindrome di Guillain-Barré. Per lui che sognava di diventare un calciatore il rischio di non poter neanche più camminare, il rischio di non riuscire nemmeno più di crescere, di diventare grande. Ma fortunatamente le cure funzionano, a dispetto di quanto gli stessi medici credevano, Fabio ce la fa, diventa grande e diventa anche un calciatore. Una carriera sui campi di B e C. Un giorno il direttore sportivo del Ravenna gli offre 50.000 € per vendersi una partita, Pisacane all’epoca gioca nel Lumezzane. Lui rifiuta e denuncia. La Fifa lo nomina Ambasciatore dello Sport pulito.

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Rastelli e Pisacane ai tempi dell’Avellino

Perché se insegui un sogno fin da bambino non puoi venderlo, neanche per una cifra che guadagni in un anno intero. Poi conosce Rastelli, ex onesto attaccante ora allenatore. Si crea un bel sodalizio e Rastelli lo chiama al Cagliari. Lui, con la solita voglia, accetta e conquistano insieme la Serie A. E ieri, alla quarta giornata, l’esordio. Anche con una bella vittoria. Ma l’eroe non è Borriello, che pure ha segnato una doppietta favolosa, l’eroe è lui, che non s’è mai arreso, che ha inseguito il suo sogno e che alla fine ce l’ha fatta a esordire in Serie A. A fine partita lo intervistano, ma lui non ce la fa, non riesce ad andare avanti, rivede se stesso bambino che gioca a pallone, rivede se stesso quella maledetta mattina nella quale il suo corpo sembra lo abbia tradito, rivede la sua battaglia combattuta con la forza di un leone, rivede la rinascita, i campetti che diventano via via più grandi, rivede tutta la sua vita, quella vita che sembrava volerlo punire e, invece, lo ha portato là. E scoppia in lacrime. Si scusa coi giornalisti che addirittura lo abbracciano, ma idealmente lo avremmo voluto far tutti. ”Scusate, non ce la faccio”. Ed è bellissimo, toccante, vero. Una favola dello sport, quello che ce lo fa amare lo sport. E rispetto a un Balotelli borioso per aver fatto due goal, lo vorremmo dare per mille volte e mille volte ancora il Pallone d’oro a lui. A Fabio Pisacane.

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Massimo Silla

Appassionato di lettura, scrittura, pittura, insomma di qualunque cosa non richieda uno sforzo fisico. Nostalgico e cialtrone ha intrapreso innumerevoli carriere,tra le quali il Babbo Natale, senza mai eccellere in nessuna