Brilla Federer nel torneo delle sorprese

Prima settimana memorabile agli Australian Open, già fuori Murray e Djokovic, eliminati da M.Zverev e da Istomin. Bel rientro di Roger Federer, in crescita Nadal. Wawrinka sembra il favorito, ottimo torneo di Seppi. Nel femminile, battuta la Kerber, Serena resta il faro, Muguruza e Pliskova le più credibili alternative.

Ciò che è avvenuto a Melbourne in questi giorni non avveniva in uno Slam da quasi 13 anni. Le prime due teste di serie del tabellone sono state estromesse dal torneo, entrambe da un avversario non compreso nel seeding.

Djokovic ha affrontato Istomin, ex numero 33 Atp, passato dai play offs australiani al fine di guadagnarsi una wild card. L’uzbeko è un buon colpitore, ma è evidente come sia stata la sconcertante prestazione di Nole a determinare una sorpresa incredibile. Ha perso un lottatissimo primo set, continuato a infarcire il proprio match di gratuiti (alla fine saranno 72) ma quando alla fine del terzo è passato in vantaggio era parso che il pericolo fosse scampato. Istomin ha invece prevalso anche nel tie break del quarto, ottenuto il break nel quinto gioco del set decisivo e chiuso 6-4. È così finita l’era di Djokovic a Melbourne, cinque titoli dal 2011 ad oggi, sei in totale. I dubbi emersi da Wimbledon in poi permangono, solo il tempo ci dirà se questa crisi sarà definitiva.

Murray ha approfittato del crollo di Nole per scavalcarlo in vetta alla classifica. Tutti pronti a sciogliersi in peana, a sottolineare il ruolo di Lendl. In realtà questi Australian Open hanno confermato quanto gli US Open ci avevano già detto. Murray non è migliorato, sono peggiorati e/o invecchiati gli altri. Passi Nishikori a NY ma qui a Melbourne, dove ha perduto già cinque finali, mancare così l’opportunità di un tabellone senza Djokovic è stato esiziale. Suo carnefice è stato Misha Zverev: il fratello di Alexander sembrava ormai perduto per il tennis, dopo una serie di infortuni. L’ascesa del gioiello di famiglia gli ha ridato motivazioni: negli ottavi ha ubriacato Murray con 118 discese a rete in quattro set, finendo col prevalere nettamente negli ultimi due parziali. Un serve and volley sistematico al quale nessuno della generazione di Andy è abituato e che speriamo abbia ispirato, oltre che qualche ragazzo, anche chi è preposto alla scelta di superfici e materiali.

Istomin si è fermato ieri contro Dimitrov, che ora affronterà da favorito Goffin. Zverev avrà invece Roger Federer, al rientro nel circuito dopo sei mesi di stop forzato. Il Genio ha dapprima superato due qualificati, il veterano Melzer e il giovane Rubin. Ha poi abbagliato il povero Berdych, sballottato per tre set. È stata però la prova degli ottavi con Nishikori ad offrirgli le migliori risposte. Il giapponese è schizzato subito sul 5-1, Federer ha perso al tie break il parziale ma ha vinto secondo e terzo, insolitamente chirurgico nel convertire le palle break. A inizio quarto sembrava in controllo, ma un game da venti punti, nel quale aveva avuto l’opportunità di scappare, ha poi a sua volta provocato il break subito nel gioco successivo. A inizio quinto era logico scommettere sul più giovane: è stato invece Roger Federer a prendere il largo, salire subito 2-0 e chiudere con il 24° ace. A 35 anni ha mostrato una condizione atletica invidiabile, oltre che incantare con la consueta sequela di magie. È il più anziano nei quarti in uno Slam da 25 anni, cercherà di imitare Agassi, che nel 2005 giocò la finale a NY contro la sua versione 24enne.

Anche Nadal sta dando speranze ai propri tifosi. È uscito alla distanza contro il giovane Zverev, rimontando da due set a uno, ha resistito al ritorno negli ottavi di Monflis che, dominato nei primi due parziali, era andato sopra di un break nel quarto prima di incassare il recupero del maiorchino. Allo zio Toni si è ora unito all’angolo Carlos Moya, l’ambiente familiare sembra stia giovando a Rafa. Trova nei quarti Raonic, che lo ha battuto a Brisbane e qui ha ceduto un set a Simon e uno a Bautista Agut, superando anche i postumi di un’influenza.

Wawrinka-Tsonga è l’ultimo accoppiamento. Il francese ha approfittato di un buon tabellone, mentre lo svizzero, vincitore nel 2014, sembrerebbe a questo punto il maggiore accreditato alla vittoria. Negli ottavi ha eliminato con tre tie break Seppi, unico dei dieci azzurri capace di sopravvivere ai primi due turni. Andreas è stato grande soprattutto contro Kyrgios, sconfitto dopo aver salvato match point.

Molto meno entusiasmante il torneo femminile. Serena Williams marcia spedita, avrà ora Konta per poi trovare probabilmente Pliskova. La ceca se la dovrà vedere con la Lucic, protagonista della più bella favola in rosa di questi Open: ai quarti in uno Slam dopo un secolo (era il 1999, Wimbledon), passando da bambina prodigio all’incubo nel quale l’aveva fatta precipitare il padre, per l’inattività fino al matrimonio e alla lunga ricostruzione di fiducia e tennis. Uscita la Kerber, sorprese permettendo dovrebbe essere Muguruza favorita della parte alta. La basca avrà Vandeweghe mentre nell’altro quarto l’eterna Venus Williams giocherà con Pavlyuchenkova.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno