Australian Open, Nadal batte Dimitrov: sarà finale contro Federer

Nel week end degli Australian Open saliremo tutti quanti su una “Delorean”. Si torna indietro nel tempo. Doppia finale dal gusto revival: le sorelle Williams una contro l’altra e al maschile Roger Federer contro Rafa Nadal. Quanto di meglio si possa sognare per legare il tifo, l’animo nostalgico e riassaporare, forse per l’ultima volta a questi livelli, quattro campioni che hanno fatto un’epoca.

Quello visto questa mattina contro Grigor Dimitrov è un Rafa Nadal che non tradisce le attese dei suoi tifosi, degli amanti del tennis e anche dei “Federeriani”. Batte in cinque set uno straordinario Grigor Dimitrov (6-3 5-7 7-6 6-7 6-4 in 4 ore e 56 minuti) e approda alla finale dell’Open d’Australia raggiungendo proprio il suo eterno rivale Roger Federer. Finale dei sogni ancora una volta. La seconda a Melbourne dopo quella del 2009, la nona complessivamente negli Slam e la prima dal Roland Garros del 2011. Alla fine sul bulgaro l’ha spuntata il maiorchino, con le caratteristiche che hanno segnato un’intera carriera: la furia agonistica, una tenuta fisica tornata ai massimi splendori e la fiducia nei propri mezzi e nei propri colpi. Dimitrov ha superato l’ennesimo esame per issarsi come degno erede di questa generazione di fenomeni. Non ha offerto punti di riferimento a Nadal, non è mai calato mentalmente prestando il fianco con passaggi a vuoto che hanno sempre segnato la sua carriera. Gli enormi progressi compiuti negli ultimi mesi sono sotto gli occhi di tutti. Alla fine Grigor ha poco da recriminare, ha perso la battaglia con il Re degli scontri fisici. Sarà per la prossima, conscio però che a questo livello lui ci può stare e non rimanerci sarebbe un delitto per la sua carriera e per il tennis.

Alla fine Nadal ha anche parlato ai microfoni di Jim Courier, non nascondendo un’emozione visibile: “Non è facile descrivere questa emozione. Ammetto di essere stanco. Grigor ha giocato in maniera fantastica ed è uscita fuori una bellissima partita. Mi sento felice, mi sono divertito e il pubblico è stato straordinario. Quando lavori duro e hai momenti difficili, come l’anno scorso, ci vuole del tempo per tornare a certi livelli. Ho lavorato tantissimo in questo ultimo mese e mezzo, ma non avrei mai sognato di arrivare in finale. Mi sento fortunato e felice”.

Ovvio il riferimento a Roger Federer che domenica mattina alle 9.30 (ora italiana) incontrerà per la nona volta in finale Slam. Saldo 6-2 Rafa: Nadal ha vinto Australian Open 2009, Roland Garros 2006, 2007, 2008, 2011, Wimbledon 2008; Federer invece Wimbledon 2006 e 2007. “Intanto spero di recuperare bene ma per me è un privilegio giocare contro di lui, è qualcosa di speciale. Avere un’altra possibilità di competere l’uno contro l’altro, dopo che entrambi abbiamo avuto problemi, è fantastico. Pochi mesi fa abbiamo inaugurato la mia accademia a Maiorca e dovevamo giocare un’esibizione. Ma avevamo entrambi vari acciacchi e alla fine abbiamo giocato solo qualche colpo da metà campo. In quel momento solo immaginare di giocare una finale Slam era impossibile”. È realtà Rafa, è la finale dei sogni.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.