Community Shield: Wenger batte Conte … di nuovo

A Wembley si è appena concluso il Community Shield. Ad aggiudicarselo è stato l’Arsenal di Wenger che ha battuto ai rigori il Chelsea di Conte. Si tratta del quindicesimo titolo dei Gunners che accorciano la distanza dal Manchester United (21 titoli). Per Arsene Wngere oramai è diventata una consuetudine: chiamatelo l’uomo delle coppe.

LA PARTITA

I novanta minuti regolamentari non hanno visto prevalere una squadra sull’altra: 1-1, vantaggio a inizio ripresa del Chelsea con Moses che approfitta di una disattenzione tattica di Bellerin, a cui risponde nei minuti finali un imperioso stacco di Kolasinac, perso in marcatura da David Luiz, per il pareggio dell’Arsenal. Un equilibrio quasi perfetto, rotto soltanto dai rigori e da questa nuova formula ABBA che, secondo Fifa ed Uefa, dovrebbe annullare il piccolo vantaggio di chi tira per primo. Detto questo, col senno di poi è apparsa azzardata la scelta di Conte di far tirare come secondo rigorista Thibaut Courtois che ha sparato alto sopra la traversa. Fatale, poi, l’errore di Morata, con un esordio non proprio indimenticabile.

Se comunque c’è stato un equilibrio quasi perfetto, un merito in più va dato a Wenger che riesce a portare a casa il Community Shield nonostante numerose e pesanti assenze: Koscielny, Mustafi, Ramsey, Ozil, Sanchez e Santi Cazorla. Da aggiungere poi l’infortunio di Mertesacker che costringe il mister francese a ridisegnare la difesa a tre senza un centrale di ruolo: Holding, Monreal e il nuovo acquisto Kolasinac. D’importanza capitale, poi, è stato il lavoro a centrocampo di Granit Xhaka. Soprattutto questi ultimi due hanno consentito all’Arsenal equilibrio, spinta e maggior prestanza fisica, contando anche Elneny in grado di offrire atletismo e tecnica. Insomma, un piccolo capolavoro di Wenger, che dopo un’estate molto difficile, risponde con un trofeo già in bacheca, il Community Shield, a inizio stagione. Degli striscioni “Wenger Out” nessuna notizia. L’Arsenal è ancora la casa di Arsene.

Delude, invece, il Chelsea di Conte che, seppure senza Hazard, doveva sicuramente dimostrare qualcosa in più, soprattutto in fase offensiva. Se, infatti, quasi impeccabili centrocampo e difesa, è l’attacco a dare grandi problemi a Conte. Senza l’imprevedibilità del genietto belga, i blues fanno veramente fatica: Batshuayi quasi non pervenuto, l’eredità di Diego Costa è un peso troppo grande per lui; Pedro non è stato incisivo e commette quella scorrettezza che, probabilmente, è costata il Community Shield al Chelsea; Willian poche volte al centro della manovra dei blues. Con il senno di poi, magari, ci sarebbe voluto un Morata dal primo minuto, ma sicuramente senza Hazard, il Chelsea è un’altra squadra e Conte potrebbe richiedere un altro acquisto importante alla società … e forse la sconfitta di oggi potrebbe aver convinto Abramovic a rinforzare la rosa.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).