Argento con riflessi d’oro per la Pellegrini

 Con il tempo di 1.55,14 arriva il suo miglior crono da quando ci sono i costumi in tessuto, più basso di 60 centesimi rispetto al tempo raggiunto nella semifinale. Come sempre il suo sprint è arrivato nelle bracciate finali in cui è risalita in 50 metri dalla quarta alla seconda posizione.

L’atleta veneta che sembrava indomabile qualche anno fa e che si era presi di forza due ori consecutivi prima a Roma e poi a Shanghai ha poco da recriminare quando il nome dell’avverasaria è quello della Franklin. L’oro la satunitense se l’è portato a casa grazie ad un netto 1.54,81 con un dominio assoluto. Irragiungibile nella sua andatura, un pò come era Federica nei confronti delle altre in precedenza. Lo sport è fatto così; un giorno sei inarrivabile e quello dopo chi ti sta davanti è un puntino lontano. Per questo la prova di Federica ha più valore, dopo la cocente delusione di Londra si è rialzata, ha ammesso i suoi sbagli (anche in parte dovuti ad un’esagerata sicurezza tradotta a volte in presunzione) ed è salita sul podio in un mondiale che è stato in forse fino all’ultimo. Grande performance e finalmente si torna sulle copertine per i suoi grandi meriti sportivi e non per il gossip sulle sue storie d’amore.

Non pensavo di poter competere con le migliori senza aver preparato la stagione sulla distanza. A dire il vero, non pensavo nemmeno di riuscire a prendere una medaglia”.

Non c’è che dire una bella prova di carattere e un bel successo per il poco affollato medagliere azzurro.

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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