Anderson completa l’impresa: fuori Murray

Il gigante sudafricano elimina lo scozzese agli US Open, avanza Federer, piccoli patemi per Djokovic. Dopo l’epica vittoria contro Nadal, Fognini manca la prova del nove. Serena Slam a -3, stanotte sfida con la sorella. Pennetta e Vinci nei quarti, inizia Roberta alle 18 con la Mladenovic.

A Wimbledon c’era andato vicino con Djokovic, due set a zero sopra, poi la rimonta serba, l’interruzione per oscurità, la sconfitta il giorno seguente. Stavolta Anderson non si è lasciato raggiungere ed ha colto contro Murray il successo più prestigioso della sua carriera. Già sotto 0-2 al 2° turno con Mannarino, lo scozzese ha vinto il tie break del terzo ma ceduto a zero quello del quarto. Anderson troverà ora Wawrinka, poco convincente finora, ma in grado di trasformarsi nei momenti clou.

Federer non ha ceduto parziali. Ha sperimentato nei primi turni e si è messo alla prova con Isner. L’americano ha vinto il confronto degli aces, primi due set conclusi al tie break. Lo svizzero ha lasciato a zero l’avversario in quello di apertura, un inedito nei 429 della carriera di Isner. Nel secondo John si è trovato 5-3, poi sul sei pari Il Genio ha piazzato in sequenza una risposta di dritto su un servizio a 128 miglia ed un lungolinea di rovescio a chiudere. Al decimo tentativo il break: 7-6 7-6 7-5. Federer avrà in quarti Gasquet: graziato all’esordio dai crampi che hanno bloccato Kokkinakis, ha poi compiuto percorso netto ed incantato con Berdych.
Djokovic ha giocato con attenzione al 3° turno, due long sets con Seppi e poi vinto in 4 in una lotta di tre ore con Bautista Agut. Suo avversario ai quarti Lopez, sopravvissuto al 2° turno alla favola mancata di Fish, che all’ultima partita della carriera aveva servito per il match nel quarto set prima di farsi rimontare.

L’impresa di Fognini è ancora negli occhi, rimontati due set a Nadal – era riuscito solo a Federer a Miami 2005 – 70 colpi vincenti, un grande spettacolo. L’ottavo contro Lopez è stato un brusco risveglio, Fabio si è lasciato recuperare nel secondo ed è crollato nel terzo. Il suo resta un eccellente torneo, tuttavia il suo exploit ha ricordato quello di Gaudenzi con Courier nel ’94, segnale del declino di un grande. Se per Nadal siamo a questo punto non è dato saperlo, bisognerà attendere il Roland Garros 2016 per un verdetto definitivo.

Il detentore Cilic è avanzato sino in quarti cedendo due tie break a Kukushkin ed il secondo set a Chardy. San Servizio sta tornando, vedremo se basterà con Tsonga, che ha sconfitto il connazionale Paire, il quale al 1° turno aveva annullato match point a Nishikori, finalista 2014.

La corsa di Serena Williams verso il Grand Slam non è priva di ostacoli, tutti creati dalla pressione che sta vivendo. Disastroso il primo set con la Bertens, salita 5-3 e poi 4-0 nel tie break, ancor peggio con la Mattek-Sands capace di aggiudicarsi il primo parziale. Salito il livello, cresciuta Serena, 6-3 6-3 alla Keys ed il servizio tornato un fattore. Ora c’è il derby Williams. Venus sta giocando bene, ha sconfitto Bencic, possibile che tocchi proprio a lei frapporsi tra sua sorella e la storia?
Puglia regione degli US Open. Reduce da una stagione difficile, Roberta Vinci ha approfittato di un tabellone aperto ed è arrivata in quarti senza giocare causa il ritiro di Bouchard, vittima di un incidente negli spogliatoi. La tarantina aprirà il programma oggi con la Mladenovic, occasione irripetibile per entrambe.

Ai quarti anche la Pennetta, 7 successi su 7 con la Stosur. Flavia perfetta ieri, impeccabile al servizio, un’imprendibile palla corta le ha dato il break nel secondo set. Troverà la Kvitova, che malgrado la recente ed evidentemente leggera mononucleosi è avanzata senza patemi e con la brindisina è favorita.
La principale rivale di Serena pare essere Azarenka, che ha sconfitto la Kerber nel miglior match del torneo femminile ed avrà la Halep, uscita vittoriosa da una sorta di psicodramma, fra caldo ed infortuni nella maratona con la Lisicki.
La temperatura e la volontà di intascare i ricchi assegni di chi perde all’esordio hanno riempito di ritiri i primi turni. In difficoltà i giovani, ancora rimandati: lo scenario resta appannaggio dei soliti noti.

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michele sarno