Al via la Grande Boucle: Contador all’attacco di Froome

Tutto pronto per l’edizione numero 101 del Tour de France che prenderà il via in Inghilterra il 5 luglio da Leeds per approdare il 27 luglio, dopo ventuno durissime tappe, sugli Champs-Elysèes. Al via tutti i big, ad eccezione del neo-vincitore del Giro D’Italia Nairo Quintana, che si contenderanno la corsa a tappe più importante e prestigiosa del mondo a cominciare dal dominatore dell’edizione 2013 Chris Froome chiamato a difendere la sua leadership dagli attacchi del Pistolero Alberto Contador pronto a riprendersi lo scettro dopo anni difficili, costellati dallo spettro del doping.

A loro il compito di contendersi la maglia gialla, ma occhio al terzo incomodo: il nostro Vincenzo Nibali arriva alla Grand Boucle da neo-campione d’Italia, come accadde a Gianni Bugno nel ’91, e avendo incentrato tutta la preparazione per questo obiettivo sarà competitivo per tutte e tre le settimane cercando di riempire l’ultima casella che gli manca per entrare nella storia, dopo le vittorie alla Vuelta nel 2010 e al Giro lo scorso anno. I tre favoriti arrivano al Tour al massimo della condizione anche se lo scivolone di Froome nell’ultima tappa del Giro del Delfinato ha aperto qualche crepa sulle sue sicurezze dando ancor più fiducia ad un Contador che è sembrato più pimpante sulle pendenze più dure e in grado di poter fare la differenza, ma sarà la strada ad emettere le sentenze finali con un percorso che quest’anno si prospetta duro e impegnativo e più adatto agli scalatori rispetto alle edizioni precedenti con ben cinque arrivi in salita, una sola cronometro individuale, nessun prologo e nemmeno l’abituale crono a squadre. Si parte da Leeds e per tre giorni la carovana sosterà nel Regno Unito con il primo arrivo ad Harrogate e la prima maglia gialla assegnata in volata, con Cavendish, Kittel e Greipel grandi favoriti e pronti a contendersi la maglia verde della classifica a punti. Seconda tappa più impegnativa con arrivo a Sheffield e un percorso nervoso con nove gpm e strappi continui, mentre la terza da Cambridge a Londra si risolverà in una inevitabile volatona passerella di gruppo ai piedi del Big Ben. Si rientra in Francia con l’arrivo a Lille Metropole e un altro probabile arrivo allo sprint per poi passare alla temutissima quinta tappa, quella che da Le Touquet-Paris-Plage approderà ad Arenberg-Porte du Hainaut con ben nove tratti di pavè, quelli della Roubaix, estremamente impegnativi con tutti i rischi connessi per gli uomini di classifica alcuni dei quali potrebbero dire addio alla maglia gialla dopo soli cinque giorni di corsa. Passata la paura la sesta tappa con arrivo a Reims potrebbe essere il trampolino adatto agli attaccanti di giornata col gruppo intento a rifiatare dopo le fatiche del giorno precedente. La Epernay-Nancy sarà una delle ultime occasioni per gli uomini Jet perché dall’ottava tappa la corsa entra nel vivo e si incomincia a fare sul serio. La Tomblaine-Gerardmer la Mauseleine di 161 km presenta tre Gpm nel finale e i due strappi all’arrivo presentano pendenze medie intorno al 10% pur non essendo eccessivamente lunghi. Dopo questo antipasto in quota la successiva Gerardmer-Mulhouse si prospetta nervosa con un percorso vallonato e ricco di Gpm nei primi 127 km, per poi concludersi con una lunga discesa di oltre 40km.

I big si risparmieranno sicuramente, ma è in tappe del genere che si capisce chi non ha la gamba per vincere il Tour, e la decima tappa con arrivo a La Planche Des Belles Filles metterà ancora di più le cose in chiaro: il tappone prevede ben 7 Gpm, i primi sei faranno un’adeguata selezione e l’arrivo in salita ai 1.035 metri può far male davvero con gli ultimi 5km al 9% di media e l’ultimo tratto con uno strappo al 20%. Arriva finalmente il primo giorno di meritato riposo e la seconda settimana riparte con la Besancon-Oyonnax, 187,5 km di saliscendi senza grandi difficoltà adatta ai cacciatori di tappa e altrettanto ci si apetta dalla Bourg-en-Bresse-Saint Etienne con i big pronti a scaldare i motori risparmiando energie preziose. Da vivere la tredicesima tappa con l’arrivo a Chamrousse, preceduto dal temibile Col Du Palaquit, e l’arrivo a quota 1.730 dopo 18km al 7,3% di media, ma è l’arrivo a Risoul del giorno successivo che imprimerà uno scossone sensibile alla generale. E’ la classica tappa alpina con il Lautaret e l’Izoard a precedere l’arrivo a quota 1.855 dopo 12,6 km al 6,9%, una tappa dove le tossine dei giorni precedenti potrebbero lasciare il segno con i big a giocarsela da soli senza squadra e senza strategie. Ritornano i velocisti nella tappa di Nimes, l’arrivo in volata precede il secondo giorno di riposo, ma è nella terza durissima settimana che si decidono i giochi e di terreno per far saltare il banco ce n’è in abbondanza.

Si parte con la sedicesima tappa da Carcassonne a Bagnères-De-Luchon di 237,5km, primo dei tre tapponi pirenaici, con il Portet-d’Aspet e il Col Des Ares e l’ultima salita Hors Categorie che farà di sicuro selezione: 11,7km al 7,7% di media e punte al 10%. Secondo arrivo pirenaico con arrivo a Saint-Ilary-Pla D’Adet, tappa più breve con tutte le salite più note: Portillon, Peyresourde, Val Louron Azet e l’erta finale a quota 1.680 metri con 10,2 km di cu i primi 7 con pendenze costanti tra l’8,5% e il 10%, qui chi avrà la gamba giusta potrà fare la differenza. Nella terza e ultima tappa che parte da Pau si scalerà il mitico Col Du Tourmalet (2.151 m) prima dell’arrivo ai 1.520 m di Hautacam dopo 13,6 km con pendenza media del 7,8% e tratti al 12%, qui probabilmente, tra innumerevoli ali di folla, si decideranno i giochi prima della passerella parigina, visto che la tappa successiva con arrivo a Bergerac sarà la penultima occasione per le ruote veloci. Se la generale fosse ancora in bilico l’ultima insidia è rappresentata dall’unica frazione contro il tempo di quest’anno: i 54km da Bergerac a Perigeux ondulati e irregolari chiuderanno i giochi regalandoci le ultime emozioni prima del suggestivo trionfo ai Campi Elisi con la premiazione del vincitore nei presso dell’Arc De Triomphe. Lo spettacolo è garantito, la qualità altissima e il percorso duro come non mai, gli ingredienti ci sono tutti e le danze possono tranquillamente iniziare con la speranza che lo squalo messinese ci regali le emozioni che tutti i tifosi italiani si aspettano.

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Fabio Bandiera

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