I 12 momenti sportivi del 2016: dal Leicester a LeBron

Il 2016 è arrivato al termine e come ogni anno sportivo è stato ricco di emozioni e momenti indimenticabili. Lo abbiamo voluto riassumere raccogliendo i 12 momenti sportivi del 2016. Condensando in qualche riga gli eventi e i personaggi che hanno caratterizzato lo sport nell’anno appena trascorso.

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GENNAIO – PETER FILL
Il 23 gennaio 2016 il 33enne sciatore di Bressanone vince la discesa libera sulla storica pista Streif di Kitzbühel. Fill diventa il terzo italiano a riuscire in questa impresa dopo Kristian Ghedina nel 1998 e Dominik Paris nel 2013. Ma questa rimane solo una piccola gemma nel palmares dorato dello sciatore che due mesi dopo vince la Coppa del Mondo di discesa libera, diventando il primo italiano nella storia a riuscirci. Gli è bastato il 10° posto nell’ultimo appuntamento della stagione a St.Moritz per laurearsi campione iridato ed entrare a tutti gli effetti nella storia dello sci italiano.

FEBBRAIO – JUAN MARTIN DEL POTRO
Il 2016 probabilmente è il suo anno. E febbraio sancisce la rinascita del tennista argentino. Dopo due anni di inattività torna a giocare il torneo di Delray Beach da numero 1045 del mondo. Il suo cammino si ferma in semifinale ma è solo un piccolo intoppo in una rinascita repentina, folgorante e agognata da tutto il mondo del tennis, che si concluderà a novembre con la vittoria della prima Coppa Davis con l’Argentina. Nel mezzo anche la conquista dell’argento olimpico a Rio.

MARZO – JOHAN CRUIJFF
Nel lungo elenco di morti illustri che il 2016 ci ha tristemente lasciato in eredità, la scomparsa di Johan Cruijff è stata forse la più dolorosa, certamente dal punto di vista sportivo, vista l’influenza esercitata dall’olandese nella sua disciplina di competenza. Un debito che il mondo del calcio avrà sempre nei suoi confronti per due svolte epocali: l’invenzione del calcio totale, che ha fatto della polivalenza il suo manifesto, e l’introduzione di una cultura di gioco portata avanti da 30 anni dal mondo Barcellona.

APRILE – KOBE BRYANT
Per molti il 13 aprile 2016 coincide con la fine di un’epoca cestistica, al pari del ritiro di Michael Jordan. Kobe Bryant gioca la sua ultima partita con i Los Angeles Lakers, in un addio al basket dal sapore hollywoodiano. Il Black Mamba saluta tutti con una prestazione da 60 punti. A 37 anni dice basta, chiudendo come terzo realizzatore di ogni epoca, con 5 anelli al dito, dopo aver dato una carriera e una parte della vita al gioco “più bello del mondo”.

MAGGIO – LEICESTER
La favola calcistica di ogni epoca, non solo del 2016. Farytale, miracle, sono solo alcuni dei termini più utilizzati per definire la vittoria della Premier League da parte del Leicester di Claudio Ranieri. Le Foxes sono state un caso che ha fatto storia, il nuovo riferimento da tirare in ballo ogni qual volta si voglia spiegare un evento impossibile e impronosticabile che si realizza. Il Leicester campione è l’unicità non replicabile, è l’anomalia che va contro le regole del calcio. Per questo motivo il termine “come il Leicester”, ha assunto un significato proprio.

GIUGNO – CLEVELAND CAVALIERS
Primo titolo NBA per la franchigia dell’Ohio, ma soprattutto giugno è stato il mese in cui, semmai ancora servisse, LeBron James ha assunto definitivamente lo status di leggenda. Capace di portare i Cleveland Cavaliers al loro primo titolo NBA della storia battendo (con una epica rimonta) i Golden State Warriors di Steph Curry. Il 30 più famoso del basket è stato il volto più celebre grazie alle incredibili giocate, al record di squadra e ai record personali. Ma le Finals 2016 rimarranno impresse nella storia del basket come la prova di forza e dominio più lampante per uno sportivo. E il suo nome è quello di LeBron Raymone James.

LUGLIO – HENRIK STENSON
Il 17 luglio Henrik Stenson si è aggiudicato l’Open Championship di golf, sul percorso del Royal Troon in Scozia. Con il premio allo svedese, al primo Major in carriera, abbiamo voluto rendere omaggio a una stagione golfistica ricca di emozioni. L’esplosione della stella Danny Willett, la definitiva consacrazione di Dustin Johnson e Jordan Spieth, la cavalcata quasi vincente del team Europe nella Ryder Cup, con un Rory McIlroy monumentale, ma anche l’eclissi, forse definitiva, della stella di Tiger Woods.

AGOSTO – MICHAEL PHELPS
Il mese delle Olimpiadi di Rio. Tantissimi i protagonisti, tra cui molti italiani, ma alcune stelle sono state più luminose di altre. Su tutti il mito vivente di Michael Phelps, il più grande olimpionico di sempre. 23 ori vinti in carriera, di cui 5 in Brasile, ne fanno il più forte nuotatore che Madre Natura ci ha permesso di ammirare. Così come Usain Bolt che, anche a Rio, ha ha confermato il suo status di leggenda, dopo aver vinto nell’atletica 100, 200 e 4×100 per la terza Olimpiade consecutiva. Unico nella storia a riuscirci.

SETTEMBRE – BEBE VIO
Con l’oro nel fioretto individuale alle Paralimpiadi, insieme al bronzo a squadre, è lei il volto italiano delle Olimpiadi. La sua voglia di vivere e il suo sorriso sono il manifesto della spedizione azzurra in Brasile, tanto più bello quanto più umano. Più di Paltrinieri, Viviani, Cagnotto, Zanardi, Campriani o Zaytsev.

OTTOBRE – PETER SAGAN
Un premio anche al ciclismo, con l’atleta che più di tutti ha segnato questo 2016. Che Peter Sagan fosse un corridore capace di vincere tanto, non è una novità di questo anno ormai passato. Ma l’onnipotenza ciclistica espressa in questa stagione dal campione slovacco ha segnato in maniera indelebile il mondo delle corse su strada. Nel 2016 Sagan ha vinto 14 corse, tra cui una classica-monumento, tre tappe al Tour de France e il secondo titolo mondiale consecutivo. Un exploit qualitativo e titolato che ha scosso tutta una serie di confronti inter-generazionali mai nemmeno pensati negli ultimi anni.

NOVEMBRE – ANDY MURRAY E NICO ROSBERG
Impossibile scegliere tra i due. Lo scozzese dopo 13 anni ha interrotto il triumvirato Federer-Nadal-Djokovic, in vetta alla classifica ATP. È diventato il nuovo numero 1 del tennis mondiale in un testa a testa che solo cinque mesi e mezzo fa sembrava improponibile, con Djokovic fresco vincitore del Roland Garros e con Murray finalista all’apparenza contento. Dopo Parigi però il serbo ha vagabondato per il circuito, mentre Andy Murray ha migliorato in continuità, è cresciuto e ha vinto partite che in altri periodi avrebbe perso. Alla fine dell’anno si è verificato quello che sembrava impossibile. Il re ha perso tutto quello che poteva perdere e l’eterno secondo ha vinto tutto quello che c’era da vincere per arrivare sul tetto del mondo. Storia molto simile a quella di Nico Rosberg, che in una serratissima lotta interna con Lewis Hamilton, a 31 anni si è laureto Campione del Mondo di Formula 1. “La mia missione è compiuta” ha detto il giorno dell’annuncio del suo ritiro. Felice, contento, appagato e finalmente libero dall’ingombrante paragone con il padre Keke.

DICEMBRE – CRISTIANO RONALDO
Nel mondo del calcio il 2016 è Cristiano Ronaldo. Vincitore della Champions League, del quarto Pallone d’Oro, ma soprattutto capitano e bandiera del Portogallo Campione d’Europa, pur non giocando la finale. Il primo successo per Seleção das Quinas non poteva che essere firmato da lui. Meglio di Eusebio, meglio di tutta la generazione d’oro dei primi anni 2000, diventando, semmai ce ne fosse bisogno, la vera leggenda del calcio portoghese.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.