Wicked City, un serial killer nella Los Angeles degli anni ’80

Fuori concorso al RomaFictionFest, Wicked City non si presenta con delle buone credenziali. Trasmessa dal 27 ottobre 2015 negli Stati Uniti per la rete televisiva ABC, è stata infatti cancellata dopo solo 3 episodi. La motivazione è semplice: al suo debutto ha raccolto recensioni negative e pessimi risultati di ascolto. Di conseguenza sono state interrotte le riprese, fermatesi all’ottava puntata delle undici inizialmente previste. Creato da Steven Baigelman e prodotto dagli ABC Studios nel cast troviamo nomi già noti come Ed Westwick (Gossip Girl) ed Erika Christensen (Parenthood).

Wicked City Ed Westwick Erika ChristensenAmbientata nel 1982 a Los Angeles, Wicked City, parla di una caccia all’uomo, un serial killer che si aggira e frequenta l’ambiente del Sunset Strip. Locali tipici degli anni ’80, l’immagine della gioventù tra rock’n’roll e coca-party. Rappresentazione della parte oscura, torbida e disinibita della città. In questo contesto si muovono i due detective a cui è stato affidato il caso. Una trama, dunque, sicuramente non originale con molti cliché abusati e rivisti in qualsiasi serie poliziesca: dalla conferenza stampa fatta dal detective Jack Roth (Jeremy Sisto) che vuole volutamente depistare i giornalisti, al rapporto conflittuale tra i due detective obbligati a lavorare insieme, alla sfida che si crea tra il serial killer e il detective Roth o dalla stampa invadente pronta a tutto pur di avere lo scoop.

Nonostante ciò Wicked City è di godibile fruizione, scorrevole e dinamica. Le scene e i dialoghi sono costruiti in modo tale che non si percepiscono tempi morti. E questo grazie anche alla buona prova della maggior parte degli attori e attrici presenti nella serie, in particolare di Ed Westwick, Erika Christensen e Jeremy Sisto, non a caso i protagonisti. Ritornando alla trama, o meglio al soggetto, dobbiamo aggiungere che, proprio nella sua debolezza perché abusato, trova il suo punto di forza: la caccia all’uomo cattivo e la sfida che nasce e si evolve rimane sempre affascinante e attraente, praticamente immortale. Ed ecco forse il motivo principale per continuare a guardarla nonostante non sia una serie imperdibile, uno di cui non si possa fare a meno.

Si può ipotizzare, allora, che Wicked City sia stata tagliata negli Stati Uniti molto probabilmente perché gli spettatori, in particolare quelli seriali, cominciano a pretendere un prodotto che, oltre che di ottima qualità, sia anche fortemente originale. Questo onestamente non lo è ma rimane pur sempre un buon prodotto. Ora è approdata in Europa al RomaFictionFestival, dove gli auguriamo di trovare una sua dimensione.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).