Una Germania epica annienta il Brasile

Mai nella storia del calcio, infatti, si era assistito ad una tale dimostrazione di forza in una semifinale di un campionato del Mondo. Mai si era vista una Germania così forte, compatta, esplosiva e mai doma. Mai una squadra padrona di casa, era stata umiliata in questa maniera subendo una lezione quasi scolastica da una nazionale dimostratasi superiore sotto tutti i punti di vista. 

 

Per il Brasile si è trattato di un vero e proprio disastro sportivo. Ancora un ko in casa, ma questa volta dai contorni ben più ampi rispetto alla sconfitta per 1 a 2 subita nella finale disputata il 16 luglio 1950 contro l’Uruguay di Schiaffino e Ghiggia. Questa volta a mettere sportivamente in ginocchio un intero paese è stata la Germania di Joachim Löw, di Müller, Kroos, Khedira, Schurrle e dell’intramontabile Klose. Sette reti per trasformare lo stadio Mineirão in una valle di lacrime e spedire la Germania in finale.

Scolari, duramente criticato a fine partita per alcune sue scelte, sorprende tutti e schiera Bernard come vice Neymar al posto di Willian. Al centro dell’attacco confermato Fred con Oscar e Hulk a supporto. Nella zona nevralgica tandem Fernandinho- Luiz Gustavo. Al centro della difesa spazio a Dante, chiamato a non far rimpiangere lo squalificato Thiago Silva, in coppia con David Luiz mentre sulle corsie esterne maglia da titolare per Maicon e Marcelo. In porta naturalmente Julio Cesar.

Tra i tedeschi la sorpresa è Klose schierato dal 1′ minuto. L’attaccante della Lazio agisce da prima punta davanti al tridente Mueller-Kroos-Ozil. A centrocampo la “diga” formata da Schweinsteiger e Khedira a protezione dei quattro di difesa con Hummels e Boateng in mezzo e Lamh ed Howedes sulla linea dei terzini. A difendere i pali della porta tedesca c’è come sempre Neuer.

La Germania parte con il piede sull’acceleratore nel tentativo di approfittare sin da subito delle due importanti assenze (Thiago Silva e Neymar) che hanno colpito la Seleçao e va vicina al vantaggio: Khedira calcia a botta sicura trovando però l’opposizione involontaria di Kroos. Il Brasile non riesce a venir fuori e a creare occasioni pericolose, a differenza della Germania a tratti straripante soprattutto a centrocampo. Il forcing tedesco dà i suoi frutti all’11′, quando dagli sviluppi di un corner calciato da Kroos, è Mueller ad andare a segno di piatto destro, lasciato completamente solo dai difensori brasiliani.

L’1-0 è soltanto l’antipasto di quella che sarà ricordata come un’incredibile disfatta: al 23′  Mueller serve Klose, la conclusione dell’attaccante viene respinta da Julio Cesar che però non può nulla sul successivo tap-in del bomber che, con questa rete, scavalca Ronaldo e scrive il suo nome nella storia diventando il giocatore più prolifico (16 reti) nelle fasi finali di un Mondiale.

Non passa nemmeno un minuto e la Germania cala il tris: cross di Lahm dalla destra, tiro potente di Kroos che batte Julio Cesar. Brasile in completa balia degli avversari che al 26′ firmano il poker ancora con Kroos (doppietta per lui) ottimamente servito da Khedira. I verdeoro, crollati psicologicamente alla prima difficoltà, spariscono dal campo e subiscono addirittura lo 0-5 alla mezz’ora con Khedira, lesto ad approfittare di un altro svarione della sempre più disastrata difesa brasiliana. L’ultimo quarto d’ora del primo tempo è pura accademia da parte della squadra di Low che controlla senza problemi la gara.

La seconda frazione è soltanto una formalità, condizionata dall’incredibile risultato maturato nei primi 45 minuti di gioco. Scolari decide di dar comunque spazio anche a Paulinho e Ramires, mentre Low inserisce Mertesacker al posto di Hummels. Il Brasile cerca di ridurre il già pesante passivo ma va soltanto vicino al goal della bandiera col neoentrato Paulinho, pregevole l’opposizione di Neuer .

I “panzers” però non si fermano e decidono di infierire sui malcapitati brasiliani con il talentuoso Schurrle, entrato da pochi minuti: al 69′ batte Julio Cesar con un preciso piatto destro, dieci minuti dopo è bravo a sfruttare un assist di Mueller e ad insaccare con il pallone che termina direttamente sotto l’incrocio. Per la Seleçao il goal di Oscar al 90′ non rende meno amara una disfatta senza precedenti.

Gli uomini di Scolari, usciti tra bordate di fischi, porteranno per sempre il fardello di questa sconfitta. Per la Germania, invece, una serata tanto incredibile quanto indimenticabile e l’opportunità, domenica a Rio de Janeiro, di conquistare il quarto mondiale della sua storia.

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Federico Falsetto

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