Solo Messi e l’Argentina va

Sabella schiera un 5-3-1-1 che tiene molto coperta dietro la seleccion senza offrire però troppi sbocchi in avanti, Susic invece il suo classico 3–4-1-2 con Pjanic playmaker e Dzeko unica punta. Pronti via– La partita si mette subito in discesa per l’Argentina: la punizione di Messi dal limite dell’area sbatte addosso a Kolasinac che infila il suo portiere, autogol e 1-0 per l’albiceleste. Il vantaggio però non viene sfruttato a dovere, i sudamericani non trovano spazi e la manovra è lenta e macchinosa; Di Maria si fa notare solo per una rabona e Agüero non è in giornata.
Il merito è anche della Bosnia che guadagna campo, con Lulic in stato di grazia che rischia anche di pareggiare se non fosse per Romero (titolare in nazionale ma non nel club) che si supera chiudendo la porta.
Tutti i palloni passano passano dai piedi di Pjanic e Dzeko crea qualche grattacapo alla difesa argentina.

CambioSabella capisce le difficoltà della sua squadra e la rivoluziona nel secondo tempo: fuori Campagnaro e Maxi Rodriguez, dentro Higuain e Gago.
Modulo ridisegnato con un 4-3-1-2 che (ri)porta Messi trequartista e Higuain accanto ad Aguero con la difesa a 4.
Adesso la Bosnia non riesce più a creare grattacapi all’albiceleste, che gestisce molto meglio il pallone e non lascia spazi agli avversari.

Il raddoppio arriva dal limite dell’area: al 65° Messi fa esplodere il Maracanà (anche fischi dai tifosi brasiliani, in verità) con un tiro a giro dal limite, la pulce non segnava dal mondiale 2006. La Bosnia non reagisce e Susic se ne accorge, tre cambi tra cui l’ingresso di Ibisevic che a 5 minuti dalla fine segna il primo gol mondiale della Bosnia. L’Argentina non si fa prendere dal panico, Messi e compagni continuano a gestire il pallone fino al fischio finale. 2-1 e primo posto momentaneo nel girone F.

Questa vittoria fa tirare il fiato a Sabella, già criticatissimo per aver lasciato a casa Tevez, che non può più regalare un tempo agli avversari. La difesa a 5, mascherata a 3 con i due esterni di centrocampo che tornano in copertura, garantisce si protezione, ma toglie mordente alla fase offensiva. Aguero e Di Maria non in giornata hanno fatto rischiare grosso l’Argentina che, con l’ingresso di Higuain, ha trovato le giuste misure ricominciando a macinare gioco. Alla fine il jolly l’ha trovato sempre lui, Lionel Messi, aspettato al varco da tutti gli addetti ai lavori e dai tifosi della seleccion.

 

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Omar Abo Arab

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