Olanda ai quarti sul filo di lana

Per ovviare a queste difficolta oggettive viene introdotto per la prima volta il Cooling Break, una pausa dui tre minuti a metà tempo per evitare di ricoverare in ospedale calciatori disidratati. La partita si fa subito dura per gli olandesi che perdono De Jong al 10′ del primo tempo; per ovviare al problema Van Gaal è costretto a mettere in campo un terzino e spostare Blind dalla fascia al centro del campo, insomma gli orange perdono il playmaker e si affidano in quel ruolo ad un ragazzino che fa il laterale in difesa, un esperimento già tentato, ma duro da reggere in un ottavo di finale di Coppa del Mondo. Infatti nel primo tempo è il Messico a giocare meglio ed a rendersi pericoloso più volte nell’area di rigore olandese: tra il 15′ ed il 20′ sono ben tre le conclusioni degli americani verso la porta olandese anche se tutte finiscono fuori di misura. Al 23′ è ancora il Messico con Salcedo a tirare da fuori ed a rendersi pericoloso. Al 26′ tocca ad un isolato Van Persie farsi valere nell’area avversaria: controllo di sinistro e rapido tiro di destro, tutto in rapidità ma fuori. Due minuti più tardi una grande azione corale del Messico porta al tiro Dos Santos che però fa una mezza telefonata al portiere orange. Dopo il cooling break del prim o tempo è ancora la squadra americana a spingere sull’acceleratore e si rende pericolosa col solito Dos Santos imbeccato da Guardado. La seconda frazione inizia come era finita la prima coi messicani avanti che raccolgono il frutto del loro impegno al 49′ con il goal di Dos Santos che concretizza quanto di buono fatto fino a quel punto. Van Gaal mette attaccanti in campo, entreranno Depay e quindi Huntelaar per cercare di raddrizzare una partita che si è messa avvero male. L’Olanda fa crescere il suo forcing ma i messicani tengono bene la palla e rispondono punto su punto alle azioni degli orange: Ochoa fa un miracolo su una deviazione ravvicinatissima di De Vrij e poi si salva con fortuna da una conclusione di Sneijder che, deviata, sfiora l’incrocio dei pali, allora i discendenti degli aztechi risdpondono con Peralta al ’55. Poco prima del cooling break del secondo tempo Robben si trova a tu per tu col portiere messicano che però para anche questa. L’Olanda capisce che con la costruzione del gioco non si va lontano e torna in campo determinata a risolvere tutto con lanci lunghi in area di rigore sperando che le torri Kuyt e Huntelaar riescano a servire i vari Robben, Depay e Sneijder. Così la compagine europea risesce a chiudere gli avversari nella loro metà campo ed a procurarsi una infinità di calci d’angolo. Da uno di questi arriva il goal del pareggio realizzato da Sneijder, siamo all’88’ e gli appassionati di calcio già pregustavano i tempi supplementari con tante emozioni ancora da vivere.

 

Invece Robben fa la furbata della partita: si sa che le leggi che regolano la gravità per i calciatori cambiano se si è nell’area di rigore avversaria e così Robben si lascia cadere dopo un contatto (che c’è) con Rafa Marquez, espertissimo difensore messicano. Vista l’azione al Replay è chiaro che Robben si lascia andare molto dopo il contatto con il difensore, un rigoretto insomma di quelli che fanno dire che il difensore sia stato un pollo non che un attaccante che vuole segnare è stato abbattuto da un avversario. La stesso Robben ci aveva provato nel primo tempo ma lì purtroppo l’arbitro non aveva provveduto ad ammonire l’attaccante per simulazione così ha avuto ragione a riprovarci. Huntelaar si accupa dell’esecuzione che è perfetta e porta gli olandesi ai quarti. Come detto le due compagini si sono equivalse e sono stati gli episodi a determinare il risultato, ma serebbe bello che gli episodi consistessero in belle giocate con sui si fanno dei bei goal non il rigoretto con cui il Messico è stato eliminato stasera.

 

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Francesco Corrado

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