La Colombia libera il mondiale dall’ Uruguay

Colombia e Uruguay dopo aver sperato in una incredibilmente precoce eliminazione dei padroni di casa si sono affrontate a Rio con animi diametralmente opposti nel momento del fischio d’ inizio. I Cafeteros carichi a pallettoni dopo la prima fase chiusa in testa al proprio gruppo a punteggio pieno. La Celeste dopo l’incubo Costarica e le vittorie con l’ Inghilterra e l’ Italia, ancora più tignosa, nervosa e rabbiosa per la sacrosanta cacciata a calci nel culo del suo leader: lo psicopatico Suarez.

 

Tifo brasiliano ed italiano tutto per la Colombia, i tossici divisi tra i produttori di coca e i legalizzatori di marjuana.

Tabarez per sopperire alla mancanza del morsicatore folle riesuma Forlan, un ectoplasma con le sembianze del trascinatore dell’ Uruguay nel mondiale sudafricano. Due minuti e i dettami del “Maestro” sono subito chiari: “picchiate come fabbri”. Primi 20 minuti con la Colombia a fare la partita e uruguaiani arroccati nella propria trequarti come se non ci fosse un domani. Quando sembra che la squadra di Pekerman non riesca a trovare sbocchi James Rodriguez decide di sbloccare la partita realizzando il gol più bello di questo mondiale. Controllo di petto per girarsela sul sinistro e calcio al volo sotto la traversa da fuori area: un capolavoro!!!

La Celeste si scuote, non ha più nulla da difendere e finalmente molla gli ormeggi e comincia a giocare a pallone mettendo pressione alla difesa colombiana. Ma i Cafeteros dopo gli errori della prima fase hanno fatto loro un antico proverbio precolombiano: “al mondiale nun se cazzeggia”. Niente rimirarsi allo specchio, niente balletti sul pallone e si resiste fino all’ intervallo.

Ti aspetti un Uruguay rabbioso nel secondo tempo ma dopo nemmeno 5 minuti ancora il ragazzino terribile del Monaco chiude alla grande una bella combinazione Armero Quadrado e fa 2-0. Tabarez corre ai ripari e toglie la mascotte Forlan e il triste e rotondo Pereira: il primo chiaramente finito, il secondo reo di non averci capito una mazza sulla fascia. Sembrano mosse tardive. I colombiani si esaltano correndo negli spazi, gli uruguaiani scalciando le caviglie. Improvvisamente però la Colombia si blocca, si abbassa e concede agli avversari un assalto all’ arma bianca negli ultimi venti minuti.  Ma Yepes&Co, per il bene del calcio, resistono fino al novantesimo e portano la Colombia ad un traguardo storico.

La Celeste torna a casa con qualche giorno di ritardo. Se le mogli dei calciatori se ne lamenteranno gli uruguaiani potranno giustificarsi “Cara volevo tornare prima ma perdere contro quelle pippe di inglesi e italiani era veramente impossibile”. Vola ai quarti la Colombia: alla velocità e alla tecnica ora si aggiunge l’entusiasmo dopo aver visto un Brasile piccolo piccolo contro il Cile: Scolari dormi preoccupato.

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Francesco Lorito

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