Gruppo F: un dominio annunciato

Argentina– Come ad ogni mondiale è una delle favorite per il titolo, anche se l’ultimo vinto risale ai fasti di Maradona (quando nel lontano 1986, vinse il mondiale da solo). Una nazione intera sogna di vincere la coppa più ambita in casa dei nemici di sempre, il Brasile. Il ct Sabella lascia a casa Tevez (oltre a Lamela, Cambiasso e Banega), “sommosse” popolari in tutto il paese e tra gli addetti ai lavori, questa scelta molto impopolare non impedisce di schierare un parco attaccanti che fa paura: Messi, Lavezzi, Aguero, Higuain, Palacio. Il parco attaccanti esplosivo è però compensato da una difesa che non sembra essere così impenetrabile. Vittoria nel girone e dritti verso la finale, questo sembra essere il cammino di Messi e compagni.

 

Bosnia– Una nazionale molto giovane (nata dalle ceneri dell’ex Jugoslavia), affronta per la prima volta la manifestazione iridata. Il ct Susic è stato abbastanza lineare nelle convocazioni per il mondiale, senza problemi di infortuni, ha praticamente portato tutta la rosa che si è qualificata per il mondiale.
Punte di diamante sono sicuramente Dzeko (insieme all’altro ariete Ibisevic), Pjanic e Lulic; per una squadra che può dare molto fastidio all’annunciato dominio argentino del girone.
Il massimo risultato possibile sembra essere il secondo posto, che darebbe comunque gli ottavi agli uomini di Susic.

Nigeria– Le aquile africane non sono più “quelle di una volta”, quando ad Usa ’94 ad un minuto dal termine avevano eliminato addirittura l’Italia. Il ricambio generazionale non è andato come si sperava (idem il Senegal) ai nigeriani, che hanno perso posizioni sia in Africa che nel mondo. Qualche buona individualità per mister Keshi: V.Moses, Onazi, Obi Mikel e Ameobi che non sembrano poter impensierire il probabile duopolio del girone targato Argentina-Bosnia. Vincere contro l’Iran, giocarsela contro la Bosnia e vendere cara la pelle con l’Argentina dovrebbe essere il cammino delle aquile africane.

Iran– Sulla carta è sicuramente il fanalino di coda del girone (anche se a volte i pronostici vengono sovvertiti, ma non sembra questo il caso). Addirittura la punta di diamante è seduta in panchina e non gioca: il Mister Carlos Queiroz, ex allenatore del Real Madrid e secondo di Ferguson al Manchester United ed ex allenatore della nazionale portoghese.
Il Ct si è avvalso dei “figli della diaspora” degli iraniani in Europa e i risultati gli hanno dato ragione (oltre alla qualificazione mondiale, l’Iran sarà testa di serie nella coppa d’Asia 2015):
Davari e Dejagah (Germania) e Ghoochannjhad (Olanda). Fare bella figura e magari qualche punticino è il massimo risultato raggiungibile dalla nazionale iraniana.

 

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Omar Abo Arab

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