Gruppo A: i padroni di casa vogliono il mondo

Quella volta finì decisamente male, con la sconfitta nella partita conclusiva subita per mano dell’Uruguay, e i brasiliani (almeno quelli non contrari alla disputa del torneo) aspettano questo momento da sessantaquattro anni. Inutile dire che l’unico obiettivo è la vittoria. Le prime avversarie dei brasiliani saranno Camerun, Messico e Croazia. {ads1}

BRASILE

I CONVOCATI: Portieri: Jefferson (Botafogo); Julio Cesar (Toronto); Victor (Atlètico Mineiro). Difensori: Dani Alves (Barcellona); Dante (Bayern Monaco); David Luiz (Chelsea); Henrique (Napoli); Maicon (Roma); Maxwell e Thiago Silva (Paris Saint Germain); Marcelo (Real Madrid). Centrocampisti: Fernandinho (Manchester City); Hernanes (Inter); Luiz Gustavo (Wolfsburg); Oscar, Ramires e Willian (Chelsea); Paulinho (Tottenham). Attaccanti: Bernard (Shakhtar Donetsk); Fred (Fluminense); Hulk (Zenit San Pietroburgo); Jo (Atlético Mineiro), Neymar (Barcellona). Riserve: Cavalieri (Fluminense); Filipe Luis e Miranda (Atlético Madrid); Rafinha (Bayern Monaco); Kardec (San Paolo); Leiva (Liverpool); Lucas (Paris Saint Germain).

Guardando la rosa brasiliana e confrontandola per esempio con quella spagnola o tedesca, ci si rende conto che sulla carta qualche formazione più quotata c’è. Il Brasile resta comunque un’ottima squadra, soprattutto in difesa e a centrocampo. Davanti però oltre a Neymar mancano nomi di spessore, per quanto Hulk sia un buon giocatore e Fred abbia sempre fatto gol. Grosse rinunce, se non in difesa, non ci sono state. Dopo la grande stagione con l’Atletico Madrid probabilmente Miranda e Filipe Luis meritavano di esserci, ma figurano solo tra le riserve. Scolari gli ha preferito Maxwell e il “napoletano” Henrique, scelte abbastanza discutibili. Davanti sono rimasti fuori Kaka e Ronaldinho, ma erano decisioni ampiamente nell’aria e che non creano eccessivo clamore a causa delle ultime prestazioni non certo esaltanti dei due ex Pallone d’Oro. Scolari ha solo un obiettivo possibile: vincere. Qualsiasi altro risultato verrebbe comunque considerato come un fallimento.

CAMERUN

I CONVOCATI:Portieri: Itandje (Konyaspor), N’Djock (Fetihespor), Feudjou (Coton Sport).Difensori: Nyom (Granada), Nounkeu (Besiktas), Djeugoue (Coton Sport), Chedjou (Galatasaray), N’Koulou (Olympique Marsiglia), Bedimo (Olympique Lione), Assou-Ekotto (QPR).Centrocampisti: Enoh (Antalyaspor), Makoun (Rennes), Matip (Schalke), M’Bia (Siviglia), N’Guémo (Bordeaux), Song (Barcellona), Sally (Lens). Attaccanti: Eto’o (Chelsea), Choupo Moting (Mainz), Moukandjo (Nancy), Aboubakar (Lorient), Webo (Fenerbahce), Olinga (Zulte-Waregem).

I “leoni indomabili” si sono qualificati dopo aver vinto il girone con Libia, Congo, e Togo, e aver eliminato la Tunisia nello spareggio. Non ci sono stati nella lista dei convocati di Volker Finke, degli esclusi illustri. Tutti i big, salvo sorprese dell’ultimo minuto, saranno in Brasile. Tra questi figurano il difensore del Marsiglia N’Koulou, il centrocampista del Siviglia fresco vincitore dell’Europa League M’Bia e i due elementi in generale più rappresentativi, Alex Song e soprattutto Samuel Eto’o. Questa squadra ha vissuto senz’altro momenti migliori, ma le qualità per far bene in un raggruppamento che si annuncia equilibrato ci sono. Dando quasi per scontata la qualificazione del Brasile, il Camerun presumibilmente ingaggerà una lotta con Messico e Croazia per l’altro posto agli ottavi.

MESSICO

I CONVOCATI: Portieri: Jesus Corona (Cruz Azul); Guillermo Ochoa (Ajaccio); Alfredo Talavera (Toluca). Difensori: Aguilar (Club America); Guardado (Bayer Leverkusen); Miguel Layun (Club America); Rafael Marquez (Leon); Moreno (Espayol); Diego Reyes (Porto); Francisco Javier Rodriguez (Club America), Salcido (Tigres). Centrocampisti: Brizuela (Toluca); Marco Fabian (Cruz Azul); Hector Herrera (Porto); Medina (Club America); Montes (Leon); Pena (Leon); Vazquez (Leon). Attaccanti: Dos Santos (Villarreal); Hernandez (Manchester United); Jimenez (Club America); Peralta (Santos); Pulido (Tigres).

Qualificatosi solo dopo aver vinto lo spareggio contro la Nuova Zelanda, il Messico è forse sulla carta la squadra più debole del gruppo. Nei ventitre del CT Herrera non ci sono grandi stelle, anche se davanti il Chicharito Hernandez e Dos Santos sono elementi molto pericolosi. Bisognerà vedere chi prenderà il posto di Montes, infortunatosi gravemente in amichevole e destinato a essere sostituito. Attenzione però perché i messicani riescono spesso a creare un gruppo solido e compatto, e sono una squadra molto giovane. Del resto alle Olimpiadi di due anni fa fu proprio il Messico a negare l’oro olimpico al Brasile battendolo in finale. Una squadra che parte in seconda fila, ma sempre ostica e pronta a regalare sorprese. Per passare il turno bisognerà fare i conti anche con loro.

CROAZIA

I CONVOCATI: Portieri: Pletikosa (Rostov), Subasic (Monaco), Zelenika (Lokomotiv). Difensori: Srna (Shakhtar), Lovren (Southampton), Corluka (Lokomotiv), Schildenfeld (Panathinaikos), Pranjic (Panathinaikos), Vida (Kiev), Vrsaljko (Genoa). Centrocampisti: Modric (Real Madrid), Rakitic (Siviglia), Vukojevic (Kiev), Perisic (Wolfsbirg), Kovacic (Inter), Brozovic (Dinamo), Mocinic (Rijeka), Sammir (Getafe). Attaccanti: Mandzukic (Bayern), Olic (Wolfsburg), Alves da Silva (Shakhtar), Nikica Jelavic (Hull City), Rebic (Fiorentina).

Giunta seconda nel gruppo A di qualificazione alle spalle della sorpresa Belgio, la Croazia ha staccato il biglietto per il Brasile dopo aver vinto lo spareggio contro l’Islanda. Il CT Nico Kovac non ha regalato sorprese nelle convocazioni, gli uomini di punta sono tutti presenti. Tra questi spiccano i centrocampisti Modric e Rakitic (vincitori rispettivamente di Champions League e Europa League) e il centravanti del Bayern Mario Mandzukic, ma anche la qualità media è abbastanza buona. In difesa Lovren viene da una stagione importante con il Southampton, a centrocampo Kovacic è in rampa di lancio. Poi ci sono giocatori di esperienza quali Srna Corluka, Da Silva e Olic. La selezione è sicuramente competitiva, la Croazia può farcela a passare il turno. Certo è che il battesimo sarà di quelli infuocati contro il Brasile padrone di casa, quindi con il rischio di avere un cammino in salita.

 

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Alessandro Paparella

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