Germania-Usa: festa per due

I tedeschi (saranno impegnati contro Algeria o Russia) hanno brindato al passaggio del turno e al primo posto del raggruppamento, grazie alla vittoria di misura sugli States. La nazionale a stelle e strisce, nonostante il ko, ha raggiunto lo storico traguardo (agli ottavi sfiderà il Belgio) grazie alla migliore differenza reti rispetto al Portogallo la cui vittoria, per 2 a 1 contro il Ghana, si è rivelata inutile.

Sotto la pioggia battente dello stadio “Arena Pernanbuco” di Recife, il ct dei tedeschi Loew lascia in panchina Klose e punta ancora su Muller unica punta. Sulla trequarti spazio a Ozil, Kroos e Podolski (fuori Gotze). In mediana c’è Schweinsteiger al posto di Khedira. Negli Usa Klinsmann opta per Dempsey ‘finto nueve’ con Zusi, Bradley e Davis a supporto. In difesa spazio a Gonzalez al posto di Cameron.

La Germania parte con il piede sull’acceleratore e al 10′ crea la prima, potenziale, occasione da gol: cross dalla destra non sfruttato in area da Muller e Podolski che si disturbano a vicenda. La Nazionale teutonica tiene in mano il pallino del gioco per tutto il primo tempo, ma il fraseggio prolungato non viene concretizzato da spunti offensivi degni di nota: gli Usa, ottimamente disposti in campo, non corrono pericoli fino al 38′ quando Ozil, con un tiro potente ma centrale, impegna severamente Howard.

Nella ripresa Loew lancia nella mischia Klose al posto di uno spento Podolski. La Germania riprende ad attaccare con più convinzione rispetto al primo tempo e al 55′ trova il gol del vantaggio: cross dalla destra di Ozil, Mertesacker impegna di testa Howard, sulla respinta Muller scarica uno spettacolare tiro a giro dal limite dell’area che non lascia scampo al portiere americano. Per l’attaccante del Bayern Monaco è il quarto gol in tre partite, capocannoniere in coabitazione con Messi e Neymar, il nono in totale ai Mondiali.

Gli Stati Uniti sembrano accusare il colpo e faticano a pungere in contropiede. Galvanizzati dal gol del vantaggio, invece, i tedeschi continuano ad attaccare e sfiorano più volte il raddoppio. Solo nei minuti finali Dempsey e compagni si fanno minacciosi dalle parti di Neuer ma il risultato non cambia più.

Allo stadio nazionale di Brasilia, il tecnico del Portogallo Bento sceglie il tridente pesante con Ronaldo e Nani sugli esterni ed Eder al centro. Dall’altra parte il ct Appiah deve fare a meno di Boateng e Muntari (protagonisti di una rissa e allontanati dal ritiro), in attacco si affida a Gyan con Atsu-Waris e Ayew pronti a supportarlo.

Al 5′ subito pericoloso Ronaldo con un tiro-cross che si stampa sulla traversa. Al 18′ ancora l’attaccante del Real Madrid pericoloso, ma il suo colpo di testa a colpo sicuro viene neutralizzato. Al 20′ la prima risposta del Ghana: Ghian va vicino al vantaggio con un gran destro ma Beto salva la porta. Si arriva al 31‘ quando si materializza il vantaggio dei lusitani: cross di Veloso innocuo, intervento sciagurato di Boye che manda il pallone all’interno della propria rete. Non ci sono più emozioni e il primo tempo si chiude sull’1-0.

Nella ripresa squadre in campo con gli stessi effettivi della prima frazione di gioco. Il Ghana non ci sta a fare da vittima sacrificale e al 55′ inizia a credere nella qualificazione. Da Recife, infatti, giunge la notizia del gol della Germania. Con questo risultato sia il Portogallo che il Ghana possono qualificarsi. Alla squadra africana basterebbe il 2-1. Più arduo il compito dei lusitani costretti a vincere con diversi goal di scarto data la peggiore differenza reti rispetto al Ghana. Il goal di Gyan su perfetto assist di Asamoah alimenta le speranze delle “stelle nere“.

L’orgoglio di Ronaldo però è più forte di tutto e all’80′ arriva la rete del 2-1, inutile ai fini della qualificazione, ma che permette all’attaccante di dire addio alla quermesse con un gol segnato. Nei restanti 10′ il Portogallo sfiora in più di un’occasione il 3-1 (almeno tre i gol mangiati da CR7) ma il risultato resta invariato. Portogallo e Ghana salutano il Brasile tra mille rimpianti, entrambe le nazionali, infatti, potevano giocarsi meglio le carte a loro disposizione.

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Federico Falsetto

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