Argentina agli ottavi, Pjanic a casa

 Quella che doveva essere quasi una sgambata, contro la combriccola di amici dell’Iran è rimasta una partita incerta fino all’ultimo minuto. Il 4-5-1, o meglio il “tutti davanti alla porta” di Queiroz ha retto fino al 91esimo e se Romero non si fosse superato su Dejagah, avrebbe rischiato di regalare anche il gol vittoria agli asiatici.

Il primo tempo segue il canovaccio prestabilito: Argentina sterilmente in possesso del pallone (70%) con soli due tiri in porta, paratone di Hagigi su Aguero.

Sabella schiera il tridente ,invocato da tutta la nazione argentina (si dice su apposita richiesta di Messi) con la “Pulce”, Higuain e Aguero ma non riesce a sfondare il muro iraniano. L’arbitro nega un rigore netto all’Iran (la nostrana sudditanza psicologica) e bisogna aspettare l’ultimo minuto, quando Messi decide che è ora di passare il turno: dal limite dell’area scocca un sinistro a giro che s’insacca nell’angolo opposto, sulle orme di Maradona l’Argentina è ai suoi piedi. Nella terza ed ultima giornata c’è lo scontro diretto tra Argentina e Nigeria, dove i sudamericani si giocano il primo posto.

L’altra partita sovverte un altro pronostico, sancendo la già prematura eliminazione della Bosnia di Pjanic e Dzeko. La sfida alla Nigeria è divertente (20-18 il conteggio dei tiri in favore degli africani) e viene già decisa nel primo tempo dal gol di Odemwingie su assist di Emenike. In verità la Bosnia ha dovuto fare i conti anche con l’arbitro neozelandese (?!) O’Leary, che non vede l’irregolarità sul gol delle super aquile e annulla per fuorigioco un gol regolare a Dzeko, che coglierà anche un palo nel recupero.
Oltre all’arbitro, da segnalare gli orrori tattici del tecnico Susic con lo schieramento di Lulic come terzino sinistro e Pjanic a coprire la difesa,troppo lontano dalla porta avversaria.
La Nigeria sogna gli ottavi senza aver fatto nulla di trascendentale, con sole giocate dei singoli e ripartenze in velocità.
L’ultimo turno vede l’Argentina che si gioca il primo posto (contro la Nigeria) e l’Iran con addirittura una speranza di passare il turno (se batte la Bosnia e la Nigeria perde contro l’Argentina) e la Bosnia che vuole salutare il mondiale regalandosi la prima vittoria.

Tornando all’Albiceleste, attrazione del girone, giocando così non potrà andare troppo lontano. Sabella è chiamato a dare una parvenza di gioco: impresa non troppo ardua visto il “materiale tecnico” a disposizione, non si può sperare solo nel sinistro di Messi.

 

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Omar Abo Arab

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