Addio Prandelli, avanti il prossimo!

“Ho parlato con Abete dopo la partita, è giusto prendersi le responsabilità del progetto tecnico. E’ un fallimento: ho deciso, quindi, di rassegnare le mie dimissioni. La responsabilità e sulle mie decisioni, sui cambi, e me le assumo tutta.”
Di seguito, Abete: “Mi dimetto non perché senta delle responsabilità specifiche, abbiamo fatto tutti il massimo, ma perché voglio favorire un livello di riflessione, questo è il settimo mondiale a cui partecipo. Come torneremo in Italia convocherò un consiglio federale e presenterò anche io le mie dimissioni irrevocabili.”
Come avvoltoi, tutti erano già pronti a farsi avanti per quest’Italia, un’Italia scadente e povera, con tante assenze, pesanti, che non sono state riconosciute. Ecco, quindi, che cominciano a spuntar fuori i primi nomi dei possibili futuri c.t. della Nazionale. I più gettonati sono due: Roberto Mancini e Massimiliano Allegri. Guardando il campionato di Serie A, quest’ultimo nome, purtroppo, non è rassicurante. L’ex allenatore rossonero arriva da una stagione alquanto deludente e, inoltre, l’accordo con la Lazio non è arrivato quindi, stando ai fatti, è un uomo libero. Ha dalla sua l’esperienza con ragazzi giovani e la conoscenza di Mario Balotelli, il calciatore che nelle ultime ore è stato attaccato da tutti e sotto ogni punto di vista. Chissà perché, poi. Però, anche il suo rivale Mancini lo conosce e, anche lui, ha appena interrotto il suo rapporto lavorativo con il Galatasaray. Altro uomo libero, quindi.

 

Continuando la lista dei papabili “prescelti”, esce fuori Luciano Spalletti che, dopo le tante stagioni in Russia, potrebbe essere l’uomo giusto per una vera e propria rifondazione. Arriva da un’aria fresca e nuova, più pulita e meno ricca di scandali e problemi, forse. Che sia lo spirito giusto che serve all’Italia per riprendersi e tornare in campo? Inoltre, il tecnico toscano non nasconde che un ritorno in patria gli farebbe solo che piacere…

C’è poi Alberto Zaccheroni, il mister dalle risposte dubbiose e velate, che alle domande sul suo futuro su una possibilità di sedersi sulla panchina azzurra, non ha mai dato risposte certe. Lascerà l’aria nipponica per quella italiana? La sua decisione non arriverà prima del 13 Luglio, data finale dei Mondiali, ma la sua “quotazione in campo” è alquanto bassa. Com’è bassa quella di Claudio Ranieri reduce dall’esonero dal Monaco nonostante un secondo posto alle spalle del Psg. Ma, tra tutti, lui è quello meno libero. Secondo le indiscrezioni riportate da Sky, sarebbe ad un passo dall’accordo con la Grecia che potrebbe essere formalizzato a mercato concluso.

L’unica cosa certa è che non bisognerà buttare all’aria il lavoro svolto fino ad oggi ma, al contrario, partire proprio da questo, anche se il tempo stringe e il 2016, anno dell’Europeo in Francia, è dietro l’angolo. Le qualificazioni, infatti, cominceranno a settembre e l’Italia non può presentarsi nelle stesse condizioni fisiche e mentali con le quali ha affrontato questi Mondiali. Altra cosa certa è che uno dei pilastri azzurri, la punta di diamante di questa Nazionale, non ci sarà. Andrea Pirlo, infatti, ha appeso al chiodo la maglia azzurra dopo l’uscita deludente di ieri e la ricerca per un suo sostituto, che spazia tra Destro, Florenzi, Bonaventura, Ranocchia, Zaza, Berardi e chissà chi altro, non sarà certo facile. Puntare sui giovani o rimanere sugli anziani? Bel dubbio che, fortunatamente, non siamo noi a dover sciogliere ma aspetterà a chi prenderà in mano la situazione. I nomi che sono usciti sono importanti e ben conosciuti in tutto il mondo. Agire con la testa, e no con la pancia, potrebbe essere un buon punto di partenza. Staremo a vedere.

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Flavia Capoano

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