Sci alpino: il dopo Sochi

altrettanto non si può dire per il calendario maschile: a Kvitfjell ha piovuto nei giorni scorsi ed è previsto cattivo tempo per tutto il fine settimana. In Norvegia il programma per il week end era ricco, con due discese ed un superG, ma l’annullamento delle prove dovrebbe rendere impossibile lo svolgimento delle discese libere, la decisione sul da farsi verrà presa oggi pomeriggio. Certo che con i tempi che stringono, visto che siamo ormai a marzo, se saltasse tutto il fine settimana di gare maschili Marcel Hirscher potrebbe ritrovarsi con la sfera di cristallo in mano già da subito. Al femminile l’infortunio di Tina Weirather, la numero due dellla classifica generale, durante gli allenamenti a Sochi, le farà saltare il resto della stagione: a questo punto con un discreto margine sulla avversarie Maria Riesch ha in tasca la coppa, non dovrebbe più vincerla ma limitarsi a non perderla.

Dato che il nostro interesse al circuito maggiore è puramente platonico visto che non c’è nessun azzurro che possa ambire ad un podio in una qualsiasi delle dodici classifiche di Coppa del Mondo, allora tanto vale fare un bilancio della spedizione olimpica. Anche qui come del resto per le previsioni in generale ci avevamo azzeccato: il settore delle discipline veloci al maschile da buone garanzie, in gigante soffriamo il problema del ricambio generazionale ma le cose sono abbastanza positive con i giovani che avanzano bene, in slalom siamo forti. Al femminile le note sono dolenti e basta e lo sapevamo. Lì le uniche possibilità reali erano affidate alla Brignone ed a Nadia Fanchini che per noi è stata davvero sfortunatissima ai giochi di Sochi. Ma procediamo con ordine. Nel settore maschile della velocità abbamo lasciato a casa Marsaglia che nel circuito maggiore ha vinto, quindi uno che ci sa fare, perchè i compagni di squadra, alcuni anche già più titolati di lui, hanno fatto meglio in stagione quindi ci siamo potuti permettere questo lusso il che è tutto dire. Nel nostro articolo di presentazione ai giochi abbiamo scritto testualmente che difficilmente i nostri velocisti sarebbero mancati tutti e che una medaglia la potevamo mettere in conto: Winnerhofer ha risolto lui i problemi con due prove delle sue. Bravi anche gli altri comunque. In gigante se la medaglia non era da sperare abbiamo visto buone cose da parte di Simoncelli straordinario e sempre troppo autocritico. Lui e Blardone sono due esempi viventi di umiltà e speriamo che continuino a divertirsi a sciare nel massimo circuito “crescendo” i giovani che sembrano davvero competitivi, visto che il miglior azzurro in classifica di gigante è Nani, bene così. In slalom siamo stati sfortunati con il quarto posto di Gross che ha fatto una grande prova ed è finito fuori dal podio per miseri 5 centesimi di secondo. Bravissimo ad interpretare il classico tracciato (bello a nostro avviso) psichedelico di Ante Kostelic che ha mietuto vittime eccellenti e non. E’ stato criticato, Stefano, come se non avesse voluto prendersi una medaglia che tanto mancava al nostro miserabile palmaresse, ma per piacere!

Diversa la musica che hanno suonato le donne, ovviamente. Anche al femminile i podi sono stati sfiorati con Daniela Merighetti e con una straordinaria Nadia Fanchini per le quali sono accettabili solo parole di elogio. In stagione le azzurre raramente sono arrivate così vicine a questi risultati e quindi va bene così anche se bisogna sempre tenere presente che un piazzamento a Sochi vale un po’ meno di uno in gare di coppa visto che non tutte le atlete competitive ad un certo livello sono ammesse alle kermesse olimpica; l’Austria, tanto per dirne una, non ha convocato la campionessa olimpica di superG di Vancouver. Nella velocità a nostro avviso stiamo un po’ perdendo tempo. La misteriosa scomparsa di Lisa Agerer che al suo esordio nel massimo circuito ha fatto sfracelli ci lascia perplessi. Lisa è parsa all’umile occhio di chi scrive come la vera grande speranza azzurra per un’aventuale storica conquista della sfera di cristallo visto che va bene in discesa, superG e gigante. Abbiamo scritto prima dei giochi che l’avremmo convocata per farle assaggiare un’evento di questo genere sperando che l’avrebbe risvegliata dal suo torpore…a lei differentemente che ad altre questa esperienza avrebbe potuto fare bene. In slalom come sappiamo le difficoltà sono grandissime. Quello dei pali snodati al femminile è il settore più in crisi dello sci alpino azzurro. In gigante l’uscita di Federica ci ha fatto sanguinare. Abbiamo espresso dubbi sulla gestione di questa atleta che in pratica ha perso due stagioni cruciali della sua carriera per una cisti tendinea. Ci si è andati a cercare i guai col lanternino in questo caso. E per Federica Brignone, che come atleta noi adoriamo, ci dispiace da morire. Come detto da questo fine settimana si tornerà alla normale attività agonistica di coppa incrociando le dita sulle decisioni che la FIS prenderà a proposito delle gare di Kvitfjell.

 

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Francesco Corrado

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