Germania-Italia. I tedeschi spezzano la maledizione

Germania-Italia. Sono i rigori a sancire la fine della maledizione tedesca nei nostri confronti. L’errore di Darmian al nono rigore fa terminare il nostro cammino e lancia la Germania in semifinale.

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Goliardia dei tifosi italiani

L’Italia ci ha messo cuore, grinta e sofferenza come il C.t. Conte, alla sua ultima panchina azzurra, comanda. Ma la Germania è sembrata più quadrata e la differenza tecnica è stata evidente. Il cuore e sopratutto l’impronta che il mister azzurro ha dato a questa squadra ha permesso di battere le più quotate Belgio e Spagna e ci ha permesso di capitolare solo dopo un mare di rigori contro i Campioni del Mondo. Il merito di Conte è indubbio e, a prescindere da chi vincerà, è senza dubbio lui il miglior C.t. della manifestazione. Da un gruppo dato da tutti come inadeguato è riuscito a cavare il meglio. Infortuni e squalifiche hanno falcidiato la nostra nazionale, ma l’anima che ha saputo dare a questa squadra ha sopperito a tutto. Il bilancio per la nostra Nazionale è indubbiamente positivo e, con un pizzico di fortuna in più, ora a giocarci la finale ci saremmo potuti stare noi.

GERMANIA-ITALIA 1-1 (7-6 d.c.r.)

Prima della partita l’intero stadio dedica un applauso, che ha sostituito il classico minuto di silenzio su indicazione della UEFA, per commemorare le vittime del terrorismo in Bangladesh. Gli azzurri giocano col lutto al braccio.

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L’esultanza di Ozil

Germania-Italia inizia con le due squadre molto guardinghe. Loew tiene fuori Draxler per essere più coperto e non lasciare il fianco al contropiede degli azzurri. La Germania tiene palla, l’Italia inizialmente fatica a ripartire, poi prende le contromisure. Sturaro, inizialmente timido, pian piano prende confidenza, Florenzi corre per tre, sbaglia qualcosa ma recupera molti palloni e fa una miracolosa: parata in tuffo, solo che invece che usare le mani, usa i piedi. Khedira ha un infortunio muscolare, tanto per cambiare, ed entra l’inossidabile Schweinsteiger, che non giocherà una gran partita: si vedrà annullare giustamente un goal per fallo evidente su De Sciglio e tirerà un rigore rugbystico. L’occasione migliore ce l’ha però l’Italia sul finire del tempo: Sturaro calcia dalla distanza un bel suggerimento di Giaccherini ma Boateng devia quanto basta.

Nel secondo tempo i tedeschi crescono, il nostro centrocampo gioca bene, Parolo non fa rimpiangere De Rossi, anzi è tra i migliori, ma la Germania sembra più padrona del gioco anche se rischiamo poco. Ed è in un’azione quasi casuale che i tedeschi passano in vantaggio: Mario Gomez raccoglie un campanile a centrocampo, quasi si porta fuori la palla e poi indovina un tocco meraviglioso per Hector, Bonucci devia e Ozil mette in rete. Lo stesso Gomez poco dopo ha l’occasione per chiudere l’incontro ma Buffon compie uno dei suoi soliti miracoli. Un altro miracolo, per noi, è l’attimo di follia che coglie Boateng che salta inspiegabilmente in area con le braccia alzate e colpisce la palla.

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L’esultanza di Bonucci

Rigore netto, Bonucci segna. Poco dopo un tiro di De Sciglio sull’esterno della rete dà l’illusione del goal. Esce Florenzi, stremato, esce anche Eder che ha dato tutto, entra Insigne, che non si accenderà mai, entra Darmian e, all’ultimo secondo dei tempi supplementari, entra anche Zaza. Germania-Italia verrà decisa ai rigori. Sbaglia Zaza, che prende una rincorsa stranissima fatta di passetti sul posto, sbaglia Pellè che sbefeggia Neuer e poi tira fuori, sbaglia Bonucci che stavolta glielo para. Ma sbagliano anche loro, e si va a oltranza con una miseria di quattro rigori segnati su dieci. L’ultimo lo sbaglia Darmian. La Germania per la prima volta può esultare contro di noi. Buffon, Barzagli e Bonucci piangono di fronte alle telecamere dimostrando che, anche se hanno vinto tutto in questi anni, hanno una fame infinita che fa di loro dei campioni veri. Il lavoro di Conte è finito troppo presto. Questa Italia con un cuore enorme piaceva a tutti. Il suo capolavoro è stato quello di creare un gruppo in cui tutti hanno fatto squadra, anche l’importantissimo Marchetti che non ha mai giocato un minuto ma che è stato importante come tutti gli altri. Tanti auguri a Ventura. Creare nuovamente questa alchimia sarà il suo primo dovere.

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@MassimoSilla_

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Massimo Silla

Appassionato di lettura, scrittura, pittura, insomma di qualunque cosa non richieda uno sforzo fisico. Nostalgico e cialtrone ha intrapreso innumerevoli carriere,tra le quali il Babbo Natale, senza mai eccellere in nessuna