Euro 2016, Girone E: presentazione dell’Irlanda

Dopo la presentazione di tutti i gironi dell’Europeo abbiamo voluto lasciare per ultimo il Gruppo E, quello formato da Italia, Svezia, Belgio e Irlanda. Non faremo un quadro generale di tutto il raggruppamento ma andremo ad analizzare singolarmente tutte e tre le nazionali che sfideranno i nostri azzurri. Iniziamo proprio dall’Irlanda, che, seguendo il ranking FIFA, risulta essere la peggiore del Gruppo E, ma forse considerata troppo presto vittima sacrificale nel raggruppamento. La Nazionale di Martin O’Neill infatti potrebbe rivelarsi un cliente meno facile del previsto. Il ct ha creato un mix vincente di veterani e giovani promettenti che hanno nell’organizzazione tattica e nel ritmo vertiginoso i loro punti di forza.

Il suo cammino verso Euro 2016
L’Irlanda è riuscita a qualificarsi superando un girone a dir poco proibitivo, arrivando terza dietro a Germania e Polonia, lasciandosi dietro un avversario tosto come la Scozia, perdendo soltanto due partite e permettendosi anche il lusso di battere i tedeschi tra le mura amiche dell’Aviva Stadium. Poi hanno dovuto passare le forche caudine degli spareggi, ma anche qui hanno dimostrato forza, carattere e personalità, superando la ben più quotata Bosnia. L’1-1 in trasferta e la vittoria per 2-0 in casa gli hanno aperto le porte di Euro 2016, lasciando a casa la nazionale di Dzeko e Pjanic, capace solo due anni fa di qualificarsi per il Mondiale.

IrlandaIrlanda dei record

Inserita in un girone con le superpotenze Italia e Belgio appare strano che tra le quattro squadre l’Irlanda è quella che detiene ben tre record in questi Europei. Invece è proprio così. Il suo veterano Robbie Keane, infatti, è il calciatore ad aver segnato il maggior numero di reti con la propria nazionale: 67 in oltre 120 partite. Nessuno degli oltre 500 calciatori che partiranno per la Francia ha fatto meglio. L’unico giocatore in attività a detenere un record migliore è Miroslav Klose, che però a Euro 2016 non ci sarà. Inoltre sempre Robbie Keane è il calciatore ad aver segnato più gol nelle qualificazioni agli Europei: 23 in totale, di cui ben 5 segnati nel biennio 2014-2016, grazie ai quali l’Irlanda ha strappato il pass per questo Europeo. Se non bastasse anche il portiere Shay Given detiene dei record. È uno dei calciatori più anziani a partecipare alla massima competizione europea e, tra tutti i calciatori convocati, è quello ad aver esordito prima di tutti, più di venti anni fa: il 23 marzo 1996 contro la Russia.

IrlandaCome gioca l’Irlanda

Pur con tutti questi record, Shay Given non sarà il titolare di Martin O’Neill. Infatti tra i pali Darren Randolph del West Ham sembra ormai aver scavalcato il veterano. Davanti a lui, a copertura della difesa, ci saranno O’Shea e Keogh centrali, con Coleman a destra e Brady a sinistra. Il centrocampo dovrebbe sempre rimanere a 4, sia che O’Neill scelga il più rodato modulo 4-4-1-1, sia che opti per un classico 4-4-2. Intoccabile il trio McCarthy, Whelan e Walters, con Hoolahan pronto a retrocedere nei quattro della mediana se davanti gioca il duo pesante Keane-Long. In alternativa il trequartista del Norwich scala avanti di 15 metri, Hendrick prende il suo posto nei 4 di centrocampo e uno tra Keane e Long si accomoda in panchina. Probabile che O’Neill giochi con il più coperto 4-4-1-1 contro Belgio e Italia e magari provi a strappare la qualificazione contro la Svezia giocando a viso aperto e schierando subito dall’inizio tutte le bocche da fuoco che ha a disposizione.

Stella, capitano e rivelazione
Robbie Keane è indubbiamente la stella dell’Irlanda. Personalità, palmares, carriera ma soprattutto gol lo hanno issato a divinità del calcio irlandese. Più del bomber Shane Long e ancor di più di capitan John O’Shea, veterano anche lui dei Verdi e per dieci anni centrale difensivo del Manchester United di Sir Alex Ferguson. Ma il giocatore che potrebbe davvero stupire in quest’Irlanda è Robbie Brady, terzino 24enne del Norwich. La duttilità del giocatore lo rende agli occhi di Martin O’Neill un jolly perfetto per entrambe le fasce: nato esterno sinistro di difesa, ha già dimostrato di essere in grado di disimpegnarsi molto bene anche come esterno avanzato, sia a sinistra che a destra. Nello scapestrato e retrocesso Norwich di quest’anno, ha giocato 36 partite, segnando 3 gol e servendo 2 assist, risultando di gran lunga il migliore sulle rive del fiume Wensum.

Vai alla home page di LineaDiretta24
Leggi altri articoli dello stesso autore
Twitter: @MarcoJuric

Vuoi commentare l'articolo?

Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.