Euro 2016, Girone E: presentazione del Belgio

Verso Euro 2016 continua la nostra analisi delle prossime avversarie dell’Italia di Conte. Dopo Irlanda e Svezia, oggi è il turno del Belgio. I Rode Duivels o Diables Rouges (diavoli rossi) mancano dalla competizione europea da ben 30 anni. L’ultima qualificazione, infatti, risale al 1984 (usciti al girone) senza contare la partecipazione a Euro 2000 che, come paese ospitante, gli dava il diritto a prendere parte al torneo. Il miglior risultato lo ottennero nel 1980 quando persero in finale contro la Germania Ovest per 2-1 (doppietta di Hrubesch per i tedeschi, Vandereycken su rigore per i diavoli rossi). Ora però possono contare su un organico altamente competitivo e qualitativamente alto capace di piazzarsi al primo posto nel ranking FIFA … non a caso rinominato come la generazione d’oro.

Il suo cammino verso Euro 2016

Un cammino senza ostacoli per gli uomini di Wilmots che vincono il girone B di qualificazione a Euro 2016 con questi numeri: 23 punti; 24 gol fatti, 5 gol subiti; 7 vittorie, 2 pareggi e appena una sola sconfitta. Trascinati dai gol di Eden Hazard e Kevin De Bruyne, entrambi a 6 reti, e da un reparto difensivo compatto ed esperto comandato dal talentuoso Courtois e dal capitano Kompany.

La stella

belgio hazard 2

Eden Hazard

Ed ecco il gioiellino più pregiato della nazionale belga. Stiamo parlando di Eden Hazard, classe ’91, in forza al Chelsea (futuro club di Antonio Conte). Anche se arriva da una stagione non esaltante, dovuta perlopiù dal pessimo rendimento della squadra inglese, Hazard rimane comunque l’arma in più di questa nazionale. Dotato di una tecnica raffinata è uno dei pochi giocatori, presenti a Euro 2016, capace di fare la differenza e poter cambiare la partita in ogni momento. Si tratta di un 10 che parte dall’esterno per accentrarsi in cerca perenne di uno spazio e per questo senza mai dare punti di riferimento agli avversari. Dunque tecnica e rapidità al servizio di una visione di gioco fuori dal comune. Sicuramente l’Italia dovrà dedicargli maggiore attenzione lunedì 13 giugno.

Come gioca il Belgio

Ma non è solo Hazard, il Belgio. Wilmots, da quando è alla guida della nazionale, dal 2009 come vice e dal 2012 come allenatore, ha plasmato e cresciuto una generazione di talenti imponendo una filosofia del bel gioco che, con gli anni, ha dato i suoi risultati: vedi mondiale 2014 e qualificazioni Euro 2016. Il modulo preferito è sicuramente il 4-2-3-1. Partendo da una sicurezza in porta come Courtois, è poi la linea difensiva che potrebbe creare qualche problema, visto soprattutto il forfait per infortunio del capitano Kompany. È l’unica lacuna che, probabilmente, l’Italia potrà e dovrà sfruttare. Dalla mediana in su, invece, i punti forti del Belgio. A cominciare dal centrocampo prettamente fisico con Nainggolan, Dembelé e Witsel il cui compito è supportare e riequilibrare la spinta offensiva dei vari funamboli e prime punte al servizio di Wilmots. Un parco attaccanti molto ampio, variabile, talentuoso e giovane: dal già citato Hazard a De Bruyne, da Mertens a Origi, da Benteke a Lukaku, da Carrasco a Batshuayi. Ma senza l’imprevedibilità di Hazard, comunque, il Belgio potrebbe perdere quella fantasia che fa del suo possesso palla, un possesso efficace e letale.

Il grande assente

belgio kompany

Vincent Kompany

In ultima analisi ma non di minore importanza è l’assenza pesante di Vincent Kompany. Fermato da un problema alla coscia destra resterà 4 mesi fermo. Capitano e vera bandiera del Belgio garantiva esperienza e sicurezza a una difesa perlopiù giovane. Dunque Wilmots, alla luce di questa defezione, potrebbe risistemare le pedine in campo cercando una diga maggiore a centrocampo e sacrificando un’ala delle 3 nel 4-2-3-1 che darebbe vita a un 4-3-3 leggermente meno offensivo.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).