Separazioni e divorzi: genitori per sempre?

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Il movimento genitori separati, nato il 9 aprile dell’anno scorso, sembra tradire il popolare detto: “tra moglie e marito non mettere il dito”. Nato in collaborazione con gli ordini degli avvocati e degli psicologi del Lazio ha come obiettivo primario la tutela del minore, senza esentarsi dal mantenere i difficili equilibri anche tra le parti coniugali. A fare chiarezza e cercare di mettere dei punti sulla spinosa vicenda ci ha pensato lo stesso Presidente del movimento Marco Andrea Doria durante il convegno sulla Sindrome di Alienazione Parentale organizzato lo scorso 9 giugno presso la sala delle Conferenze del Tribunale per i Minorenni in via dei Bresciani 32.

 

Proteggere le relazioni che intercorrono tra genitori e figli, e tra gli stessi coniugi, è indispensabile per garantire una vivibile quotidianità.

L’aspetto giuridico in termini di sostenibilità familiare ricopre un’importanza non secondaria e Adriana Boscagli, tra le maggiori esperte in Italia di diritto familiare, può spiegarci meglio le dinamiche giuridiche.

 

Le differenze sostanziali tra affido condiviso e alternato (pregi e difetti di uno e dell’altro).

L’affido condiviso attiene alla gestione della responsabilità genitoriale e ha il pregio di suggerire e sostenere la conservazione della bi genitorialità. In breve i coniugi si separano ma i genitori no. Le insidie di questo affido attengono alla difficoltà di dirimere il conflitto su rigide posizioni opposte sulle scelte per i figli; diventa inevitabile ricorrere al Giudice.

L’affido alternato fa una separazione netta tra i tempi di permanenza e di gestione del genitore con/sul minore. Tale modello allo stato non ha trovato grande applicazione per i forti rischi di destabilizzazione dei figli.

 

Divorzio breve: è d’accordo sulla nuova legge?

Sono d’accordo sul divorzio breve. Consente un risparmio di stress, di energie, di denaro. Essendo una facoltà e non un obbligo, ridurre le occasioni di conflitto mi appare una crescita di civiltà.

 

Quali possono essere i casi, nonostante l’applicabilità del divorzio breve, in cui si allunga inesorabilmente il tempo per giungere alla conclusione?

La pronuncia di divorzio con la nuova legge non rischia allungamenti di sorta. Può allungarsi la pronuncia sugli aspetti economici, sul collocamento dei figli, sull’affido;in caso di mancato accordo la pronuncia su queste ultime questioni può subire la durata di sempre: 2/3 per il primo grado di giudizio; 2 anni circa per i secondo grado; 2/3 anni circa per il terzo grado di giudizio (invero abbastanza inconsueto e scarsamente utilizzato).

Come è vero che nessuno ci insegna a fare i genitori, è altrettanto vero che non è possibile sceglierli.
Sarebbe opportuno riflettere su come, i corsi e i ricorsi naturali, all’interno delle relazioni familiari ci conducano ad essere genitori, coniugi e figli nello stesso momento. E a pensarci credo sia veramente difficile non essere concordi sul dare la priorità assoluta a chi vive, senza possibilità di scelta, tutto ciò da spettatore.

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Davide Marfisi