Crollo Italia: lezione dal Galles

Disfatta azzurra nella terza giornata del Sei Nazioni che soccombe 26 a 9 contro un cinico e spietato Galles. La gara avrebbe dovuto chiarire la reale portata del valore della nazionale italian quasi commovente nella rimonta con la Francia, ma altrettanto oscena nella figuraccia di Edimburgo. Vigilia tesa in casa Italia dovuta alla squalifica internazionale del capitano Parisse, reo di aver insultato l’arbitro al termine di una partita di campionato disputata sabato scorso. Sentenza discutibile, ma immediata: un mese di stop e addio sei nazioni. All’Olimpico è in scena sua maestà il Galles vincitore della passata edizione e in cerca di conferme dopo un inizio alterno. I dragoni sconfitti in casa all’esordio dall’Irlanda si sono prontamente riscattati espugnando lo Stade de France, anche per loro quella di Roma è la partita della verità. Il c.t. azzurro Brunel apporta qualche modifica rispetto ad Edimburgo promuovendo Burton e Gori sula linea mediana, rimpiazza Parisse con Manoa Vosawai (alla seconda presenza da titolare) mentre Castrogiovanni indossa i gradi di capitano. Pioggia battente, gallesi già brilli prima del fischio d’inizio, inni nazionali in un Olimpico non esaurito e pronti via. Sin dalle prime battute, complice la scivolosità del terreno, si intuisce che sarà una partita maschia e spigolosa. Una battaglia sui punti di contatto dove i gallesi sono maestri e un susseguirsi di mischie dove gli azzurri incominciano ad avere le prime difficoltà. Halfpenny sblocca al 7’ su punizione, ma gli azzurri prontamente rispondono con Barton per il 3 a 3. Poco rugby giocato, nel giro di dieci minuti una serie di punizioni fissano il punteggio sul 9 a 6 per i dragoni che gestiscono la prima fase del match senza rischiare troppo. Gli azzurri ci provano, ci credono, ma hanno le idee poco chiare con l’ovale in mano adeguandosi alla melina gallese. C’è il tempo per un drop di Barton che non c’entra i pali, per un placcaggio decisivo di Gonzalo Canale che ci salva da una sicura meta e per un errore, incredibile, di Halfpenny che non trasforma su punizione il 12 a 6 gallese. Primo tempo brutto: azzurri contratti ed emotivamente bloccati, ma vivi e in partita. Si riparte dal 9 a 6 gallese e l’inizio ripresa sembra promettente, con Benvenuti lanciato a meta e placcato sul più bello con  Burton che chiude l’azione fallendo un discutibile drop. E’ l’ultimo sussurro azzurro che, al 44’ subiscono la meta di Davies che approfitta di un errore di valutazione della coppia mediana Gori-Burton ingannata da un rimbalzo irregolare dell’ovale. Halfpenny trasforma il 16 a 6 e da qui si cala il sipario sull’Italrugby. Burton accorcia, ma Halfpenny riporta il galles sul 19 a 9. Al 60’ l’ennesimo errore in mischia costa a Castrogiovanni l’ammonizione per fallo ripetuto. Italia in 14 per 10 minuti e Galles ancora a segno con Cuthbert che in diagonale taglia la nostra difesa come il burro. Negli ultimi venti minuti girandola di cambi e poco altro da raccontare. Un finale condito da una serie di errori grossolani e da una frustrazione inquietante che ci prende ogni volta che andiamo sotto di brutto. Galles più esperto, più cattivo che ha saputo aspettare per poi punirci, da grande squadra, ad ogni minimo nostro errore. Si chiude sul 26 a 9, la gente lascia l’Olimpico in silenzio, mentre per i dragoni inizia la festa a suon di birra. Ennesima dura lezione subita che impone una riflessione seria sulla gestione tecnica di una squadra che, come i gamberi, ad ogni match compie un preoccupante passo indietro.

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Fabio Bandiera

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