Nicolai Lupo storico argento a Rio. Intervista esclusiva al loro primo coach Dionisio Lequaglie

Impresa doveva essere e impresa è stata. Nonostante il duo azzurro Nicolai Lupo del beach volley non sia riuscito a superare l’ultimo ostacolo, il fortissimo duo di casa del Brasile formato da Alison e Bruno Schmidt. La medaglia d’argento, per come è arrivata, può già considerarsi uno dei miracoli sportivi di queste Olimpiadi.

EROI AZZURRI – I due eroi di questa favola sono Paolo Nicolai e Daniele Lupo.Nicolai Lupo Il primo, abruzzese classe 1988, 203 cm per 96 kg, ha debuttato nel circuito professionistico internazionale nel 2008, due anni prima del compagno di questa finale. Daniele Lupo è di Fregene, classe ’91, 194 cm per 77 kg e la sua storia è davvero degna di una favola a lieto fine. Infatti, nel 2015, mentre stava preparando il mondiale Olandese, a seguito di dolori al ginocchio, gli venne diagnosticato un tumore osseo, per fortuna preso in tempo. Grazie a quelle tempestive cure riuscì a tornare ad allenarsi dopo un solo mese.

Questi due ragazzi ne hanno fatta di strada insieme. Nel 2012 arriva il primo podio in coppia, in una tappa del World Tour in Cina. Nello stesso anno si qualificano quinti alle olimpiadi di Londra. Nel 2014 arriva l’argento nei campionati europei della loro specialità. Insieme hanno anche vinto due ori nel World Tour nel 2014 e quest’anno. Risultati a cui si aggiunge questo magnifico argento olimpico.

1471403029049_beachItaLA CAVALCATA TRIONFALE – Come tutte le favole che si rispettino, anche questa era iniziata nel modo più difficile: sconfitti 2-1 dal Messico all’esordio e incassato un pesante 2-0 contro gli Stati Uniti, soltanto la vittoria con la Tunisia aveva permesso a questa coppia di non tornare anzitempo in Italia. Infatti, grazie a quell’unica vittoria, hanno potuto affrontare la Polonia nei Lucky Loser, piccolo ripescaggio a eliminazione. Una vittoria di misura li ha proiettati direttamente agli ottavi. Ottavi che hanno visto un derby tutto azzurro tra le coppie nostrane Nicolai Lupo e Carambula Ranghieri.

Derby che ha visto i primi imporsi per 2-0. Superati i connazionali, quarti e semifinali hanno avuto come sfidante comune le due squadre russe rimaste in gara. Se Liamin e Barsouk erano l’ostacolo da superare per ottenere una storica semifinale olimpica, fino a quel punto mai raggiunta da squadre italiane, la vera impresa è arrivata contro Krasilnikov e Semenov. Sembravano insuperabili i due russi, ma, come in ogni favola che si rispetti, è arrivato il colpo di scena e una vittoria al fotofinish (15 a 13 nel terzo e decisivo set), permettendo a Nicolai Lupo di andarsi a giocare la prima storica finale olimpica di beach di un’intera nazione.

LA FINALE – Sotto una pioggia torrenziale, tra il vento e i cori dell’arena del beach volleyNicolai Lupo di Copa Cabana, totalmente schierata per i padroni di casa, il duo azzurro Nicolai Lupo parte fortissimo andando subito sul 5-1. Pian piano anche il Brasile si sveglia e spinto dal tifo di casa, oltre che dal muro di Alison, chiude 11-10 il primo intervallo. Sul 17-15 i verdeoro sembrano poter scappare ma l’Italia inizia a sfruttare le indecisioni dello stesso Alison, arrivando ad avere la palla del 20-19 spedita però fuori dal nostro Nicolai. Il primo set si chiude 21-19 per il Brasile con un gran muro di Alison su Lupo.

Il secondo set è ancora all’insegna dell’equilibrio tra le due squadre. Sfruttando ancora una volta gli errori di Alison, i muri di Nicolai e dei grandi colpi di Lupo, gli azzurri questa volta si portano sull’11-10 al secondo intervallo tecnico. Ancora una volta la partita è bellissima ed è Bruno Schmidt, con un paio di giocate di classe assoluta con cambi di colpo in aria, a indirizzare il set verso i padroni di casa. Sul 19-16 Nicolai batte direttamente in out e di fatto consegna l’oro alla coppia brasiliana.

Il duo Nicolai Lupo, nonostante lo 0-2 finale, esce a testa altissima, avendo dato tutto e messo in grande difficoltà una coppia di mostri sacri più di quanto non dica il punteggio finale.

L’INTERVISTA AL COACH DIONISIO LEQUAGLIE – LineaDiretta24 ha intervistato in esclusiva il primo coach del duo Nicolai Lupo, storici finalisti alle Olimpiadi di Rio 2016.

Coach Dionisio Lequaglie, lei è stato il primo allenatore di questi ragazzi, cosa ci può dire di loro? Come si arriva a un traguardo del genere?

Lequaglie

Coach Dioniso Lequaglie

«Io ho allenato Nicolai e Lupo fino al 2010. Dopo le Olimpiadi di Atene del 2004, il beach volley ha avuto un’enorme popolarità ed è in quel periodo che ho potuto dare inizio a un mio progetto di riforma dei campionati e di tutto il movimento. Il progetto prevedeva l’introduzione di campionati giovanili ed è da qui che sono emersi giocatori come Nicolai, che ho avuto la fortuna di allenare per 4 anni e mezzo e che a livello giovanile in quel periodo ha vinto due campionati mondiali consecutivi. Ricordo invece che l’esordio di Lupo avvenne in modo più informale. Finita la scuola, Daniele veniva tutti i pomeriggi ad assistere agli allenamenti della nazionale. Vedendolo così appassionato, ho deciso di farlo provare e dopo poco è entrato anche lui nel giro della nazionale giovanile. Come “coppia” sono stato io ad avviarli nella Continental Cup, quando Daniele aveva solo 18 anni».

Coach Lequaglie ha poi proseguito parlando dei due atleti azzurri: «Sui ragazzi posso solo dire che sono due persone e due atleti eccezionali. Hanno grandissime qualità tecniche e fisiche, ma la loro più grande risorsa è mentale. In ogni allenamento hanno sempre dato il 100%, e sin da giovanissimi hanno fatto una scelta precisa arrivando a rifiutare gli ingaggi della pallavolo per puntare al loro sogno della medaglia Olimpica, sogno che finalmente è divenuto realtà».

E ha infine concluso, con un pizzico di emozione: «Nicolai e Lupo, nonostante siano passati sei anni da quando le nostre strade si sono divise, mi hanno voluto ringraziare personalmente per aver dato inizio a tutto questo e per averli aiutati a raggiungere questo traguardo, frutto di quel progetto e quel sogno iniziato tanti anni fa». (clicca qui per l’intervista completa)

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Twitter: @Mauro.Zini14

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.