Boxe: Testa prima ragazza, Tommasone primo pro

Prendono il via domani a Rio 2016 i tornei di boxe, sette i partecipanti italiani. Clemente Russo sarà come di consueto la punta, mentre nel gruppo due importanti novità. La giovane Irma Testa sarà la prima ragazza a difendere i colori azzurri su un quadrato olimpico, mentre Carmine Tommasone esordirà domani come primo professionista italiano per la boxe ai Giochi.

Il pugilato conserva un fascino speciale alle olimpiadi. Ne è parte integrante da sempre, già ai tempi degli antichi greci c’erano gli eroi della specialità. Nei cento e più anni, da De Coubertin in poi, abbiamo visto passare straordinari campioni: giovani per i quali l’oro ha rappresentato un trampolino di lancio, dal 18enne allora Cassius Clay a Roma ’60 fino al 19enne Oscar de la Hoya a Barcellona ’92 e nel mezzo tanti altri; vi sono poi stati i totem dei paesi socialisti che, perennemente dilettanti, hanno imperversato per varie edizioni come il medio ungherese Papp e i massimi cubani Stevenson e Savon che detengono con tre ori il primato assoluto di successi. Anche l’Italia si è tolta le proprie soddisfazioni, specialmente nell’edizione casalinga, che consacrò Benvenuti, poi via via sino a Seoul, con l’abbagliante oro di Giovanni Parisi.

In un tempo storico nel quale la boxe professionistica sembra avere smarrito la propria aura, restano i Giochi a restituire ogni quattro anni, con i loro tornei e i loro vincitori unici, un poco di gloria perduta. Certo non sono sempre rose e fiori. Dopo le polemiche di Seoul, con l’oro incredibilmente scippato dai giudici a Roy Jones, si era passato al sistema della macchinette. Un criterio oggettivo che però spesso ha premiato il numero dei colpi portati, piuttosto che la loro pesantezza ed efficacia. Questo ha costretto gli atleti ad adattarsi, col risultato di alterare lo stile di intere generazioni. A Rio 2016 si torna all’antico, tre giudici e via il caschetto nella competizione maschile.

Irma Testa 2

A destra Irma Testa

Da Londra 2012 trova spazio nel programma anche la boxe femminile, con tre categorie di peso. A Rio avremo finalmente una rappresentante azzurra, Irma Testa nei leggeri. La 18enne di Torre Annunziata, grande protagonista nelle competizioni giovanili, si è qualificata lo scorso aprile, battendo la bulgara Steneva nel torneo di Samsun. Cresciuta sull’onda delle pioniere Stefania Bianchini e Simona Galassi, Irma Testa pratica la boxe da quando aveva 10 anni e nelle ultime due stagioni ha ottenuto grandi risultati, dall’argento a Nanchino 2014 nelle olimpiadi giovanili sino all’oro a Taiwan nel 2015 nella categoria 57kg youth, venendo anche votata migliore pugile del mondiale. Entusiasta del suo sport e consapevole del ruolo che andrà a svolgere, punta a una medaglia, anche se all’ultimo mondiale è uscita subito e nella sua categoria è presente la fortissima irlandese Karie Taylor. Esordirà venerdì con l’australiana Watts, ma già al secondo turno potrebbe trovare la Mossely, seconda favorita.

Irma Testa

A sinistra Carmine Tommasone

Annunciata come rivoluzionaria, l’iniziativa di portare i professionisti all’olimpiade ha incontrato come previsto forti resistenze, fin a risolversi in un flop. Solo due ex iridati combatteranno a Rio, il medio N’Jikam, detentore fra il 2010 e il 2012 dei titoli WBO e WBA ad interim e Ruenroeng, già campione IBF nei mosca. Il thailandese è iscritto nei leggeri, stessa categoria di Carmine Tommasone. Come Irma Testa anche l’avellinese sarà un pioniere, primo pro italiano a gareggiare in una olimpiade. 32enne, da dilettante sfiorò la qualificazione olimpica a Pechino, professionista imbattuto nei 15 incontri disputati, ha conquistato il titolo italiano, quello dell’Unione Europea e l’intercontinentale per la WBA, sempre fra i piuma. Accede a Rio 2016 attraverso il torneo di qualificazione di Vargas, in Venezuela, dove il mese scorso ha vinto due match e ne ha perso uno. Decisivo il successo ai punti sul turco Ylmaz. Soprannominato MrWolf, Tommasone tenterà di risolvere il problema di una medaglia, anche se la concorrenza, dal cubano Alvarez in giù, pare essere agguerrita. Lui inizia già domani, ore 16 e 45 italiane contro il messicano Delgado.

Guida del movimento resta Clemente Russo, alla quarta olimpiade. Il 34enne massimo campano, argento a Londra e Pechino, troverà però il favorito Tishchenko già nei quarti. Completano il quadro Valentino Manfredonia nei mediomassimi, Vincenzo Mangiacapre nei welter, il supermassimo Guido Vianello e il minimosca Manuel Cappai che, segnalato in ottima forma, combatterà anche lui sabato, 22 e 30 ora taliana, contro l’americano Hernandez.

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michele sarno