Violenta tempesta a Mosca, 11 morti e 50 feriti [VIDEO]

Una violenta tempesta a Mosca ha causato 11 morti e 50 feriti nella giornata di lunedì 29 maggio. Lo ha reso noto il Dipartimento della Salute di Mosca, sebbene i numeri siano ancora provvisori e si teme che le vittime possano essere molte di più. Tra quelle accertate, anche una bambina di 11 anni. La maggior parte dei decessi sono stati causati dall’impatto con alberi abbattuti dal violento uragano che ha colpito la capitale russa. Fa eccezione solo il caso di un uomo di 69 anni che è morto a causa dell’impatto con una fermata di autobus sradicata dal suolo. Allo stesso modo, sono centinaia gli alberi sradicati dal maltempo nella città.

La tempesta ha provocato, inoltre, un blackout che ha lasciato circa 18 mila persone senza luce sia in città che nelle zone limitrofe. Allo stesso modo, tanti sono stati i disagi per i trasporti. Metro, treni e aerei sono fermi da ore e nei due aeroporti principali della città i voli cancellati sono stati 13, mentre quelli in ritardo ben 33. Per paura di possibili inondazioni, circa 60mila persone sono state evacuate nella zona di Stavropol e nelle immediate vicinanze. L’allerta meteo resta forte, anche se il peggio, per il momento, sembra essere passato.

Il sindaco della città, Sergei Sobyanin, ha espresso le più sentite condoglianze ai familiari delle vittime della violenta tempesta a Mosca, aggiungendo, in un tweet, “che le autorità stanno prendendo le misure necessarie per affrontare l’emergenza“. L’uragano, di una violenza inaudita, avrebbe sradicato non solo alberi, ma anche cartelli stradali e pezzi di lamiere e recinzioni. I danni sono stati aggravati dalla presenza dei numerosi cantieri a cielo aperto presenti in città. Al momento, mancano ancora stime certe delle autorità cittadine riguardo la reale entità dei danni materiali.

Vai alla home page di Lineadiretta24

Leggi altri articoli dello stesso autore

Twitter autore: @JoelleVanDyne_

Vuoi commentare l'articolo?

Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».